September 18, 2019

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Prova…prova…un, due, tre…prova microfono. Alla fine degli anni settanta quando abbiamo iniziato a frequentare le prime radio libere, alcuni di noi, speakers di Radiazioni, erano diventati da poco maggiorenni. Una nuova libertà, i pensieri, i gusti musicali, l’estro espresso davanti a un microfono rappresentavano una sfida di una generazione in cerca di stimoli e di una nuova identità sociale e politica. Per aprire una radio bastava poco: un amplificatore da pochi watt, una frequenza libera, un’antenna, decine di metri di cavi elettrici, un mixer essenziale con pochi canali per collegare due giradischi, un microfono e un registratore a cassette per inserire la pubblicità o un eventuale bootleg rubato durante un concerto.

 

L’appartamento e lo scantinato di un amico diventavano luogo d’incontro e uno studio radiofonico. Il palinsesto era essenzialmente costituito da musica di vario genere ma le trasmissioni con le dediche e i giochi in diretta telefonica erano quelle più seguite. Indimenticabile la celebre “Vinci la Grecia con noi” di Radio Canale 94.

Poi c’eravamo noi rockers, giovani alternativi e guasta feste degli equilibri radiofonici. Le prime esperienze partono proprio dai locali che ci hanno ospitato per buona parte del nostro cammino.

Pagine di storia pubblica e privata che abbiamo conservato nel nostro cuore, la cui passione, a quaranta anni di distanza, continua a rifugiarsi nelle nostre non più giovanissime anime.

In tutti questi anni siamo cresciuti conservando antichi valori, ammirando copertine, scambiando dischi e informazioni, scrivendo libri e rubriche con tre pensieri fissi nella mente: il rock’n’roll, la radio e la rivoluzione culturale.

 


Con un carico di CD e vinili personali, con l’illusione di una sfrontatezza giovanile, attitudine rock e amore per il blues, quelli di Radiazioni hanno trovato la formula giusta per essere ancora oggi dietro a un microfono ma anche dall’altra parte della strada.

 

Un’identità che brilla nel mondo dell’etere dove l’amicizia, la condivisione, la speranza vivono insieme ai suoi attempati conduttori radiofonici. La nostra eredità, l’esperienza, l’abbiamo lasciata a noi stessi guardando il presente senza abbassare lo sguardo.

Radiazioni vive in un mondo radiofonico notturno popolato da artisti di culto e autori scalcagnati, vecchie spugne, gruppi emergenti, nel piacere di descrivere tante belle immagini insieme a un pizzico di raffinata leziosità, cercando di dare voce a chi non ce l’ha.

Nei prossimi numeri vi racconteremo quello che accade il lunedi e il venerdi notte negli studi di Ciccio Riccio.

 

Vi daremo conto delle interviste, dei nuovi dischi presentati e di una meravigliosa storia che nessuno ha voglia di interrompere.

 

 

MARCO GRECO

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