September 25, 2018



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Mai, neppure per un istante, in questi intensissimi e complicati anni di mio appassionato coinvolgimento anche civico per Brindisi, ho avuto pensieri negativi o, ancora peggio, distruttivi verso persone e idee altrui. Mai, persino quando queste idee provenivano da antagonisti carichi di veleno verso i miei tanto faticosi quanto soddisfacenti sviluppi imprenditoriali.

 

Ora, però, dico basta. Ora parlo io. Lo faccio per gli stessi motivi per i quali mi sono impegnato sino ad oggi: il rispetto estremo verso tutti i miei concittadini che hanno il diritto di sapere come siano veramente andate le cose. Lo faccio in particolar modo per la mia famiglia e i miei figli, stufi anche loro, come e più di me, di leggere accuse di fantascienza ed attacchi ingiuriosi rivolti al loro padre.

 

“Sfido” chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale a sostenere di avere ricevuto richiesta, anche solo indiretta o fra le righe di una frase o di un ammiccamento, di un mio desiderio di ricandidatura a sindaco. Nel mio modo di intendere la politica e di fare politica contano i fatti e le posizioni che si prendono pubblicamente, mettendoci la faccia. Basterebbe riascoltare le mie interviste o riprendere in mano i quotidiani all’indomani delle 17 firme raccolte per mandare a casa la giunta Carluccio, per verificare la nettezza delle affermazioni in cui dichiaravo che non mi sarei assolutamente ricandidato. Il mio ruolo, scrissi e dissi, è quello di allenatore; ruolo che ho successivamente e coerentemente intrapreso con la nascita di Brindisi In Alto e che continuerò ad interpretare con intatto entusiasmo ed ancora maggiore determinazione per un profondo risveglio complessivo, anche etico, della nostra città.

 

Alla luce di alcune recenti affermazioni, le ennesime palesemente denigratorie nei miei confronti pubblicate sul quotidiano online “SenzaColonne News” a firma del direttore Gianmarco Di Napoli, trovo assolutamente doveroso ed urgente fare una breve “radiografia” di quanto avvenuto.

 

Punto primo. Nel 2012 vengo contattato dall’allora comune amico Massimo Ferrarese per dare una mano al giornale di Di Napoli che versava in forti difficoltà. Mi adopero, quindi, insieme ad altri importanti imprenditori della provincia che possono tranquillamente testimoniare, da un lato trattando con i fornitori affinché potessero dilazionare la massa debitoria, dall’altro contribuendo ad ottenere continue sponsorizzazioni che dessero ossigeno alla testata. Tuttavia, al termine di svariati “tentativi” di lettura e analisi dei bilanci, effettuati da studi di professionisti di comprovata autorevolezza che possono confermare in qualunque momento queste mie affermazioni, abbiamo ritenuto opportuno desistere, pur continuando a finanziare e prorogare l’agonia del giornale per molti altri mesi.
Come uomo e come imprenditore ho sempre agito seguendo una mia personale idea di bene e di benessere sociale, consapevole che il più delle volte quanto di positivo fatto venga dimenticato dai beneficiari in brevissimo tempo, oppure dato per scontato all’infinito.

 

Punto secondo. Nel 2015, per valutazioni esclusivamente di merito ed a lungo soppesate, io e il mio staff decidiamo di sostituire Gianmarco Di Napoli, affidando ad Antonio Celeste il ruolo di telecronista ufficiale delle partite della squadra di basket. A tal proposito, proprio con l’obiettivo di fare estrema e definitiva chiarezza sull’intera vicenda, senza tralasciare alcun aspetto in modo opportunistico, mi preme evidenziare l’unica cosa di cui mi pento e mi scuso con Di Napoli, avendolo apostrofato malamente al termine di una partita casalinga persa al fotofinish. L’adrenalina post partita e lo sconforto a volte fanno brutti scherzi, senza per questo volere in alcun modo giustificare un errore di cui, ripeto, mi scuso ancora oggi.

 

Ed eccoci arrivati al fatidico 2016, anno in cui mi candido a sindaco di Brindisi. Da quel momento, la penna di Di Napoli, utilizzata a suo tempo anche per elogiare oltremisura il sottoscritto, comincia una campagna mediatica aggressiva e pretestuosa nei miei confronti, intrisa di falsità, faziosità, grottesche congetture e retro pensieri, priva della benché minima attinenza ai fatti che dovrebbe contraddistinguere ogni valida attività giornalistica e ogni professionista libero da frustrazioni personali e da burattinai che ne ordinano strategie e linee editoriali.

 

È incredibile pensare come ancora oggi mi si imputi il fatto di non avere stretto la mano all’allora neo sindaca Carluccio. Avere una mentalità sportività implica accettare una contesa guidata e segnata da valori sportivi. Non bastano regole condivise. Occorre che le regole vengano applicate e, soprattutto, rispettate, così come avvenuto nel pur vigoroso ed a tratti spigoloso recente confronto politico fra Rossi e Cavalera. Ciò che a suo tempo fu un mio ruvido gesto di rifiuto non per ciò che fosse avvenuto, ma per “come” fosse avvenuto, alla luce di quanto recentemente successo grazie all’azione della magistratura che ha portato anche ad un arresto, posso tranquillamente dire oggi che sia stato un gesto simbolico ahimè assai lungimirante, che mi rattrista moltissimo ed insieme m’inorgoglisce.

 

Ed eccoci giunti alla punta dell’iceberg. La punta clamorosa di un iceberg pieno di schifezze e di fango gratuito. Di un modo scellerato di fare politica e informazione che continua a fare perdere punti e credibilità nazionale alla nostra povera città. Con l’elezione a sindaca della Carluccio, Di Napoli entra a pieno titolo nel suo staff, percependo finalmente uno “stipendio fisso”, a lui pagato da tutti noi brindisini. Ed eccoci, allora, alla punta clamorosa, per lui inaccettabile, dell’iceberg: la mia raccolta di firme e la caduta della giunta Carluccio, con la perdita del suo tanto agognato “posto fisso”, proprio come nel divertentissimo ed assai amaro film di Checco Zalone Quo vado?, che fotografa perfettamente la nostra staticità sociale e intellettuale.

 

Fatta la dovuta chiarezza, il resto è giusto che sia solo domani. Ed è giusto che spetti all’azione politico-amministrativa del neo sindaco Riccardo Rossi e della sua futura giunta, cui vanno i miei più sinceri e speranzosi auguri di buonissimo lavoro.

 

 

Fernando Marino

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