May 26, 2017

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Venerdì 21 aprile 2017, presso la Sala convegni dell’Hotel Palazzo Virgilio, si terrà il “VI Incontro di studi su L’età normanna in Puglia. L’età di Tancredi”, organizzato dal Rotary Club Brindisi Appia Antica e dalla Società di Storia Patria per la Puglia (Sezione di Brindisi) con il patrocinio del Comune di Brindisi

 

Intervergono:
CORRADO NICOLA DE BERNART (Presidente Rotary Club Brindisi Appia Antica)
ANGELA CARLUCCIO (Sindaco di Brindisi)
CRISTIAN GUZZO (Società di Storia Patria per la Puglia. Sezione di Brindisi)

 

Relazionano:

PAUL ARTHUR, MARISA TINELLI (Università del Salento)
Le fortificazioni normanne di Lecce

GIUSEPPE MARZANO (Società di Storia Patria per la Puglia)
Un inedito riferimento per il tracciato dell’Appia Traiana a sud di Brindisi

DARIO STOMATI (Rotary Club Brindisi Appia Antica)
Il fonte grande o di Tancredi

 

 

Nel corso dell’incontro sarà presentato il volume L’età normanna in Puglia. Mito e ragione, Atti del III convegno di studi normanni, Brindisi. Hotel Palazzo Virgilio, 23 aprile 2015-

 

 

Il 1189, morendo Guglielmo il Buono senza figli, incurante del giuramento prestato e dei diritti di successione di Costanza d’Altavilla, una parte della nobiltà siciliana elesse il conte Tancredi di Lecce nuovo re. Questi poté imporre il suo dominio solo al prezzo di numerose campagne militari a danno di nemici interni es esterni. Dopo che una prima spedizione di conquista di Enrico VI era naufragata il 1191 alle porte di Napoli, che era stata fortificata, il papato sfruttò il momento favorevole imponendo a Tancredi, in cambio del proprio riconoscimento, il concordato di Gravina (1192) che annullava la posizione privilegiata del re di Sicilia negli affari di carattere politico-ecclesiastico. Enrico VI, da poco incoronato imperatore, aveva rivendicato, a giustificazione della campagna militare contro Tancredi, per la prima volta un antiquum ius imperii come fondamento giuridico della sua spedizione di conquista contro il regno normanno; ancor più importante del diritto di successione della moglie Costanza, il sovrano lo considerava la motivazione decisiva del suo intervento. Durante il suo regno dovette contrastare le rivendicazioni anche del re inglese Riccardo Cuor di Leone che, come cognato di Guglielmo II, accampava diritti sul Regno di Sicilia. Tancredi tacitò il sovrano inglese con forti somme di denaro e. cercò di rafforzare la propria posizione facendo sposare in Brindisi il figlio Ruggero con Irene, figlia dell’imperatore di Costantinopoli Isacco Angelo. La diplomazia bizantina, favorì il matrimonio con il chiaro scopo di evitare l’integrazione del regno di Sicilia nell’impero tedesco.

 

Scrive con efficace ma non sempre precisa sintesi Riccardo di San Germano che “Re Tancredi, passando dalla Sicilia nella Puglia, tenuta una solenne adunanza a Termoli, si reca nell’Abruzzo, assedia il conte Rinaldo e lo costringe a passare di nuovo sotto il suo potere; e di qui, recandosi a Brindisi, dà in sposa la figlia di Isacco, imperatore di Costantinopoli, cioè Urania, al figlio Ruggero, suo secondogenito. E celebrate solennemente le nozze a Brindisi e qui coronato re suo figlio, il soprannominato re se ne tornò in Sicilia trionfante e glorioso “.

 

Il riferimento è a Ruggero, nato il 1175, figlio primogenito di Tancredi d’Altavilla (1139-1194); nominato duca di Puglia il 1189, per essere designato a successore del padre, salito al trono in quell’anno. Nell’agosto 1192 nella Cattedrale di Brindisi sposò Irene Angelo (1180-1208), figlia dell’imperatore bizantino Isacco II Angelo: in occasione delle nozze il padre fece restaurare il fonte grande sull’Appia, sui rialti del seno di ponente del porto di Brindisi, ancor oggi denominata Fontana Tancredi. Il giovane Ruggero prese in mano le redini del regno, al fianco del padre ma il 24 dicembre 1193, all’età di 18 anni, morì. Al suo posto Tancredi avrebbe designato re di Sicilia il figlio minore, Guglielmo, di soli 9 anni. Lo stesso Tancredi morì poco dopo, il 20 febbraio 1194, affidando la reggenza alla moglie Sibilla. Condizioni estremamente favorevoli determinarono perciò il successo del secondo tentativo di conquista intrapreso da Enrico VI il 1194:; senza incontrare particolari resistenze, l’imperatore alla fine di novembre fece il suo ingresso a Palermo e il giorno di Natale fu incoronato re di Sicilia. Irene Angelo, vedova di Ruggero, fu da lui designata come moglie del fratello Filippo di Svevia.

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