February 18, 2019

Print Friendly, PDF & Email

L’obiettivo di questa rubrica è quello di dare una mano ai professionisti sportivi a raggiungere più facilmente i risultati da loro prefissati ma anche per migliorare le prestazioni di coloro che dello sport fanno il loro hobby. Quest’ultima categoria un tempo non molto lontano praticamente non esisteva in quanto la maggior parte della gente faceva lavori manuali per cui non c’era né tempo né necessità di andare in palestra.

 

Le informazioni che sto divulgando qui e altrove (libri, conferenze, ecc.) non sono esclusivi per coloro che fanno attività fisica ma sono a costoro essenziali perché, paradossalmente, chi fa attività sportiva, soprattutto agonistica, rischia di acidificarsi più degli altri. Chiunque potrà comprendere che l’attività naturale di un lavoro all’aria aperta (come avveniva un tempo) non può paragonarsi né all’attività agonistica né a quei lavori, a qualsiasi titolo, forzati ed innaturali. Quest’ultimi lavori vengono considerati “usuranti” e perciò vengono indennizzati e monetizzati diversamente dai normali lavori.

 

Quando si esegue un’attività fisica l’organismo produce acido lattico. Quest’ultimo è un metabolita che deve essere espulso dal corpo in quanto tossico. A tal uopo il corpo ha a sua disposizione vari organi drenanti come i polmoni, i reni, il fegato e la pelle. In condizioni normali, i predetti organi drenanti sono più che sufficienti per assolvere questo compito. Ma, se non si beve a sufficienza e si assumono cibi eccessivamente acidi/acidificanti, è ovvio che questi organi non potranno assolvere il loro importante compito di disintossicazione e purificazione dell’organismo.

 

Come non è possibile lavare un pavimento senza l’utilizzo dell’acqua altrettanto non può essere pulito il nostro corpo né esternamente né internamente. Un errore frequente che fanno gli atleti (ma anche le persone comuni) quando si sentono stanchi è quello di sostituire l’assunzione di acqua con quella degli snack “energetici” convinti di ottenere la forza necessaria per affrontare la gara o gli allenamenti stenuanti che la precedono.

 

Purtroppo, pochi allenatori mettono al primo posto l’acqua come fonte di energia. La maggior parte degli operatori medici e sportivi sono convinti che il glucosio sia la fonte esclusiva dell’energia fisica e mentale. Esistono ricerche, però, che mettono perlomeno in dubbio questa consolidata conoscenza. Infatti, è stato scoperto che il glucosio gli organismi viventi se lo possono produrre da soli tramite l’acqua, l’anidride carbonica e la melanina. Ogni organismo animale ed umano produce anidride carbonica e melanina. Purtroppo, non produce acqua. Fortunatamente, tramite l’acqua il corpo può produrre le molecole essenziali per il suo metabolismo cellulare.

 

Con ciò non voglio dire che non serve mangiare ma voglio focalizzare l’attenzione sul fatto che l’acqua deve rappresentare per tutti noi il primo alimento. Possiamo saltare il pranzo e la cena ma non l’assunzione dei nostri 2 litri di acqua giornaliera. Provate voi stessi a stare un giorno senza mangiare ma bevendo 2 litri d’acqua, e un altro giorno mangiando cibi asciutti ma senza bere un minimo di acqua. Chiedete a dei maratoneti se riescono a correre più di 10 km senza toccare acqua: rischiano di stramazzare a terra con atroci dolori da crampi non potendo continuare la gara.

 

Continua…

 

Rocco Palmisano

No Comments