Francavilla F.na, 26/10/2010

Operazione "Sorella": tutti i dettagli

Continua la serie di operazioni condotte dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Brindisi nel campo della lotta alla diffusione delle sostanze stupefacenti.
Alle prime ore di oggi, circa 50 militari della compagnia carabinieri di Francavilla Fontana, coadiuvati da un elicottero del 6° elinucleo di Bari e da un’unità antidroga del nucleo cinofili di Modugno hanno condotto una vasta operazione antidroga nei comuni di Francavilla Fontana e Porto Cesareo (Le).
I blitz hanno permesso di dare esecuzione a 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip presso il tribunale di Brindisi, su richiesta della locale procura, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti colpevoli, a vario titolo, di spaccio continuato in concorso di sostanza stupefacente del tipo cocaina e haschisc.
Sono stati tratti in arresto i francavillesi: Massimo Di Palmo, 27 anni, Daniele Di Palmo (21), Alessandro Pucci (27) alias “Sandrino”, Pietro Di Summa (19) alias “Sansone”, Nicola Maggiore (36) e Gianluca Della Corte (25) alias “Capo Grossa”.

L’attività di indagine convenzionalmente denominata “Sorella” (dall'appellativo usato per indicare i "carabinieri") ha preso avvio nell’ottobre del 2008, quando i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia arrestarono in flagranza di reato Francesco Buongiorno che, nell’occasione, fu trovato in possesso di 3,5 grammi di cocaina e 30 grammi di marjuana.
Le indagini sono state condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile del Comando Compagnia di Francavilla Fontana, sotto la direzione del Dott. Raffaele Casto, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi, mentre le ordinanze di Custodia Cautelare sono state emesse dal GIP del Tribunale di Brindisi Dott. Giuseppe Licci.
L’attività di indagine ha dimostrato l’esistenza di un sodalizio criminale i cui componenti, in concorso tra loro ed in maniera continuata, a vario titolo, sono stati dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina ed haschisc nel centro abitato di Francavilla Fontana. Tra i numerosi acquirenti vi erano anche dei minorenni.
Generalmente la sostanza stupefacente che veniva acquistata veniva consumata in gruppo. Proprio per questo motivo ad alcuni degli indagati è stata riconosciuta l’aggravante prevista dall’art.80 del D.P.R. 309/90.
Al centro dell’attività di indagine emerge il ruolo di due fratelli di Francavilla Fontana, Daniele e Massimo Di Palmo, già noti ai Carabinieri di Francavilla Fontana, e fratelli di Carlo Di Palmo, arrestato, dopo un anno di irreperibilità, qualche giorno addietro in esecuzione di un ordine di carcerazione per l’espiazione di una pena di anni 3 e mesi 8 di reclusione per vari reati tra cui il riciclaggio.
Attraverso i vari servizi di osservazione e pedinamento, oltre all’attività tecnica di intercettazione permetteva di appurare che l’attività illecita si svolgeva principalmente presso le abitazioni in uso ai fratelli Di Palmo.
I componenti della famiglia Di Palmo poi si sono avvalsi di altre persone, tra cui un soggetto minorenne al momento in cui è iniziata l’attività di indagine e divenuto maggiorenne durante lo svolgimento della stessa.
L'attività di spaccio, come di consuetudine, è caratterizzata dall’uso, da parte degli indagati, di frasi in codice assai ridotte e contraddistinte da semplici risposte, affermative o negative. Emblematiche appaiono le frasi del tipo “vienimi a prendere” oppure “dobbiamo andare a prenderci un caffè”, che sono apparse agli investigatori immediatamente irrealistiche per le modalità, i tempi e la ripetitività con cui sono formulate. Frasi del tipo “no, non ci sto” indicavano chiaramente l’indisponibilità della sostanza stupefacente.
Le indagini hanno permesso di appurare che l’attività di indagine è stato favorita e si è potuta svolgere con più tranquillità grazie alla particolare conformazione dei luoghi in cui è ubicata l’abitazione dei fratelli Di Palmo. La via intervenie nella zona 167 di Francavilla Fontana è ha per questo rappresentato un grosso ostacolo alle varie attività di indagine e soprattutto ai servizi di osservazione e pedinamento. In aggiunta nell’abitazione erano state montate anche della telecamere che permettevano di sorvegliare il circondario ( telecamere che sono state sequestrate a seguito dell’attività di polizia giudiziaria che ha portato al recente arresto di Carlo Di Palmo, avvenuto in esecuzione di un’ordinanza di carcerazione per vari reati tra cui la ricettazione, il riciclaggio e la violenza e resistenza a pubblico ufficiale).
Accanto alle difese passive messe in campo l’attività di indagine ha evidenziato che la vigilanza strettissima e continuativa era anche attuata con l’ausilio della madre dei due indagati che in più di un’occasione ha informato il figlio Daniele della presenza dei carabinieri davanti l’abitazione, criticamente indicati nell’occasione “sorella”. Da qui il nome dell’operazione.