November 13, 2018



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Non è banale, né tantomeno un miracolo, il successo di un workshop scientifico del calibro di quello organizzato in partnership con UNiSalento-Dipartimento di Matematica e Fisica e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare svoltosi nella mattinata odierna presso il liceo classico B. Marzolla di Brindisi. Si tratta di un esperimento-così lo ha definito il prof. Andrea Ventura , referente di radioLab Salento- a livello nazionale , una prima edizione del Radon Day cui il liceo brindisino ha partecipato quale sede prescelta con entusiasmo, attenzione e professionalità. Questo evento congiunto tra l’INFN di Lecce e il Liceo Marzolla di Brindisi inquadrato nell’ambito del Radon Day, ha inaugurato l’avvio delle attività del progetto RadioLab con le numerose scuole partecipanti al progetto per l’anno scolastico 2018/19 ma per il liceo brindisino rappresenta un’occasione preziosissima di orientamento per gli studenti e soprattutto una prima assoluta, un esordio innovativo nell’ambito della ricerca scientifica e della collaborazione tra università e scuola nel territorio salentino, come ha sottolineato la Dirigente Scolastica prof.ssa Carmen Taurino. Il taglio teorico- divulgativo delle relazioni ha favorito l’interesse dei ragazzi, che con il prof. Fabio Bossi, Direttore della sezione leccese dell’Istituto nazionale di Fisica Nucleare ed ex marzolliano, si sono addentrati in una dimensione scientifica aristotelica per rigore , estremamente moderna e di respiro internazionale ed hanno avuto modo di assistere ad una lectio oltremodo affascinante sulla fisica , le attività di ricerca e formazione ad essa connesse fino ai misteri della materia oscura che infiniti mondi spalancano nell’astrofisica. Il Prof. Andrea Ventura, responsabile RadioLab Salento , ha invece illustrato finalità del progetto , in primis divulgazione della cultura scientifica e della fisica nucleare attraverso il coinvolgimento di studenti delle scuole superiori. Tale intento si è concretizzato in attività di alternanza scuola lavoro e nella radioLab Summer School, cui il Marzolla ha partecipato, per promuovere la conoscenza del territorio in relazione al radon e ai suoi effetti. Il prof. Manuel Fernandez,responsabile della salute e della sicurezza del Dipartimento di Matematica e Fisica “E. De Giorgi” dell’Università del Salento , ha “smascherato” il temibile nemico , il radon appunto, definendone con una chiarezza esemplare natura (gas inerte e pesante, anzi il più pesante in natura) che dagli ambienti interrati o bassi , penetrando la materia, con i suoi altrettanto micidiali “figli”, genera effetti letali per la salute. I componenti del decadimento del radon, nella forma di vapore acqueo, pulviscolo atmosferico e fumo di sigaretta, intaccano le cellule e inducono la formazione di tumori, agente killer nel 15% dei casi di carcinoma polmonare. Fondamentali quindi due azioni per difendersi : monitoraggio e misurazione valori, che, secondo la normativa vigente, non devono superare i 500 Bq/mcubo per gli ambienti di lavoro e i 300 per quelli di vita. Ampia la carrellata sulle diverse modalità e strumenti a disposizione per la misurazione di questo gas. Momento “cruciale”ed emozionante insieme il collegamento in videoconferenza con le altre sedi del progetto Cagliari, Catania, Cosenza, Milano, Napoli, Siena e Torino, anch’esse coinvolte nelle iniziative formative di RadioLab. Il Marzolla, che si è affacciato in tal modo ad un dialogo aperto a livello nazionale, segno che la comunità scientifica come ogni comunità di pensiero non ha confini o limiti, ha quindi presentato il suo contributo al progetto con una relazione sperimentale di misurazione dei livelli di radon nel liceo. L’equipe di lavoro, guidata dalla professoressa Giovanna Marini e composta dagli studenti Laura Di Geronimo, Davide Tateo e Francesca Uggenti, ha presentato il risultato dell’esperimento, e se la professoressa si è soffermata particolarmente sulle tappe che hanno condotto fino alla giornata di oggi,costruite nella certezza che il contatto con mondo della ricerca sia linfa vitale per la scuola quale luogo di formazione, i ragazzi con calma e precisione “scientifica” hanno illustrato dettagliatamente tutte le fasi del loro studio , apprezzati dai compagni e soprattutto dai relatori. Nel dibattito conclusivo tante domande, circostanziate e alcune che spiccano: come si fa a diventare ricercatori, quale percorso di formazione seguire per entrare nel meraviglioso mondo della materia. Non solo oratori e declamatori di versi bensì ragazzi che studiano Anassimene e i suoi quattro elementi come Einstein e i quanti, che padroneggiano Sofocle , Cicerone e protoni, neutrini e bosoni di Higgs con la stessa disinvoltura. Di più, con perizia e passione. Di sicuro si tratta di una svolta, del lancio di una sfida sinergica alle sfide del presente. Ci si lascia con la proposta di una proficua e costante collaborazione da parte dei relatori (omaggiati delle mattonelle artistiche realizzate dagli studenti del liceo Simone) perché questa giornata non rimanga solo un’ esperienza appagante ma isolata, nella convinzione che solo la sinergia tra “officine del sapere” possa diventare efficace prassi di emancipazione e sviluppo del territorio. Obiettivo che il Marzolla fa suo ogni giorno .

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