A Brindisi il gioco d’azzardo supera la spesa per cibo e affitto. E mancano i centri di cura…

Un dato sconcertante, che mette in luce un paradosso difficile da ignorare: in provincia di Brindisi il volume di gioco d’azzardo supera le principali spese familiari. È quanto emerge dall’analisi di GiocoResponsabile.info, che ha confrontato i dati sul giocato del 2025, riportati nel Libro Nero dell’Azzardo 2026, con le spese delle famiglie rilevate dall’ISTAT e con i centri di cura censiti dall’Istituto Superiore di Sanità.
Nel 2025, in provincia di Brindisi il giocato è stato pari a una media stimata di 613 euro al mese per famiglia: circa 169 euro in più della spesa alimentare media mensile pugliese, pari a 444 euro, e 244 euro in più dell’affitto medio mensile di riferimento per l’area, pari a 369 euro. In media, il giocato è stato di circa 3.758 euro all’anno per adulto residente.
Brindisi si colloca così al decimo posto nella classifica delle province italiane dove si gioca di più e dove risultano meno centri pubblici di cura censiti.
In testa alla classifica ci sono Isernia, Prato e Messina. A Isernia il giocato medio mensile per famiglia raggiunge circa 733 euro, contro 569 euro di spesa alimentare e 369 euro di affitto. A Prato sale a 791 euro, a fronte di 539 euro per il cibo e 456 euro per l’affitto. A Messina è pari a 681 euro, mentre la spesa alimentare media è di 576 euro e l’affitto di 371 euro.
La prima provincia pugliese in classifica è Lecce, al settimo posto in Italia: qui il giocato medio mensile per famiglia è di circa 632 euro, contro 444 euro di spesa alimentare e 369 euro di affitto.
Vale la pena sottolineare che i dati rappresentano medie territoriali e non indicano quanto giochi o spenda una singola famiglia. Inoltre, il confronto usa la spesa alimentare media regionale e l’affitto medio dell’area geografica, perché l’ISTAT non pubblica questi valori con dettaglio provinciale.
Va detto anche che il dato sul giocato può inoltre risentire di flussi di denaro legati a possibili attività di riciclaggio attraverso le piattaforme di gioco, un fenomeno denunciato nel tempo da organismi preposti e associazioni antimafia.
Questo elemento può influire sull’interpretazione dei volumi registrati, ma non ridimensiona la preoccupazione per cifre che, anche come indicatore territoriale, superano le principali voci di spesa familiare.
Accanto ai dati sul gioco, l’analisi richiama l’attenzione sull’assistenza.
Sulla piattaforma “Uscire dal gioco” dell’Istituto Superiore di Sanità, per la provincia di Brindisi non risulta censito alcun centro pubblico dedicato alla cura del disturbo da gioco d’azzardo.
L’assenza dalla piattaforma non significa necessariamente che sul territorio non esistano servizi attivi: il censimento raccoglie le strutture registrate, viene aggiornato dalle strutture stesse e potrebbe non includerle tutte.
Resta tuttavia un dato che genera grossi interrogativi sulla visibilità e sull’accessibilità dei percorsi di aiuto, soprattutto in una provincia in cui il giocato medio supera sia la spesa alimentare sia l’affitto di riferimento.
Chi ha un problema con il gioco, o è preoccupato per una persona vicina, può chiamare il Telefono Verde Nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità: 800 558822, anonimo e gratuito.
Fonti: Libro Nero dell’Azzardo 2026 (dati sul giocato 2025), ISTAT e piattaforma ISS “Uscire dal gioco” (centri censiti a ottobre 2026).

