July 19, 2019

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I militari della Compagnia di Brindisi a seguito di un servizio ad “alto impatto” finalizzato alla verifica e al rispetto delle norme sia in materia di immigrazione clandestina, sia relative al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, effettuato unitamente alle unità antidroga del Nucleo Cinofili di Modugno (BA), hanno recentemente controllato un edificio ubicato lungo la via Provinciale per San Vito.

In sostanza si tratta di una struttura abitativa multifamiliare, costituita da 6 angusti appartamenti e alcuni box in cui erano stipati gli occupanti.

In quella circostanza hanno tratto in arresto in flagranza di reato di detenzione al fine di spaccio di sostanza stupefacente un cittadino di origine nigeriana irregolare sul territorio nazionale.

L’arrestato nel corso della perquisizione domiciliare ha tentato di disfarsi, gettandolo dalla finestra del bagno, di un pezzo di tubo in plastica al cui interno aveva occultato 40 grammi di Marijuana, già suddivisa in dosi, che è stata recuperata dagli operanti nel terreno attiguo alla struttura.

In tale ambito è stata anche rinvenuta la somma contante di 120€ in banconote di piccolo taglio, ritenuta provento dell’illecita attività.

 

Nel prosieguo dei controlli è stata deferita in stato di libertà per lo stesso reato una cittadina nigeriana 39enne, incensurata, regolare sul territorio nazionale.

 

Nel corso della perquisizione nell’angusto box in cui si era sistemata, è stata trovata in possesso di una busta in nylon occultata in una intercapedine del muro contenente complessivamente 25 grammi di marijuana, già suddivisa in dosi.

 

Nelle immediate adiacenze è stata rinvenuta la somma contante di euro 180 in banconote di piccolo taglio, ritenuta provento dell’illecita attività di spaccio.

 

Nel corso del servizio sono stati controllati complessivamente 50 soggetti extracomunitari e 18 tra ciclomotori, motocicli, autovetture e due furgoni tutti mezzi parcheggiati nello spiazzo antistante la struttura abitativa. In particolare è emerso che i mezzi non sono provento di furto, ma sono risultati non in regola con il pagamento della polizza assicurativa. Dalle verifiche riguardo alle persone alloggiate all’interno degli angusti locali di proprietà degli indagati, è emerso che agli stessi non era stato stipulato alcun contratto di locazione, che, tra l’altro non poteva essere stipulato per la loro posizione irregolare.

Uno degli ospiti della struttura, anch’esso originario del continente africano, in cambio dell’assistenza a un congiunto degli indagati non veniva richiesta alcuna somma. Anzi lo stesso era l’incaricato per conto degli stessi indagati della riscossione “in nero” del canone mensile da parte degli occupanti, canone oscillante tra i 75 e i 200€ a persona a seconda della tipologia di sistemazione alloggiativa fruita.

Pertanto i proprietari degli immobili hanno ospitato i cittadini extracomunitari traendo un ingiusto profitto dalla condizione di illegalità di questi, omettendo di effettuare le previste registrazioni dei contratti di locazione all’Agenzia delle Entrate, al fine di non pagare le imposte dovute favorendo con la loro omissione la permanenza di questi nel territorio dello Stato in violazione delle norme.

 

La struttura che si presenta in pessime condizioni igienico-sanitarie, è stata segnalata al Servizio Igiene Salute Pubblica della locale Azienda Sanitaria, per la verifica della sussistenza delle normali condizioni igienico sanitarie e di pubblica incolumità.

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