April 19, 2019

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Era una gara diversa dalle altre per molti motivi. Il caro vecchio derby Ostuni-Brindisi non ha lesinato emozioni nemmeno stavolta, ma su questo non c’erano mai stati dubbi. L’Olympique era chiamato a reagire alla pesante sconfitta di Coppa e l’impegno contro i biancazzurri poteva profilarsi come uno dei meno indicati per farlo. Pazienza, allora, del resto le grandi squadre si distinguono dalle altre anche dalla capacità che hanno di rimettersi in carreggiata. Gli uomini della rivalsa sono due: Danilo Salamida e Rafael Bussunda. Il primo terminale offensivo roccioso e pressoché inscardinabile, nato per gonfiare le reti; il secondo ultimo baluardo della difesa meno bucata del campionato, lavoratore ligio e indefesso, estremo difensore dal carisma tipicamente sudamericano. E il 1’ quando Salamida apre il suo show portando in vantaggio i gialloblu con un diagonale da paura, imprendibile per De Carlo. Dall’altra parte, Brindisi dà sfoggio più volte di tutto il suo potenziale offensivo, ma trova davanti a sé il muro granitico eretto dal portiere brasiliano dell’Olympique. Al 10’, l’Olympique avrebbe la possibilità di raddoppiare ma la conclusione a botta sicura di Digiuseppe trova un De Carlo attento e provvidenziale che sventa tutto. Tuttavia, l’estremo difensore brindisino non può nulla due minuti dopo quando, al suo cospetto, si ripresenta Salamida che porta i suoi sul 2-0. Il doppio vantaggio dei padroni di casa, però, dura poco più di due minuti. E’ il 14’ quando, causa un malinteso, Digiuseppe deposita la palla all’interno della sua porta, permettendo al Brindisi di rifarsi sotto. I biancazzurri acquisiscono fiducia e tentano con Cava e Caselli di pareggiare i conti, ma Bussunda pare davvero a tratti insuperabile. Il Brindisi si scopre, Salamida ne approfitta e, come un rapace si avventa su un pallone vagante in area e sigla il 3-1. Il secondo tempo vede gli ospiti agguerriti e pronti a tutto. Bussunda è costretto agli straordinari, alternando uscite all’altezza del dischetto del tiro libero a parate fantascientifiche. Tuttavia, al 25’, Cava riesce a trovare un pertugio e segna il gol che riporta il Brindisi in partita, cui segue il 3-3 di due minuti dopo, sempre siglato dal numero 7 brindisino. E’ un derby, è una battaglia senza esclusione di colpi ed è opportuno immaginarsi colpi di scena a ripetizione. Salamida, più che immaginarli, li crea e al 29’ mette a segno il 4-3. Gli ospiti non ci stanno e alzano il pressing. A farne le spese è Lotesoriere, che perde una palla sanguinosa negli ultimi metri con Tomassini che segna facilmente il gol del 4-4. Ma, lo sappiamo, non è nel DNA dell’Olympique perdersi d’animo e i gialloblu non intendono farlo proprio adesso. Un reticolo di passaggi attraversa tutto il campo, al 35’, e fa sì che il pallone finisca tra i piedi di Ricky Ferri che realizza una rete che chiude i conti e fissa il risultato sul 5-4. E’ vetta? Sì e no. Editalia e Olympique si trovano appaiate con gli stessi punti, 44, dato il pareggio raccolto dai barlettani contro l’Andria. Più in alto di tutti si trova il Bitonto, con gli stessi punti ma primo per differenza reti, tuttavia con una partita in più rispetto a Ostuni ed Editalia. E’ un campionato che non risparmia emozioni e ogni secondo, ogni azione, ogni gesto tecnico, ogni scelta, può valere il Purgatorio o il Paradiso.

Ufficio Stampa Olympique Ostuni

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