November 22, 2019

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Alla luce della fermata programmata nel Petrolchimico di Brindisi, che interesserà tutte le aziende appaltanti, metalmeccanici ed edili, evento in cui, ancora una volta, si vedranno i lavoratori uniti tutti con grande professionalità, sacrificio e tanta disponibilità INCONDIZIONATA, si coglie l’occasione per ribadire che quanto accade nel Petrolchimico di Brindisi nelle ditte appaltatrici è oramai da ricondurre ad una vera e propria giungla.
Settori che richiederebbero una meticolosa attenzione sono motivo d’affanno per i lavoratori: chi ci rimette è sempre il lavoratore, e a noi non sta bene.
La guerra dei poveri diventa sempre più una carneficina, e il sindacato non può far altro che sollevare ciò che non funziona, nonostante la totale assenza di rispetto delle regole e delle procedure indicate.

 

In particolare, la vicenda dei nuovi contratti affidati nel settore edile rappresenta una grave situazione di insufficienza, oltre che, appunto, una mancanza di rispetto dei tavoli istituzionali e dei verbali sottoscritti.
Chi avrebbe dovuto prendersi le responsabilità pare non possedere capacità imprenditoriali, ma appare abile nel mostrare una finta sottomissione al solo scopo di raggiungere il suo obiettivo personale, ossia l’affidamento di un contratto di lavoro di edilizia.

 

L’ATI, composta da un capo fila e da altre due aziende, doveva garantire questo servizio, anche attraverso il passaggio dei lavoratori delle ditte precedentemente affidatarie, ovvero la General Construction e la Caruso Srl.
Ad oggi, si nota la scarsa propensione alla gestione del personale attraverso metodi medioevali, senza alcun riguardo nei confronti delle maestranze, dei lavoratori e, cosa ancora più assurda, mentre la priorità doveva essere quella di garantire la continuità dei lavoratori precedentemente occupati, di riflesso nelle maestranze troviamo di tutto e di più, con i lavoratori precedenti lasciati fuori.

 

Questa denuncia pubblica ha il solo scopo di tutelare chi oggi è rimasto fuori da questo perimetro, che oltre al danno di essere creditore relativamente agli stipendi ancora da riconoscere, hanno perso pure la possibilità di continuare a lavorare.
Uno schiaffo ulteriore ai lavoratori, uno sbeffeggiarsi dei tavoli sindacali, tra cui quelli svolti in Confindustria Brindisi, e quello effettuato in Prefettura, mai come in questo caso, sembra proprio cucito a dovere il detto “la legge non è uguale per tutti”.

 

Claudio Capodieci
Segretario CISAL

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