October 5, 2026

Nota consigliere regionale Paolo Pagliaro, presidente del gruppo Fratelli d’Italia, con cui interviene sui cantieri lungo la strada statale Lecce-Bari.

“Un’ora di viaggio per percorrere appena 40 chilometri tra Lecce e Brindisi: un tragitto che normalmente richiederebbe circa un terzo del tempo, è diventato un incubo quotidiano. Raggiungere l’aeroporto di Brindisi da Lecce è praticamente un’odissea: sai quando parti ma non quando arrivi. Senza considerare gli ulteriori intoppi per chi arriva dal Capo di Leuca, a causa del completamento in corso della statale 275, e per chi percorre la Maglie-Lecce, anch’essa rallentata per lavori.
Ma quest’incubo non riguarda solo cittadini, lavoratori e turisti del Salento, perché i cantieri infiniti – e spesso fantasma, senza operai al lavoro – arrivano fino a Bari. In questi giorni ce ne sono due sulla statale 613 Brindisi-Lecce, in entrambe le direzioni, ed uno sul tratto Brindisi-Bari. Ma solitamente ce ne sono anche di più. Ovunque la stessa situazione: restringimenti di carreggiata, lunghi tratti ridotti a una sola corsia anche per poche decine di metri di cantiere effettivo, rallentamenti e code.
Possibile che Anas, insieme agli enti locali interessati, non riesca a programmare i lavori senza sovrapporre i cantieri? E soprattutto, perché non vengono realizzati nelle ore notturne, in modo da non gravare su chi ha la sventura di dover percorrere la principale arteria di collegamento della Puglia, da Bari al Salento? Siamo di fronte ad una situazione d’inefficienza inaccettabile, e ne chiediamo conto ad Anas – ma anche alla Regione, che dovrebbe esigere una programmazione sostenibile dei cantieri nei tavoli di concertazione – in una lettera, facendoci portavoce della giusta esasperazione e protesta dei cittadini. Noi stessi subiamo il disagio di dover percorrere una strada ad ostacoli, senza certezza dei tempi di percorrenza, e abbiamo assistito all’imbottigliamento di mezzi di soccorso che mette a rischio anche la sicurezza, oltre che la pazienza degli automobilisti.
Non se ne può davvero più, perché non si tratta di disagi limitati nel tempo ma continui. Vogliamo conoscere il dettaglio degli interventi in corso, i tempi di realizzazione previsti e soprattutto chiediamo il potenziamento dei turni di lavoro e cantieri notturni. E non vengano a dirci che costa troppo perché se si fa al Nord, si deve fare anche al Sud. Non si può andare avanti con lavori continui, modifiche alla viabilità, restringimenti h24 e limiti a 40 chilometri orari, che paralizzano di fatto il principale asse di collegamento del nostro territorio. Non possiamo pagare il prezzo di una programmazione sballata che limita il diritto alla mobilità dei pendolari e rappresenta un danno di immagine ed economico incalcolabile per l’intero sistema turistico e produttivo regionale. Le manutenzioni, certamente necessarie, vanno gestite in tempi certi e senza condannare gli utenti della strada. Anas non può continuare a trattare il nostro territorio come un cantiere a tempo indeterminato”.

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