May 26, 2017

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Caro Gabriele,
a seguito del tuo intervento su Brundisium.net dal titolo “ Quel titolaccio di testa infelice e scorretto” (riferito al caso di cronaca di eccesso di legittima difesa nel quale un uomo è stato ucciso da un altro uomo con una fucilata alle spalle) ho commentato comunicandoti che se avessi dovuto riassumere tutto il mio disaccordo con te, un “Non mi piace” sarebbe stato “omnicomprensivo”.

 

Questa mia sintesi non ti è piaciuta e mi hai invitato a “fornire un minimo di argomentazione”.

 

Da questa tua richiesta mi sono sentito accomunato al tipo umano che più mi è lontano: e cioè al rancoroso e insoddisfatto fruitore del web che scarica invettive e indignazioni a tanto al chilo senza affrontare nessun argomento con serietà e profondità.

 

 

Raccolgo quindi l’invito e ti accontento anche se mi sembra paradossale che chi abbia scritto un articolo senza alcuna considerazione o riflessione ne chieda poi al provvisorio ed occasionale commentatore.
Lo faccio, quindi, per legittima difesa.

 

 

Ripercorro il tuo intervento:
1) nella domanda iniziale che ti poni parli già di verità travisata senza dirci invece quale sarebbe la realtà “vera” 2) e appelli i giornalisti del giornale come “la banda di Feltri” rea di aver “passato il segno” su un giornale che usa 3) espressioni spesso incongrue e fuori luogo e che è 4) il foglio più screditato e illeggibile di sempre. Continui poi etichettando 5) azzimato signorino Vittorio Feltri da Bergamo concludendo (sic) che 6) se tutto il paese è con il commerciante questo vuol dire che è un paese barbaro, feroce, incivile e ignorante. Proseguendo 7) ti indigni nell’attesa che l’Ordine dei giornalisti prenda le distanze da certo modo irresponsabile e stupidamente provocatorio di fare la professione, censurando questi episodi così squallidi e beceri che portano discredito a tutta la categoria e ripercorri la vicenda 8) come la storia di un disgraziato che attenta alla “roba” senza far uso di armi e senza mettere in pericolo alcuna vita, non si può giustiziarlo alle spalle come si sarebbe fatto nel vecchio, selvaggio West. Tralasciamo il giudizio “sottile” dove dai 9) della merda a Feltri planando da Milano a Napoli affinchè sia chiaro che 10) Salvini debba andare nel suo paesotto fra primitivi come lui. Il consiglio di 11) vergognarsi la faccia dato a Feltri è la degna conclusione per chi ha scritto tutto ciò con 11) sdegno e passione civile.

 

 

Scusa Gabriele ma tu in questi 11 punti hai argomentato?

Hai fornito un minimo di riflessione?

Hai aggiunto qualcosa ai fiumi di inchiostro che anche in queste ore si occupano del caso?

Hai accennato alla famiglia che nel pieno della notte si ritrova individui pronti a tutto per casa mentre piccini e parenti dormono?

Hai considerato la paura?

Il senso di protezione insito in ognuno di noi?

Hai riflettuto sul dramma di chi uccide?

Sull’istinto di chi ha al piano di sopra un nipotino di tre mesi?

Ti sei chiesto se tu avresti sparato?

Io si, credo di si; forse avrei sparato.

 
E quello sparo avrebbe forse segnato indelebilmente la mia vita ma questo lo avrei pensato a posteriori.
La postmodernità sta ancora interrogandosi con i problemi relativi alla sicurezza ed alla libertà, che sono due dei tre pilastri sui quali è fondato il nostro modo occidentale di vivere.

 
Stiamo ancora dibattendo se e quanto cedere in termini di libertà e di diritto pur di avere maggiore sicurezza, stiamo all’anno zero per quanto riguarda questo labile ed indistinto rapporto e tu come risolvi il problema? Accusando di barbarie chi ha erroneamente ucciso e chi plaude ad una limitazione della sicurezza in relazione alle libertà individuali? Chiamando merde chi scrive queste cose? Fomentando l’odio razziale per quei quattro sciagurati che non riescono ad argomentare contro le panzane salviniane?

 
Vogliamo chiederci come mai di fronte a vere e proprie tragedie ci poniamo con il solito clima da stadio?
Vogliamo chiederci se non sia arrivato il momento di fare un passo indietro e di riflettere prima di spararla sempre più grossa?

 
No caro Gabriele, non sono io che devo argomentare.
Io in tutto ciò che scrivo non ho mai (MAI) criticato o attaccato nessuno.
Mi faccio spesso prendere dall’incanto, dall’affabulazione, dal dolore, dallo sconforto, dalla noia, dalla banalità quotidiana, dalla nostalgia sempre cercando di capirmi e di capire, cercando di essere delicato ed indulgente ma mai (MAI) giudicando e ancor meno insultando o fomentando.

 
A questo clima grillino di gogne portate avanti senza rispetto e senza cervello con il giochino dei like e dislike non ci sto.
Mi pento di essere intervenuto sul tuo pezzo, è stato un moto dell’animo che d’ora in poi frenerò come ho sempre fatto.
Preferisco la strada difficile e complicata del ragionamento, cosa che faccio sempre dove ci metto la faccia e dove il ragionamento è ancora apprezzato; qui non si può e qui, infatti, su facebook, ti basti …

 
… Apunto Serni.

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