C’è un limite oltre il quale un ritardo amministrativo diventa una mancanza di rispetto verso i cittadini. Sugli orti urbani del Cillarese, l’amministrazione comunale quel limite l’ha superato da tempo.
Il progetto nasce da un finanziamento di 1,65 milioni di euro del Programma straordinario per le periferie e i lavori sono partiti nel 2023. Da allora questa amministrazione ha impiegato due anni solo per approvare un regolamento, sollecitata più volte anche da noi con appelli stampa pubblici e in Consiglio comunale. Poi l’avviso, la graduatoria, e infine l’annuncio trionfale del 19 giugno con l’assegnazione “ormai prossima”, con tanto di verbale consegnato ai verificatori della Presidenza del Consiglio.
In estate gli assegnatari sono stati convocati in Comune e hanno versato il canone e firmato i documenti. Siamo a ottobre e quelle stesse persone non hanno ancora le chiavi né una data di consegna e non sanno nemmeno, come noi peraltro, se i collaudi siano stati completati. La stagione delle semine invernali è ormai persa e alcuni stanno già pensando di rinunciare, e chi era entusiasta si sente preso in giro. Non possiamo biasimarli. Chiediamo all’amministrazione di rispondere pubblicamente e senza giri di parole per sapere quando saranno consegnati i lotti, con una data certa e non con un “dovrebbero”, a che punto sono collaudi e agibilità delle strutture.
Chiediamo inoltre un riscontro immediato agli assegnatari. Per parte nostra, presenteremo un’interrogazione e richiesta di accesso agli atti su verbali, collaudi e atti di concessione.
Questa vicenda è lo specchio di un metodo che vede annunci, foto, tagli del nastro e poi il nulla, e a pagare sono sempre i cittadini. Gli orti urbani sono un bene pubblico pagato con risorse pubbliche e devono essere consegnati ai brindisini. Oggi, dopo il pagamento anticipato dell’annualità, a maggior ragione.
Francesco Cannalire, consigliere comunale PD Brindisi
