La gestione dell’Autorità Portuale a Brindisi è giunta ad un punto di non ritorno.
Ci troviamo di fronte ormai a ritardi, inadempienze e gestioni a dir poco clientelari che richiederebbero non solo
un’ispezione, ma anche un’immediata rimozione di chi ha responsabilità diretta nell’ente, ovvero presidente e segretario.
Non sappiamo come e se, si potranno recuperare le risorse perse e chi risponderà di quanto è stato dilapidato in tutti
questi anni, per l’inefficienza e l’approssimazione con cui si sono affrontati problemi relativi agli appalti e ad una
gestione del personale che si è sempre contraddistinta per un marginale coinvolgimento delle organizzazioni sindacali,
che ha determinato, peraltro, uno stato di incertezza ed inquietudine tra i lavoratori dell’Ente.
Per non parlare dello smisurato ed ingiustificato ricorso ad incarichi e consulenze esterne che ha contribuito al
depauperamento finanziario dell’Autorità Portuale.
Non è da oggi che solleviamo questi problemi.
Sinora a queste preoccupazioni è stata sempre data una risposta politica come se intendessimo strumentalizzare la
situazione.
Oggi constatiamo che, anche altri rappresentanti di forze politiche della Casa delle Libertà, sono giunti alle medesime
conclusioni.
Ci auguriamo che in questi giorni si possa sbloccare l’appalto per le vie di corsa che consentirebbe un momento di
chiarezza in merito al futuro del Terminal Container e dello stesso porto.
In questa vicenda bisogna verificare le responsabilità, le cause dei ritardi e delle risorse perse.
Ma ci sono altri problemi che ci allarmano ancora di più.
Pare che, presso l’Autorità Portuale, si sia tenuto un concorso per l’assunzione di un impiegato amministrativo di 4°
qualifica funzionale.
Tale concorso sembra sia stato vinto dal coordinatore provinciale di Forza Italia, un certo Nicola Ciracì.
Secondo indiscrezioni sarebbe stato l’unico ad avere superato le prove.
Il concorso in questione non sarebbe stato neppure adeguatamente pubblicizzato ed il novero dei concorrenti sarebbe stato
conseguentemente molto ristretto.
Se ciò corrispondesse a verità, ci troveremmo di fronte ad un episodio mai verificatosi a Brindisi, neppure durante la
tanto vituperata prima Repubblica.
A questo punto, sarebbe necessario comprendere se i rapporti politici che l’ultrasettantenne presidente Ravedati sta
cercando faticosamente di costruire, possano essere utilizzati per la sua permanenza in carica ai vertici dell’Ente.
Quest’uomo durante gli anni trascorsi a Brindisi, non ha creato nessuna reale prospettiva di sviluppo per il porto.
Per il dopo-Ravedati, auspichiamo fortemente che la politica faccia un passo indietro, e si scelgano competenze,
professionalità che siano in grado di contribuire allo sviluppo del porto e dell’intero territorio brindisino.
Compito della politica è solo quello di fornire gli indirizzi, è bene che questo concetto sia ben chiaro a tutti.
Le vicende descritte ci hanno indotto a promuovere un incontro con i parlamentari dell’Ulivo On. Giovanni Carbonella e
Sen. Rosa Stanisci che si terrà nei prossimi giorni.
E’ necessario che tutto ciò divenga materia di un’interrogazione parlamentare da rivolgere ai Ministri competenti.
Brindisi, 14 febbraio 2002
Carmine Dipietrangelo
Vicepresidente del Consiglio Regionale della Puglia
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