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Brindisi, Tomaselli (PD): le nostre proposte per le bonifiche



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Brindisi, 05/04/2012

Tomaselli (PD): le nostre proposte per le bonifiche

Riceviamo e pubblichiamo lo schema delle proposte sullo sblocco delle bonifiche relative al sito di interesse nazionale di Brindisi, illustrate nella mattinata odierna dal Sen. Salvatore Tomaselli nel corso di una conferenza stampa.

Dichiarazione del Sen. Salvatore Tomaselli

"Brindisi non ha bisogno di alcuna legge speciale: si tratterebbe di una illusione ottica oltre che di una ipotesi demagogica e irrealizzabile. le proposte che abbiamo avanzato raccolgono l'esperienza di questi anni, le iniziative di enti locali e forze sociali. si tratta di lavorare congiuntamente per un nuovo Accordo di Programma per il SIN di Brindisi, che superi quello del 2007, con procedure semplificate e risorse certe per avviare i necessari interventi di bonifica e messa in sicurezza delle aree inquinate. contestualmente bisogna con urgenza "svincolare" le aree caratterizzate e risultate non inquinate. queste proposte saranno illustrate al ministro clini nel corso dell'incontro che ho chiesto e che si terrà giovedì 12 aprile prossimo presso il ministero dell'ambiente e di cui ho reso partecipi Provincia, Comune di Brindisi e Consorzio ASI e che nei prossimi giorni presenterò alle forze sociali"

SITO INQUINATO di INTERESSE NAZIONALE DI BRINDISI

Considerazioni generali:
Sono trascorsi ormai molti anni dalla legge istitutiva dei Siti di interesse nazionale (Legge 426 del 1998) e dal successivo Decreto ministeriale del 10 gennaio 2000, che includeva Brindisi nel primo elenco dei SIN, individuando un'area ben più estesa della stessa sola Area industriale.
Un tempo troppo lungo rispetto agli obiettivi prefissati dalla normativa in relazione a:

1. Problemi ambientali - priorità relativa alle attività di risanamento ed eliminazione degli inquinanti individuati;
2. Tempi - la necessita degli interventi di risanamento del suolo o della falda compromessi esige tempi certi e congrui per impedire ogni rischio di "propagazione";
3. Impatto economico - i costi, già di per se elevati per bonifiche e ripristino dei luoghi, aumentano in presenza di tempi non certi; il blocco delle attività economiche produce perdita di valore di suoli e immobili; non si attraggono nuovi investimenti;
4. Procedure - difficoltà di fronte a procedure complesse che hanno prodotto contenziosi nell'individuazione delle responsabilità e nell'assegnazione dei conseguenti oneri delle bonifiche; proliferazione delle competenze tra istituzioni locali e nazionali e strutture tecniche.

ACCORDO DI PROGRAMMA 2007 - Risorse pubbliche previste circa 135 milioni di euro (70 Ministero Ambiente e 65 Regione Puglia) - è rimasta disponibile una parte della quota regionale (circa 40), quella nazionale è stata via via eliminata dalle manovre economiche del Ministro Tremonti.

PROPOSTE:

1. Le risorse delle aziende - Finora hanno aderito alcune grandi e medie imprese, altre ancora no, in conseguenza di modalità interpretative non condivise dei contenuti dell'Accordo di programma. Finora 30 milioni relativi a interventi di compensazione ambientale riconosciuti ad alcune grandi aziende e 50 milioni di "transazioni" sottoscritte. Definire con tutte le altre aziende coinvolte.
2. Le risorse a carico delle aziende vengono versate al Ministero dell'Economia in 10 anni e poi girate al Ministero dell'Ambiente: paradossalmente, quest'ultimo non può assegnare progettazione esecutiva e relativi interventi di messa in sicurezza e bonifica se non ha a disposizione l'intera somma necessaria. Modificare tale procedura per accelerare progettazione esecutiva e interventi operativi.
3. Ripartizione degli oneri tra le aziende private definita per il 75% a carico delle aziende riconosciute "responsabili" di attività inquinanti (circa 20 euro a mq.) e per il 25% per gli altri operatori (pari a circa 6 euro a mq.) e riguardanti, ad esempio, aziende che acquistano terreni per realizzare nuovi investimenti o imprese esistenti che hanno svolto e svolgono attività per nulla inquinanti. Riequilibrare tale riparto, come chiesto dalle istituzioni locali, portando ad un importo simbolico (1 euro) il contributo degli altri operatori.
4. Le attività di caratterizzazione effettuate in questi anni in modo molto ampio hanno permesso di individuare i terreni effettivamente inquinati ricadenti nell'area SIN, nonché di certificare una consistente quota di terreni non inquinati. Tali terreni vanno "svincolati" e resi disponibili a nuovi investimenti o comunque alle ordinarie destinazioni d'uso, mediante apposito urgente provvedimento del Ministero dell'Ambiente.
5. L'attività di caratterizzazione ha interessato, altresì, anche la falda con risultati che attestano come la stessa risulti oggettivamente inquinata in alcuni punti da attività antropica e da sostanze di origine chimica e/o industriale, mentre in altri punti risulta interessata da "intrusione marina" per via di un fenomeno di miscelazione tra la stessa falda e il mare. Tale origine diversificata degli agenti che hanno interessato la falda sottostante l'area SIN, riteniamo possa portare a rivedere il progetto di "confinamento" della stessa falda mediante una estesa barriera fisica, dall'impatto assolutamente invasivo e dai costi esorbitanti, valutando l’ipotesi di interventi meno invasivi quali la barriera “idraulica” per il pompaggio ed il trattamento delle acque di falda.
6. NUOVO ACCORDO DI PROGRAMMA, rimodulato rispetto ai contenuti del 2007, sulla scorta del nuovo Accordo per Porto Marghera: iniziativa comune di Enti locali, Regione, forze sociali. RECENTI INTERVENTI NORMATIVI DI “SEMPLIFICAZIONE” in tema di bonifica di siti inquinati DA ATTIVARE AL PIU’ PRESTO
Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201 recante ''Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici”, cosiddetto ''Manovra Salva Italia''
Art. 40. Riduzione degli adempimenti amministrativi per le imprese – comma 5

“In materia di bonifica dei siti inquinati, per semplificare gli adempimenti delle imprese, al comma 7 dell'articolo 242 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, dopo il primo periodo, e' inserito il seguente: «Nel caso di interventi di bonifica o di messa in sicurezza di cui al periodo precedente, che presentino particolari complessita' a causa della natura della contaminazione, degli interventi, delle dotazioni impiantistiche necessarie o dell'estensione dell'area interessata dagli interventi medesimi, il progetto puo' essere articolato per fasi progettuali distinte al fine di rendere possibile la realizzazione degli interventi per singole aree o per fasi temporali successive.» Al comma 9 del medesimo articolo 242 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, le parole «con attivita' in esercizio» sono soppresse ed e' aggiunto infi9ne il seguente periodo: "Possono essere altresi' autorizzati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di messa in sicurezza degli impianti e delle reti tecnologiche, purche' non compromettano la possibilita' di effettuare o completare gli interventi di bonifica che siano condotti adottando appropriate misure di prevenzione dei rischi.”

Decreto Legge DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2012, n. 5 recante “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.”

Art. 57 – comma 9

“ Nel caso di attività di reindustrializzazione dei siti di interesse nazionale, i sistemi di sicurezza operativa già in atto possono continuare a essere esercìti senza necessità di procedere contestualmente alla bonifica, previa autorizzazione del progetto di riutilizzo delle aree interessate, attestante la non compromissione di eventuali successivi interventi di bonifica, ai sensi dell’articolo 242 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.”

COMUNICATO STAMPA SEN. SALVATORE TOMASELLI PD






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