December 12, 2019

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Ogni qualvolta si tenta di fare speculazione politica e sindacale su delle vertenze industriali, specialmente nei territori del nostro già martoriato Mezzogiorno, si rischia di fare seri danni a tutto un sistema produttivo ed occupazionale.

 

Viviamo con molta preoccupazione quello che sta accadendo in queste ore nell’ex ILVA di Taranto (forse ancora per poco Arcelor Mittal), e con altrettanta preoccupazione viviamo quello che sta accadendo nella società Jindal Films, in seguito alla chiusura dello Stabilimento di Battipaglia dopo averlo acquistato dalla Treofan insieme allo Stabilimento di Terni. Chiusura già annunciata ai lavoratori con lettera formale in data 25 gennaio scorso, a firma niente poco di meno del CEO di Jindal Films Manfred Kaufmann (guarda caso lo stesso CEO della Jindal Films di Brindisi).

Il primo dato che emerge da queste vertenze, è proprio la difficoltà del nostro Paese di confrontarsi, in maniera regolare con le Aziende multinazionali che il più delle volte considerano il sistema industriale dell’Italia come oggetto di conquista, in totale disprezzo delle regole e delle Istituzioni per quanto riguarda la Politica, ma anche delle regole e delle Relazioni Industriali nei rapporti con le Organizzazioni Sindacali.

Certo è che in un sistema oramai globalizzato, siamo tutti chiamati ad uno sforzo maggiore per aprirci ad un confronto perlomeno diverso con le varie controparti, a maggior ragione nel nostro Mezzogiorno dove queste situazioni si incancreniscono per effetto di una profonda crisi occupazionale.

Ma proprio perché siamo tutti chiamati ad un confronto diverso per fronteggiare l’unilateralità delle scelte di queste Aziende, tra le quali appunto Jindal Films, le Segreterie Nazionali della Filctem-Cgil, della Femca-Cisl e della Uiltec-Uil, nei giorni scorsi hanno tenuto a Napoli il Coordinamento Nazionale delle RSU e delle OO.SS. Territoriali del gruppo Jindal/Treofan. Come Uiltec di Brindisi (per correttezza, insieme alla Filctem), non ci siamo sottratti al confronto, rispondendo come è giusto che sia ad una convocazione delle nostre Segreterie Nazionali.

Incontro molto importante, svolto in un clima sereno e disteso, nel quale si è fatto il punto della situazione attuale nei tre Stabilimenti. Punti fermi di tutti gli interventi che si sono succeduti, sono stati sia la salvaguardia dei livelli occupazionali esistenti in tutti i territori interessati che il sostenimento dei progetti di investimento in essere e futuri. Consapevoli delle diverse problematiche all’interno di ogni singola realtà, non si è potuto non sottolineare un elemento comune nei tre siti: la mancanza di relazioni sindacali ed industriali. Elementi questi, resi più evidenti soprattutto in questa vertenza di Battipaglia e dal comportamento scellerato ed offensivo del Management Jindal nei confronti delle Istituzioni Locali e Nazionali e delle Parti Sociali.

 

Dalla panoramica fatta nei tre siti, è emerso quanto segue:
a Battipaglia, i Lavoratori, preso atto della volontà della proprietà Jindal di chiudere lo stabilimento, chiedono che tale sito venga ceduto e messo nelle condizioni di essere reindustrializzato dando seguito agli impegni presi in sede Ministeriale. Chiedono inoltre che siano valutate le offerte pervenute da varie società attraverso l’Adivisor Vertus, per un’eventuale cessione che non diventi però una speculazione immobiliare. Il tutto tenendo anche presente che, nel Mezzogiorno, la pertinenza sulla gestione dei terreni sui quali insistono gli Stabilimenti Jindal è condivisa con le varie ASI;
a Terni invece, seppur in modo discontinuo, il sito continua nella produzione con molte incertezze per il futuro. Forte è la preoccupazione delle OO.SS. che in mancanza di investimenti e in presenza di smistamenti di produzione, si ripercorra lo stesso percorso con il quale si è giunti alla chiusura di Battipaglia;
a Brindisi infine, i Segretari Territoriali presenti hanno riportato sostanzialmente l’incontro avuto con la Direzione Aziendale locale ad inizio anno, nel quale si faceva il punto sugli investimenti realizzati, sullo stato di avanzamento dell’Accordo di Programma firmato con la Regione Puglia, all’epoca nella fase finale. Sempre in quell’incontro, l’Azienda riferiva che era oggetto di valutazione da parte della proprietà un ulteriori investimento nel sito. E’ bene evidenziare per corretta informazione che nè il finanziamento Regionale e Comunitario di cui ha usufruito Brindisi nè tantomeno la revoca dell’ultima tranche, sono stati oggetto di discussione in quel Coordinamento Nazionale. Le voci per cui “qualcuno” si sia adoperato a boicottare l’investimento di cui ha beneficiato il sito di Brindisi, sono assolutamente infondate e diventano ridicole quando si allude che gli artefici di queste “pressioni” siano stati i Sindacati stessi!!

 

Forse è bene rileggersi il verbale dell’incontro del 7 marzo u.s. svolto al MISE, nel quale un esponente della Regione Puglia dichiarava che: “sono in corso accertamenti per chiarire i legami societari che legano Jindal Brindisi alla società che ha deciso di cessare le attività a Battipaglia, al fine di verificare che non ci siano violazioni delle normative comunitarie vigenti e incompatibilità per la realizzazione del piano industriale che potrebbero comportare possibili revoche dei finanziamenti ottenuti”.

 

Da queste dichiarazioni probabilmente nascono le richieste delle OO.SS. di informazioni ufficiali che chiariscono al meglio questi rilievi, perché ad oggi, come Uiltec per dirla tutta, non eravamo neanche a conoscenza del blocco dell’ultima tranche dei finanziamenti, e questo a dimostrazione di quanto si denunciava prima sulla mancanza di Relazioni Sindacali. Ad ogni buon conto, invitiamo chiunque avesse atti ufficiali che dimostrano le pressioni alla Regione Puglia per la sospensione del finanziamento, di denunciare nelle sedi opportune tali ingerenze illegittime.

 

Pur tuttavia, ci sembra alquanto improbabile che sulla semplice rimostranza da parte di “qualcuno” la Regione blocchi dei finanziamenti ad un Azienda che dichiari e dimostri di aver osservato tutte le prescrizioni rivenienti dall’Accordo di Programma.

 

Per la Uiltec, la tutela dei livelli occupazionali vale sempre sia a Battipaglia quanto a Terni ed a Brindisi, proprio per non fomentare quella guerra tra poveri, utile solo a chi vuol fare demagogia o peggio ancora “populismo” col chiaro intento di fare esclusivamente “terrorismo psicologico” tra i dipendenti e nascondere così molte altre problematiche esistenti nel sito di Brindisi.

 

La tutela del sito, dei posti di lavoro e lo sviluppo dello stabilimento non possono essere messi in discussione da voci, illazioni o fantomatiche strategie politiche come non possono dipendere dall’incertezza di un finanziamento Regionale e/o Europeo ancora da completare.
Ci vuole competenza, serietà e capacità di aggregazione per tessere la tela di corrette relazioni industriali con i soggetti interessati. Non basta accattivarsi i “fedelissimi di turno” per portare avanti strategie industriali che necessitano di ben più ampio coinvolgimento.
Ben vengano quindi le richieste di un confronto urgente sia tra i vari livelli Sindacali che con la proprietà, avanzata dal Coordinamento Nazionale e supportata dalle Segreterie Nazionali unitariamente, per conoscere il Piano Industriale della Jindal Films, utile a salvaguardare sia gli investimenti, a partire da quelli di Brindisi che i livelli occupazionali su tutto il territorio Italiano.

 

Carlo Perrucci
Segretario Generale Territoriale Uiltec

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