October 14, 2019

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L’inizio di un nuovo anno, porta con sé sempre buoni propositi.
Dopo il “buonismo natalizio”, per la verità offuscato quest’anno dalle tristi vicende legate ai vari terremoti delle scorse settimane, ma anche ad un Decreto Sicurezza perlomeno discutibile che stà letteralmente attentando, attraverso la chiusura dei Porti Italiani alla vita di 49 nostri fratelli stipati dal 22 dicembre scorso sulla Sea Watch 3 e sulla Sea Eye, in attesa di una autorizzazione allo sbarco.
A tal proposito, apprezziamo e condividiamo la scelta della “disobbedienza civile” fatta dal Sindaco Rossi, che unendosi a tanti altri Sindaci ha dichiarato l’apertura del Porto di Brindisi per accogliere, come nelle nostre migliori tradizioni, vite umane costrette a scappare dalla propria terra.
Ma tant’è, il Governo in carica ha la necessità di mantenere alta la paura sul tema dell’immigrazione per continuare la campagna elettorale per le elezioni Europee. Questo, dopo aver approvato una scellerata Legge di Bilancio che mortifica gli investimenti e il lavoro, a favore di una politica assistenziale che ci fa tornare indietro negli anni, rinforzando, invece di migliorarlo, quel gap negativo di disuguaglianza sociale tra il nostro Mezzogiorno e le altre regioni dell’Italia, portando così a compimento il progetto, mai sopito, della secessione economica tra Nord e Sud.

 

Ora, occupandoci dei settori di nostra competenza, vorremmo rimarcare ancora una volta quanto sia importante l’apporto che tutto il sistema industriale ha dato e può dare all’intera economia del nostro Paese, avendo la certezza che solo attraverso il lavoro e la produzione ad esso collegata sia possibile dare un serio contributo a risollevare le sorti dell’Italia e in particolare del Sud.
La Uiltec è da sempre convinta che la crescita economica ed occupazionale passa attraverso il potenziamento dell’industria manifatturiera, determinato da un dettagliato Piano Industriale che si intende praticare in senso generale in Italia e più specificatamente nel nostro territorio.
Bisogna ritrovare il senso dell’agire comune, evitando personalismi e scelte di convenienza individuale o peggio ancora elettorale, guardando il bene comune su ampi fronti.
Siamo coscienti che, da domani, tutti quanti dobbiamo affrontare situazioni diverse nelle varie aziende che insistono nella nostra provincia, sia esse locali che multinazionali, ma proprio per questo motivo dobbiamo essere nelle condizioni, scevri quindi da qualsiasi pregiudizio, di guardare all’industria come una opportunità e come una componente essenziale per il nostro futuro.

 

E’ indubbio che il banco di prova non solo del Governo Nazionale ma anche delle Istituzioni Locali è certamente quello legato alla politica Energetica. Una politica che ci vede direttamente interessati come territorio e non soltanto per il futuro della Centrale Enel di Cerano.
TAP (Gas), Rifiuti (Termovalorizzatori) e Trivelle (Perforazioni), sono argomenti ritornati prepotentemente d’attualità, un po’ perché l’attuale Governo ha disatteso tutti i suoi impegni assunti in campagna elettorale, ma soprattutto perché tali argomenti, rientrano tutti in uno scenario legato alle nuove fonti rinnovabili, proposti nella Strategia Energetica Nazionale già presentata all’Europa dal Governo precedente, e sulla quale l’attuale Esecutivo si deve ancora pronunciare.

 

Stesso discorso dicasi per la Centrale di Cerano, dove una ormai non più rinviabile riconversione del sito in funzione della decarbonizzazione degli impianti, sostenuta anche dalle OO.SS., apre scenari imprevedibili in particolare per il futuro occupazionale dei lavoratori diretti ed indiretti. Abbiamo in ogni sede sottolineato che, per quanto ci riguarda, ogni qualsiasi discussione va affrontata nelle sedi deputate con il coinvolgimento delle Istituzioni e delle Parti Sociali Confederali e di Categoria Territoriali, partendo ovviamente dal mantenimento del sito produttivo e quindi degli aspetti occupazionali.

 

Diversa, ma per certi versi altrettanto impegnativa è la discussione in atto con le aziende coinsediate all’interno del Petrolchimico, legate ad un settore quale quello Chimico che nonostante i suoi momenti di alti e bassi per effetto di un mercato globalizzato e di turbolenze finanziarie e geopolitiche vissute prima da Basell e poi da Versalis, hanno superato positivamente un momento di forte fibrillazione, scongiurando ricadute negative sugli assetti occupazionali.
Attendiamo fiduciosi quindi la presentazione ufficiale del nuovo Piano Industriale dell’Eni, che confermerà gli investimenti per la nuova Torcia a terra, già autorizzata dal Ministero, della fermata generale degli impianti per manutenzione programmata, per il revamping dei Forni del Cracking che permetterà un aumento della produzione di Etilene e Propilene, per il revamping anche della rete elettrica At/MT già in fase di realizzazione che migliorerà l’affidabilità interna e per la realizzazione del Parco Fotovoltaico galleggiante a copertura del Bacino naturale esistente, il tutto per un importo complessivo di circa 100 milioni di euro per i prossimi due anni.

 

Anche il settore Farmaceutico presenta un trend positivo consolidato con prospettive di crescita a livello di produzione, investimenti, esportazione ed occupazione. Attendiamo che questi miglioramenti generali, si traducano anche nella Sanofi di Brindisi, con atti concreti in termini di consolidamento produttivo ed occupazionale, per invertire una tendenza di “sacrifici” sostenuta con grande responsabilità dai lavoratori del sito negli ultimi anni.
Infine, volgiamo preoccupati uno sguardo su una azienda, quale la Jindal Films che, nonostante un importante investimento cofinanziato con soldi pubblici, persegue la strada del conflitto e della mancanza di Relazioni Industriali e Sindacali.

 

Come Uiltec, più volte abbiamo denunciato sia all’interno ma anche all’esterno, che qualcosa in quell’Azienda non và, e non solo per i numeri impressionanti di provvedimenti disciplinari, licenziamenti, dimissioni volontarie ed involontarie, mai visti in nessun’altra Azienda.

 

Non è pensabile, a nostro avviso, che in seguito ad un investimento così importante sotto l’aspetto economico, produttivo ed occupazionale per il nostro territorio, e del quale anche noi della Uiltec abbiamo sempre dato atto alla famiglia Jindal, il Management locale insieme alle Parti Datoriali, non sentono la necessità di confrontarsi con le OO.SS. tutte sui temi di pertinenza contrattuali.

 

Ci chiediamo quindi se è lecito conoscere lo stato dell’arte dell’investimento, se gli impianti sono in produzione o si stanno ancora testando, se la fermata di alcune linee nella Jindal 1 è temporanea o è frutto di un calo di produzione o peggio ancora di una dismissione?
Oppure, perché si continuano a rinnovare a termine i contratti in essere, piuttosto che stabilizzare dopo ormai diversi anni questi lavoratori, creando di fatto disparità contrattuale tra lavoratori che svolgono le medesime attività?
E’ lecito chiedere infine, come l’investimento sempre da parte del Gruppo Jindal per acquisire la società Treofan (ad un prezzo fuori mercato), ricadrà sulla produzione del nostro sito? Destano preoccupazioni le affermazioni fatte dal Presidente del CdA di Jindal che evidenzia come “il Gruppo si trova in una situazione di evidente criticità causata dal mercato estremamente competitivo sui prezzi….caraterizzato da una significativa sovracapacità produttiva”.

 

E’ lecito quindi da parte nostra capire in ogni caso, quali saranno le ricadute sotto l’aspetto occupazionale per far stare tranquilli non solo i lavoratori di Brindisi ma anche i colleghi dei siti di Terni e Battipaglia che hanno trascorso le festività natalizie sotto le tende presidiando i cancelli dello stabilimento, e se le voci di un imminente trasferimento dei dipendenti di quei siti al posto dei lavoratori con contratto a termine di Brindisi siano fondate?

 

Giorno 8 p.v. si svolgerà un incontro al MISE tra le Istituzioni Locali, le Parti Sociali Salernitane e le Aziende Treofan e Jindal per capire il Piano Industriale del colosso Indiano coperto da stretto riserbo. Piacerebbe anche a noi, dopo anni di insediamento nel nostro territorio, incontrare il Management Jindal, per poter instaurare anche con loro quelle corrette Relazioni Industriali ancora vigenti nel nostro Paese.

 

Tutto questo sempre nel rispetto dei “buoni propositi” iniziali e delle interlocuzioni con le varie Aziende che, per quanto ci riguarda, non possono prescindere dal coinvolgimento di chi rappresenta la forza lavoro del settore.

 

La Uiltec, come sempre, è pronta a fare la sua parte.

 

 

Il Segretario Generale Territoriale Uiltec
Carlo Perrucci

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