May 30, 2017

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Art.1 della Costituzione italiana
« L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro….”

 
Art. 4 della Costituzione italiana
“La repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società”

 
Art. 36 della Costituzione italiana
”Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa….”

 

 
Parlare di diritto al lavoro e di dignità lavorativa (come recita l’art. 36 della costituzione di esistenza libera e dignitosa grazie all’attività lavorativa) oggi, con le problematiche emergenti nella società italiana, pare un bluff, o meglio, per dirla in gergo social, una bufala.
Per non dire della promozione di tale diritto da parte della repubblica ed addirittura del dovere del cittadino non solo di svolgere un’attività in base alle proprie possibilità, ma anche su scelta ( propria, individuale, si lascia supporre motivazionale ) e che concorra al progresso materiale e spirituale della società.

 

La verità è che siamo ormai il paese delle falsità ideologiche che si traducono, nella prassi, in un vuoto non solo di azioni ma anche di intenzioni.

 

Avrebbe un senso di realtà (se pur amara) riscrivere questi articoli alla luce dell’evidenza odierna che non lascia spazio al rispetto dell’individuo, sia negli aspetti morali che materiali; che non coglie il profondo significato etico che sottende alla costruzione di un progresso sociale basato sull’apporto che ciascun individuo può fornire alla società mediante il proprio lavoro e lo svolgimento della propria funzione.
Oggi coloro che si ritengono “illuminati” e che detengono il potere economico e sociale ( poteri in cui rientra anche ma non solo la leadership politica ) parlano di salario dignitoso, stabilito con i criteri della beneficenza da diffondere in favore di quanti, dai medesimi considerati quasi un alter ego in negativo, non appartengono alla sfera dei predestinati.
Abbiamo da imparare da quei paesi della UE che offrono alle fasce a rischio di povertà o già nell’area del disagio socioeconomico, assegni sociali pari agli stipendi dei nostri insegnanti, con incrementi legati alle esigenze educative e di tutela della crescita psicofisica dei figli. Il percorso di vita dei giovani individui appare improntato fin dalla nascita all’integrazione sociale, psichica ed economica: la scelta scolastica è orientata in base a caratteristiche attitudinali e motivazionali, l’alternanza scuola lavoro è retribuita e conduce ad un inserimento lavorativo sicuro…
E’ vero, l’Italia appartiene alla fascia del degrado delle popolazioni d’Europa , ma non è questo il problema.
Non si risale la china, o meglio, non si fa quel salto di qualità necessario per rendere la qualità della vita delle comunità ispirata a criteri di civiltà e di rispetto della dignità delle genti, senza progetti di ampio respiro, che pur nella necessità di fronteggiare la crisi economica emergente , abbiano alla base quei principi della costituzione citati.
Le riforme tanto invocate dalle istanze dei governanti non possono essere solo uno strumento per far quadrare i conti. Se la manovra economica ( la legge finanziaria) ha lo scopo di regolare la politica economica con specifiche misure di finanza pubblica e di politica di bilancio, attendiamo nuove leggi e riforme del welfare per sostenere attivamente i percorsi auspicabili per una società civile attenta ai bisogni del suo popolo.
E con estrema urgenza, perché da tempo abbiamo imboccato la via del declino; destiniamo inoltre alcune risorse alla formazione delle leadership politiche ed economiche nell’area delle scienze umane e dell’etica ispiratrice della nostra costituzione, strumento tutt’altro che obsoleto, ma volto al progresso in favore della civiltà.

 

 

Iacopina Maiolo

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