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Brindisi, Crisi del carciofo: 150 aziende a rischio chiusura



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Brindisi, 27/01/2010

Crisi del carciofo: 150 aziende a rischio chiusura

Stiamo assistendo alla chiusura delle nostre aziende. E’ questo l’allarme lanciato da una delegazione di produttori agricoli brindisini, dediti alla coltivazione del carciofo, nella riunione tenutasi con l’assessore provinciale alle Attività produttive Cosimo Pomarico, chiedendo nel contempo interventi incisivi, in ordine alla grave situazione che si è venuta a creare, a seguito della pesante crisi di mercato.

Una situazione che pone a serio rischio di chiusura le circa centocinquanta aziende produttrici della provincia di Brindisi, dove trovano lavoro, per dieci mesi all’anno, circa quattromila unità, impegnate nell’intero ciclo produttivo.

A questo si aggiungono gli effetti negativi sia in termini economici e sia occupazionali che tale situazione produce sul vasto indotto che ruota intorno a detta produzione.

La situazione è ormai al collasso: il problema si è accentuato nel corso degli anni, con il processo di globalizzazione e con la progressiva apertura a mercati sempre più vasti. Accordi internazionali con Paesi Terzi che si affacciano sul Mediterraneo, fanno si che si immettano sul nostro mercato, prodotti in diretta concorrenza con i nostri.

“L’accordo di partenariato fra Italia ed Egitto – dichiara l’assessore Cosimo Pomarico - ha regolato le importazioni agro-alimentari, in particolare del carciofo, che viene importato in quantità eccessive, a prezzi stracciati, visto che in quel Paese il costo della manodopera è bassissimo, tanto da pregiudicare il mercato delle produzioni locali, che risultano pertanto invendibili o, svendute a prezzi irrisori. Fra l’altro, occorre tenere presente che il prodotto egiziano importato, oltre ad essere di scarsa qualità, una volta lavorato e trasformato, viene venduto molto spesso come prodotto italiano. E’ proprio il caso di dire il danno oltre la beffa, per questa categoria di lavoratori che la continua e progressiva perdita di reddito, li porta inevitabilmente all’abbandono di una delle coltivazioni di eccellenza , di prestigio e di identità del nostro territorio”.

Appare scontato quindi, che questo comunicato carciofobacino produttivo, sia oggi tra i più esposti a falsificazioni e speculazioni, prime cause della scarsa redditività della produzione di eccellenza tipica del nostro territorio provinciale ; infatti il carciofo brindisino ha già ottenuto il riconoscimento a livello Ministeriale dell’IGP (Indicazione geografica protetta) e, che, nel maggio prossimo avrà il riconoscimento della Comunità Europea.

Su questo versante, c’è da registrare positivamente il rapporto di collaborazione che si è intensificato tra la Provincia ed il Corpo Forestale dello Stato, in ordine alle azioni di vigilanza da intraprendere sul fronte delle sofisticazioni.

“Questo Assessorato – conclude Pomarico - pertanto impegna la Regione Puglia ed il settore all’Agricoltura in particolare, ad aprire un sollecito confronto con il Governo Nazionale per la modifica della Convenzione Italo Egiziana del 2004, finalizzata a limitare la quantità di importazione di detto prodotto e per un controllo puntuale e più efficace sulle fasi successive di inserimento sul mercato italiano e nelle fasi di lavorazione per evitare che siano venduti con l’etichetta di prodotti locali made in Italy”.

COMUNICATO STAMPA AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI BRINDISI


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