{"id":102979,"date":"2017-05-08T14:48:36","date_gmt":"2017-05-08T12:48:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=102979"},"modified":"2017-05-08T14:48:36","modified_gmt":"2017-05-08T12:48:36","slug":"a-brindisi-un-convegno-sulla-battaglia-navale-del-canale-dotranto-in-occasione-del-centenario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/a-brindisi-un-convegno-sulla-battaglia-navale-del-canale-dotranto-in-occasione-del-centenario\/","title":{"rendered":"A Brindisi un convegno sulla battaglia navale del Canale d\u2019Otranto in occasione del centenario"},"content":{"rendered":"<p>La battaglia navale del Canale d\u2019Otranto (14-15 maggio 1917). E&#8217;questo il tema della VII sessione del XI Convegno Nazionale di Studi e Ricerca Storica &#8220;La Puglia, il Salento, Brindisi e la Grande Guerra&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;evento \u00e8 organizzato dal\u00a0Rotary Club Brindisi\u00a0in collaborazione con la\u00a0Societ\u00e0 di Storia Patria per la Puglia (Sezione di Brindisi), la\u00a0Societ\u00e0 Storica di Terra d&#8217;Otranto ed\u00a0AssoArma Brindisi, ed \u00e8 fissato per Gioved\u00ec 11 maggio 2017, alle ore 18.00, presso la Sala Convegni dell&#8217;Hotel Palazzo Virgilio, a Brindisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Coordina e introduce i lavori Antonio Mario Caputo (Societ\u00e0 di Storia Patria per la Puglia)<\/p>\n<p>Gli indirizzi di saluto affidati a Salvatore Munaf\u00f2 (Presidente Rotary Club, Brindisi) e Giuseppe Genghi (Presidente AssoArma, Brindisi)<\/p>\n<p>Intervengono:<br \/>\n&#8211; Amm. (Ris.) Stephan Jules Buchet (Esperto di storia della marineria)<br \/>\nGli sbarramenti del Canale d\u2019Otranto durante il primo conflitto mondiale<\/p>\n<p>&#8211; C. F. Claudio Rizza (Capo Sezione Archivi &#8211; Ufficio Storico della Marina Militare &#8211; Roma)<br \/>\nL&#8217;azione navale del 15 maggio 1917 &#8211; Lo svolgimento dei fatti<\/p>\n<p>&#8211; Giuseppe Maddalena Capiferro (Societ\u00e0 di Storia Patria per la Puglia)<br \/>\nUmberto Maddalena, Brindisi e la difesa del Canale d&#8217;Otranto<\/p>\n<p>Conclude Domenico Urgesi (Societ\u00e0 Storica di Terra d\u2019Otranto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cenni sull&#8217;argomento:<\/p>\n<p>Le frontiere, materiali o mentali, di calce e mattoni o simboliche, sono a volte dei campi di battaglia, ma sono anche dei workshop creativi dell&#8217;arte del vivere insieme, dei terreni in cui vengono gettati e germogliano (consapevolmente o meno) i semi di forme future di umanit\u00e0. Zygmunt Bauman<\/p>\n<p>Lo sbarramento del Canale d&#8217;Otranto fu al centro, nella notte tra il 14 e il 15 maggio 1917, della pi\u00f9 grande battaglia navale avvenuta in Adriatico nel corso nella Grande Guerra. Fu essa originata dal tentativo austroungarico di forzare il blocco che impediva alla Imperial Regia Marina di uscire dall\u2019Adriatico per accedere al Mediterraneo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La marina dell\u2019Intesa cerc\u00f2 quasi subito di chiudere l\u2019Adriatico creando, fin dal 1915, uno sbarramento di pescherecci armati, drifters, dotati di reti d\u2019acciaio a strascico, per pattugliare la strettoia del canale di Otranto; lo scopo era quello d\u2019 impedire ai sottomarini austroungarici di uscire nel Mediterraneo a caccia di bersagli. Questa barriera, di una cinquantina di imbarcazioni, era appoggiata dalla ricognizione aerea e da flottiglie di cacciatorpediniere pronte a intervenire al minimo allarme. Si trattava di un deterrente piuttosto efficace che, in pratica, paralizz\u00f2 l\u2019attivit\u00e0 della marina austroungarica, tanto che essa tent\u00f2 numerose volte di intaccarlo con incursioni a sorpresa, effettuate di notte a pi\u00f9 riprese: 5 volte nel 1915, 9 nel 1916 e 10 nel 1917. L&#8217;operazione principale fu condotta nella notte del 14-15 maggio 1917; essa assunse il carattere di scontro navale vero e proprio e prese il nome di \u201cbattaglia del canale di Otranto\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al termine della battaglia navale di sicuro pi\u00f9 importante dell\u2019Adriatico le unit\u00e0 dell\u2019Intesa colpite gravemente furono il Borea, l\u2019Aquila, il Dartmouth, il Bristol con un bilancio di 7 morti sull\u2019Aquila, 8 morti e 7 feriti sul Dartmouth, 11 morti e 12 feriti sul Borea mentre gli austriaci contarono 14 morti e 33 feriti sul Novara, 1 morto e 18 feriti sull\u2019Hegoland, 3 feriti sul Saida. L\u2019azione della squadra austroungarica ottenne un evidente successo, almeno a breve termine. Nello scenario generale, viceversa, questa bruciante sconfitta ebbe per conseguenza un fortissimo aumento dell\u2019impegno navale degli alleati nel basso Adriatico, con lo schieramento permanente di una flotta di ben 35 cacciatorpediniere, tra cui anche unit\u00e0 australiane e statunitensi, 52 pescherecci e pi\u00f9 di cento navi da guerra di vario genere, finch\u00e9, nel corso del 1918, il canale venne sbarrato con una struttura permanente che chiuse la questione. In definitiva, anche questo scontro navale conferma che per quanto brillanti potessero apparire le iniziative degli imperi centrali, alla fine emergeva la decisiva supremazia materiale dell\u2019Intesa, che era in grado, all\u2019occorrenza di schierare imponenti forze per fronteggiare le necessit\u00e0 contingenti della guerra. Cosa che, un poco alla volta, Germania ed Austria &#8211; Ungheria non potevano pi\u00f9 fare. Il Materialschlacht imponeva le sue ferree regole anche tra le due sponde del mare Adriatico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel giugno del 1918 l\u2019Austria-Ungheria pianific\u00f2 una grande offensiva sul Piave per fiaccare definitivamente le truppe italiane. Allo stesso tempo la flotta imperiale, al comando del neo-ammiraglio von Horty de Nagy-Banya, decise di supportare indirettamente tale offensiva con una grande azione navale: il forzamento del canale di Otranto. Horty, convinto del successo dell\u2019operazione, aveva fatto approntare alcuni apparecchi cinematografici per immortalare l\u2019affondamento delle navi italiane. Le unit\u00e0 austroungariche furono tuttavia avvistate dai MAS 15 e 21; il comandante Luigi Rizzo, individuata la \u201cSanto Stefano\u201d, la silur\u00f2 affondandola. Il MAS 21, del Guardiamarina Aonzo, lanci\u00f2 sulla Teghetoff entrambi i suoi siluri, che colpirono ma non esplosero. L\u2019azione ebbe il risultato tattico di fare rientrare il gruppo navale, senza procedere con la missione di forzamento del blocco,<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La battaglia navale del Canale d\u2019Otranto (14-15 maggio 1917). E&#8217;questo il tema della VII sessione del XI Convegno Nazionale di Studi e Ricerca Storica &#8220;La Puglia, il Salento, Brindisi e la Grande Guerra&#8221;. 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