July 13, 2020

Brundisium.net
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Continuo a provare nei confronti di una personalità come Massimo D’Alema, nonostante le recenti scelte politiche ci hanno portato a percorrere strade diverse, sentimenti di rispetto e stima profondi.
Per questo sono rimasto stupito e finanche rammaricato nell’ascoltare quanto egli ha dichiarato nei giorni scorsi ad una emittente televisiva pugliese in relazione al gasdotto TAP: “Ho sempre pensato che la scelta di San Foca per l’approdo di questa infrastruttura fosse una scelta infelice. Si poteva trovare un approdo più ragionevole che poteva essere l’area industriale di Brindisi che è un’area che non ha vocazione turistica, dove ci sono già infrastrutture industriali, in parte anche dismesse. Sono critico verso queste decisioni.”

 

D’Alema, però, probabilmente non ricordava le sue affermazioni fatte appena qualche anno addietro quando parlava di una “eccessiva drammatizzazione del dibattito sul gasdotto TAP con approdo a San Foca”. Ed aggiungeva: “non è che arriva questo tubo sulla spiaggia come si è fatto credere, bisognerebbe dire la verità ai cittadini, non raccontare balle come spesso avviene cercando di spaventarli pensando di fare audience. Questo tubo non lo vedrà nessuno”.

 

E come non ricordare come appena qualche mese fa l’allora consigliere regionale del PD Pino Romano, anch’egli oggi esponente di MDP, sosteneva che “bisogna abbandonare ogni ipotesi di approdo del gasdotto TAP nell’area brindisina”, richiamando il parere negativo espresso dal Comune di Brindisi e dalla stessa Commissione VIA sui possibili siti brindisini.

 

Noi, sulla vicenda TAP, continuiamo a pensarla come il D’Alema di qualche anno fa: una infrastruttura strategica per il nostro paese e dall’impatto ambientale pressoché nullo. Per questo consideriamo un errore, compiuto magari in nome del clima elettorale, lisciare il pelo a movimenti minoritari ed estremisti e a tratti violenti, come abbiamo visto appena qualche giorno fa in una sede che dovrebbe essere la culla della tolleranza e del confronto democratico come l’università. Un errore che tradisce una storia fatta di scelte anche coraggiose assunte in nome della cultura riformista e di una politica della responsabilità e che hanno ispirato intere generazioni all’impegno politico.

 

Così come consideriamo sbagliata e mortificante l’idea, che periodicamente torna, del “tanto si può fare a Brindisi”: una città che merita più rispetto da parte di tutti, che ha pagato un prezzo altissimo a scelte industriali compiute nei decenni passati e che oggi immagina di poter disegnare autonomamente il proprio futuro, provando a valorizzare le sue vocazioni più autentiche, dalle infrastrutture al turismo all’impresa manifatturiera.

 

Insomma, quando la politica sotto elezioni diventa propaganda perde lucidità e coerenza e non fa un buon servigio alle proprie comunità.

 

 

COMUNICATO STAMPA
Sen. Salvatore Tomaselli (PD)

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