October 7, 2026

«L’interrogazione presentata dai consiglieri comunali di opposizione sullo stato dei cantieri PNRR di Brindisi pone questioni certamente legittime, ma il dibattito non può assumere i contorni di un tribunale della Santa Inquisizione, alla ricerca di colpevoli cui attribuire problemi che hanno origini ben più lontane».
Lo dichiara Angelo Contessa, Presidente di ANCE Brindisi.
«Come ANCE sentiamo innanzitutto il dovere di tutelare le imprese coinvolte, che hanno compiuto e continuano a compiere sforzi enormi per realizzare opere complesse, affrontando procedure, responsabilità e difficoltà tutt’altro che semplici. Oggi, nella maggior parte dei casi, siamo ormai nella fase di completamento, con lavorazioni residue e marginali rispetto all’opera complessiva. Non è accettabile che tutto il lavoro svolto e l’impegno profuso dalle imprese vengano messi in secondo piano proprio adesso, trasformando ritardi e criticità finali in un giudizio sull’intero percorso realizzativo».
«Non siamo certo noi a dover difendere gli uffici tecnici comunali, con i quali ci confrontiamo quotidianamente e spesso anche aspramente. Ma va riconosciuto un dato oggettivo: da decenni la politica investe troppo poco nella qualità, nella formazione e nel rafforzamento delle strutture tecniche degli enti locali e non ha avuto il coraggio di creare strutture comuni tra Comuni, dotate delle competenze necessarie, soprattutto nella complessa fase di gestione ed esecuzione degli appalti».
«Fa riflettere, inoltre, che tra i firmatari dell’interrogazione vi siano consiglieri che nella precedente fase amministrativa sedevano in maggioranza. Proprio con alcuni di loro avevamo già evidenziato molte delle criticità che oggi vengono sollevate, mettendo a disposizione dell’Amministrazione le competenze e l’esperienza del sistema ANCE per provare ad affrontarle per tempo. Quella disponibilità, purtroppo, non trovò l’ascolto che auspicavamo».
«Il PNRR ha riversato in pochi anni una mole eccezionale di progettazioni, gare e cantieri su un sistema già fragile. Lo sforzo è stato comune: imprese, tecnici, professionisti e amministrazione hanno lavorato sotto una pressione senza precedenti. Se vi sono responsabilità specifiche, naturalmente, vanno accertate. Ma senza processi sommari e, soprattutto, senza trasformare una vicenda così complessa in terreno di scontro politico. Le responsabilità si accertano nel merito, non si costruiscono per esigenze di contrapposizione politica».
«Ad ogni buon conto, va ricordato un elemento che rischia di perdersi nel dibattito di queste ore: il Ministro per gli Affari europei e il PNRR, Tommaso Foti, ha comunicato nei giorni scorsi il conseguimento degli obiettivi previsti dal Piano. Il PNRR, infatti, è costruito sul raggiungimento di milestone e target concordati con l’Unione europea e non sul semplice dato della spesa effettuata. La rendicontazione finanziaria e il completamento dei relativi adempimenti seguono tempi che non possono essere confusi con quelli fissati per il conseguimento degli obiettivi. Anche questo dovrebbe suggerire maggiore prudenza prima di formulare giudizi definitivi».
«Oggi la priorità deve essere una: mettere tutti nelle condizioni di completare le opere, tutelando le imprese che stanno lavorando e, soprattutto, l’interesse della città a non perdere risorse e infrastrutture. È il momento di lasciare gli uffici tecnici nelle condizioni di lavorare con serenità per completare le attività e chiudere le rendicontazioni, anziché sottoporli a ulteriori pressioni. Questo è il momento delle soluzioni e dell’assunzione comune di responsabilità, non della ricerca tardiva di colpevoli».

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