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Brindisi, Si presenta la ristampa anastatica di "Difesa della città e del porto di Brindisi" di Monticelli e Marzolla



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Brindisi, 29/11/2010

Si presenta la ristampa anastatica di "Difesa della città e del porto di Brindisi" di Monticelli e Marzolla

«In primis Italiae portu nobile» afferma Plinio con un giusto riconoscimento per il porto di Brindisi di cui Roma si servì sin dalla guerra illirica del 229. Un porto di primaria importanza non solo per le imprese belliche ma anche per i traffici marittimi, un punto di passaggio e di incontro obbligato.
Infatti Brindisi, grazie al suo porto, fu per lungo tempo importante punto di riferimento marittimo. Poi, per varie vicende storiche e per scelte di alcuni uomini, questo magnifico porto fu sacrificato per strategie belliche, visse un lungo periodo di declino e oblio. Non fu possibile accedere, se non per il piccolo naviglio, nei due bracci di mare che in gran parte si trasformarono in paludi, l’aria divenne mefitica, malsana e la popolazione diminuì fortemente.
Nella seconda metà del settecento il Re di Napoli e Sicilia, Ferdinando IV di Borbone, incaricò l’ingegnere militare Andrea Pigonati, di progettare le opere di ripristino del canale di collegamento tra il porto interno e quello medio. Ma tali interventi, sulla foce del porto, si dimostrarono errati e col tempo si verificò nuovamente l’interramento dei bacini interni.
Determinatasi la provincia di Terra d’Otranto, comprendente l’attuale Salento, per difendere le ragioni di Gallipoli e a concentrare su quel porto ogni pubblica risorsa, fu proposto ai cittadini di Brindisi l’abbandono della città e il conseguente trasferimento in Mesagne. Contro tale soluzione si elevò la protesta della borghesia imprenditoriale della città, al cui sviluppo molto aveva contribuito Carlo de Marco, che nella chiusura del porto vedeva la fine di ogni possibilità di sviluppo commerciale.
Occorreva che la questione di Brindisi si ponesse, a quel punto, come questione d’interesse nazionale determinando l’intervento della corona; tale fu la strategia propugnata dal grande vulcanologo Teodoro Monticelli e tradotta in atti dal nipote Giovanni e dal notissimo geografo Benedetto Marzolla. La memoria allora pubblicata è uno dei momenti fondamentali di una battaglia ideale che doveva infine restituire alla città un futuro, al regno un porto e alla civica coscienza memoria dei devastanti effetti che l’azione non meditata dell’uomo può produrre su un ecosistema fragile quale quello di Brindisi.
Lo storico francese Fernand Braudel scrive che il Mediterraneo non è un’unità ma un incontro; tale era stata Brindisi per secoli e tale ritornò ad essere grazie alla tenace difesa di due suoi illustri concittadini.

Quella memoria, quella strenua difesa della propria città è oggi riproposta in una ristampa anastatica.
Questa verrà presentata giovedì 2 dicembre 2010 alle ore 18.00 presso la sala delle conferenze di Palazzo Granafei Nervegna con gli interventi di Katiuscia Di Rocco, Giuseppe Maddalena Capiferro, Giacomo Carito e Antonio Caputo.
Un saluto del sindaco Domenico Mennitti introdurrà gli interventi, che saranno coordinati da Giorgio Sciarra.
La ristampa è stata eseguita dalla tipografia La Concordia di Brindisi.
I proventi di questa pubblicazione saranno devoluti alla Sezione di Brindisi “Giuseppina Antelmi” dell’AIL Associazione Italia contro le Leucemie, linfomi e mieloma.


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