December 12, 2018



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Quando si parla di dieta, si pensa alla rinuncia del piacere della gola ma ciò è sbagliato. Personalmente sono convinto che mangiare cibo sano e alcalino appaga abbondantemente, soprattutto quando lo si sceglie con consapevolezza. L’alimentazione idonea alle esigenze fisiologiche è una grande risorsa di salute, benessere e perfomance. Il problema odierno è che il cibo spazzatura crea dipendenza come se fosse una droga. Anzi è una droga!

 

Purtroppo, è drammatico constatare che il cibo in generale, ma soprattutto quello acidificante, è la droga legale più universalmente diffusa. Tra i due estremi del mangiar poco e mangiare troppo, risulta essere di gran lunga più dannoso quest’ultimo modo. Ciò è stato appurato anche da uno studio americano eseguito su tre gruppi di topi. Al primo gruppo hanno dato da mangiare ad libitum (a piacimento) cibo spazzatura, al secondo gruppo cibo buono a piacimento e al terzo gruppo pochissimo cibo spazzatura. Secondo voi, quale gruppo ha vissuto di più? L’esperimento ha dimostrato che mangiar poco porta giovamento a prescindere da quello che si mangia.

 

Mentre per le generazioni precedenti (quelle nate fino agli anni ’70 del secolo scorso) era più facile controllare l’assunzione quantitativa (oltre che qualitativa) del cibo, oggigiorno, invece, grazie ad un maggiore e diffuso benessere economico, è tremendamente difficile a causa degli stimoli consumistici propinati dai media, soprattutto televisivi.

 

Grazie ad una maggiore consapevolezza generale, anche sulla alimentazione, sempre più gente comincia a scegliere e preferire cibo più fresco, più naturale e più ecosostenibile. Spero che anche voi, lettori, vi approcciate (anche per semplice curiosità) al mondo dell’alimentazione consapevole, salutare ed ecosostenibile.

 

Io da oltre 28 anni ho fatto mio il dettame di Ippocrate: “Il tuo cibo sia la tua medicina ma (come) una medicina sia il (tuo) cibo” ( Ἔστω μὲν φάρμακον ἡ σή τροφὴ, τò δὲ φάρμακον τροφὴ). Questo aforisma famoso per chi conosce un po’ di medicina olistica è poco compreso soprattutto per quanto concerne la seconda parte. Ve l’ho voluto citare anche nella lingua originale greca perché possiate apprendere meglio il messaggio che Ippocrate voleva trasmettere con la seconda affermazione. Solitamente, questa seconda parte della frase viene tradotta diversamente dagli altri autori perché non hanno compreso il significato di quello che Ippocrate voleva trasmettere. A questo punto, vi invito a fare una ricerca della versione tradotta ufficiale.

 

Quando leggevo le varie traduzioni di questo aforisma e non conoscevo l’originale in lingua greca, non riuscivo ad accettare l’inutile ripetizione della seconda parte della frase. Ben presto mi venne una illuminazione: “Se il cibo per Ippocrate rappresenta la propria specifica medicina (grazie all’uso del pronome personale) non vuoi che con la seconda parte della frase volesse indicarne la dose?” Per accertarmi della veridicità della mia intuizione, tramite una amica e collega che vive ad Atene, mi sono procurato il testo originale in lingua greca la cui traduzione mi ha dato la conferma di quanto avevo percepito.

 

Perché tutta questa digressione? Non vuol essere uno sfoggio di erudizione letteraria. Nella prossima puntata vi spiegherò l’importanza della giusta dose (quantità) del cibo ai fini della nutrizione, prevenzione e performance nelle attività sportive ed intellettuali. Ippocrate lo aveva capito ( o saputo) già 2.500 anni fa.

 

 

Continua….

 

Rocco Palmisano

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