February 22, 2017

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Lo Stato Maggiore Marina ha decretato unilateralmente il declassamento dell’Ente Marina Militare (denominato Maristanav) Brindisi a Reparto di Taranto.

 
Lo stupore nasce dal fatto che, non più tardi di due anni fa, lo Stato Maggiore Marina aveva fattivamente manifestato la volontà di voler investire su Brindisi tanto da promuoverla a terza base navale dopo La Spezia e Taranto, riconoscendole autonomia amministrativa rispetto alla base di Taranto.

 
Gli anni di battaglie condotte sul territorio da CGIL, CISL e UIL non erano dunque state vane, tanto che lo Stato Maggiore Marina aveva finalmente preso atto delle enormi potenzialità del sito di Brindisi, sia in considerazione della posizione logistica che ne fanno una finestra sui paesi Balcanici , sia per le enormi potenzialità derivanti dalle eccellenti maestranze presenti, considerate un patrimonio da non disperdere poichè specializzate nella manutenzione delle unità navali ormeggiate a Brindisi.

 
Dunque, non sfugge che si fossero già create le condizioni affinché l’Ente della Marina Militare che, peraltro, a Brindisi conta circa 1200 addetti tra personale civile e militare, potesse fungere da volano per l’economia di un territorio lungamente represso dal punto di vista economico.

 
In occasione della recente visita istituzionale dell’On. Duranti (componente della Commissione Difesa alla Camera dei deputati), le OO.SS. di categoria avevano manifestato soddisfazione per la confermata volontà di rilanciare l’ex Arsenale di Brindisi e avevano chiesto impegni ben precisi in questa direzione, tra cui lo sblocco del turnover, proprio al fine di trasmettere il patrimonio di competenze acquisite e creare così le condizioni per farne un volano per l’economia dell’intero territorio.

 
Il declassamento a reparto di Taranto dell’Ente Marina Militare di Brindisi, stabilito dallo Stato Maggiore Marina, a decorrere dal primo gennaio 2017, va nella direzione opposta e rappresenta un ulteriore riprova della scarsa attenzione della classe politica dirigente verso il territorio Brindisino – da anni – già martoriato da crisi economica lancinante.
È giunto il momento in cui tutte le rappresentanze politico/istituzionali interessate assumano un ruolo centrale nella programmazione dello sviluppo del territorio per interromperne la sua lenta agonia!

 

ANTONIO MACCHIA
 SEGRETARIO GENERALE CGIL

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