{"id":107023,"date":"2017-06-21T12:32:27","date_gmt":"2017-06-21T10:32:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=107023"},"modified":"2017-06-23T21:25:43","modified_gmt":"2017-06-23T19:25:43","slug":"costringevano-le-operaie-a-pagare-10-euro-per-ogni-giornata-di-lavoro-agli-arresti-due-donne-ed-un-uomo-di-san-vito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/costringevano-le-operaie-a-pagare-10-euro-per-ogni-giornata-di-lavoro-agli-arresti-due-donne-ed-un-uomo-di-san-vito\/","title":{"rendered":"Costringevano le operaie a pagare 10 euro per ogni giornata di lavoro: agli arresti due donne ed un uomo di San Vito"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/IAIA-Annamaria-classe-1967.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-107044\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/IAIA-Annamaria-classe-1967-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/IAIA-Annamaria-classe-1967-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/IAIA-Annamaria-classe-1967.jpg 326w\" sizes=\"auto, (max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/a>Nel corso delle prime ore odierne, il Personale della Compagnia Carabinieri di San Vito dei Normanni ha eseguito\u00a0tre ordinanza di custodia cautelare\u00a0emesse\u00a0sulla scorta di\u00a0investigazioni attivate per contrastare il fenomeno del \u201ccaporalato\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come dimostrano le molteplici ordinanze di custodia cautelare ormai emanate da pi\u00f9 giudici per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi (le prime delle quali hanno trovato pieno conforto nel Tribunale del \u201criesame\u201d e nel primo grado di giudizio), il fenomeno \u00e8 piuttosto radicato nella nostra zona e, negli ultimi tempi, si \u00e8 fatta pi\u00f9 stringente l&#8217;attivit\u00e0 di contrasto anche grazie alla recente riformulazione dell\u2019art. 603-bis del Codice penale, che, dal 4\/11\/2016, ha rafforzato la complessiva \u201crisposta\u201d sociale (e non solo giudiziaria) al caporalato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A finire in carcere per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro \u00e8 stata la 49enne Annamaria Iaia (condotta stamane\u00a0nella Casa circondariale di Lecce). Agli arresti domiciliari sono stati condotti il 48enne Giovanni Bello e la\u00a072enne Anna Errico.<\/p>\n<p>Iaia e Bello sono stati denunciati anche per\u00a0due delitti di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche commessi in danno dell\u2019I.N.P.S., insieme all&#8217;amministratrice unica e rappresentante legale di una grossa srl di Polignano a Mare\u00a0attiva nel\u00a0\u201cCommercio all\u2019ingrosso di frutta e ortaggi freschi o conservati\u201d (con un fatturato dichiarato pari ad \u20ac 12.012.789,00). L&#8217;imprenditrice\u00a0non \u00e8 stata sottoposta a misura cautelare soltanto perch\u00e9 il giudice ha ritenuto sufficiente, per evitare che continuasse a delinquere, il sequestro preventivo di quasi 3.600,00 euro, costituenti il profitto del reato di truffa consumato (il secondo delitto di truffa non \u00e8 giunto a consumazione poich\u00e9 gli inquirenti hanno bloccato l\u2019attivit\u00e0 criminosa, consistente nel denunciare all\u2019I.N.P.S giornate lavorative fittizie, nell\u2019interesse di alcune operaie).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ERRICO-Anna-classe-1944.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-107043 alignleft\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ERRICO-Anna-classe-1944-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ERRICO-Anna-classe-1944-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ERRICO-Anna-classe-1944.jpg 323w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><br \/>\n<\/a>Sia Iaia che Bello erano dipendenti dell&#8217;azienda\u00a0di Polignano: la prima come operaia agricola, il secondo\u00a0come autista. In\u00a0realt\u00e0 Bello esercitava anche attivit\u00e0 di vigilanza sulle prestazioni lavorative di una sua \u201csquadra\u201d impegnata all\u2019interno del magazzino o nelle campagne (come da lui stesso affermato nel corso di una conversazione intercettata &#8220;Io sono responsabile per i miei nel magazzino&#8221;), e concordava con Iaia le assunzioni.<\/p>\n<p>Entrambi, reclutando, fra il 3\/1\/2015 ed il 3\/11\/2016, 22 braccianti agricoli e trasportandoli quotidianamente da San Vito dei Normanni a Carovigno a bordo di un veicolo FIAT \u201cDucato\u201d intestato alla \u201c2 ERRE s.r.l.\u201d, dopo essere gi\u00e0 stato di propriet\u00e0 della stessa IAIA, e di un veicolo FIAT \u201cScudo\u201d di propriet\u00e0 IAIA, avevano organizzato un\u2019attivit\u00e0 d\u2019intermediazione proseguita (per lungo tempo, sotto lo stretto controllo dei Carabinieri) anche nell\u2019arco temporale 4\/11\/2016-1\u00b0\/3\/2017, quando hanno reclutato almeno 28 operai, dai quali acquisivano copia dei documenti di identit\u00e0 e dei tesserini di Codice fiscale da utilizzare per la compilazione dei contratti di lavoro e delle buste paga, e che, pur di lavorare, erano costretti a consegnare 10,00 euro al giorno a Iaia o ad Errico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le indagini, attivate a seguito della denuncia sporta da tre braccianti (un uomo e due donne) sicuramente favorita dalle notizie di stampa inerenti al contrasto del fenomeno illecito (cosicch\u00e9 \u00e8 proprio alla Stampa che va un particolare ringraziamento degli inquirenti), sono iniziate con servizi di appostamento ed immediata acquisizione di informazioni da alcuni lavoratori che, in modo sospetto, entravano nell\u2019abitazione di Iaia in San Vito dei Normanni e ne uscivano con assegni denotanti l\u2019esercizio di attivit\u00e0 di lavoro per l\u2019azienda di Polignano a Mare. Sono poi proseguite con l\u2019impiego di<\/p>\n<p>-intercettazioni telefoniche<\/p>\n<p>-intercettazioni ambientali,<\/p>\n<p>-localizzazione mediante sistemi GPS,<\/p>\n<p>-servizi di osservazione, pedinamento e controllo<\/p>\n<p>-controlli sul rispetto della normativa in materia di circolazione stradale<\/p>\n<p>-un\u2019ispezione amministrativa nella suddetta impresa agro-alimentare con l\u2019ausilio dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato Lavoro di Bari<\/p>\n<p>&#8211;acquisizione di tabulati telefonici e prospetti INPS.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/BELLO-Giuseppe-classe-1968.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-107042\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/BELLO-Giuseppe-classe-1968-205x300.jpg\" alt=\"\" width=\"205\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/BELLO-Giuseppe-classe-1968-205x300.jpg 205w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/BELLO-Giuseppe-classe-1968.jpg 328w\" sizes=\"auto, (max-width: 205px) 100vw, 205px\" \/><br \/>\n<\/a>Soltanto sul finire delle investigazioni, e per acquisire elementi di definitivo riscontro a ci\u00f2 che era gi\u00e0 stato oggettivamente appurato, sono stati ascoltati ventotto lavoratori (italiani e stranieri, di nazionalit\u00e0 rumena e marocchina, tra l\u2019altro bisognosi, questi ultimi, di un lavoro per poter mantenere il diritto al Permesso di soggiorno), i quali, in sintesi, riferivano<\/p>\n<p>-di essere stati assunti con contratto di lavoro per sei ore e mezza giornaliere ma di espletare almeno 10 ore e 30 minuti al giorno di lavoro;<\/p>\n<p>-di percepire una minima parte dello straordinario eseguito, comunque calcolato dopo la decima ora e trenta minuti di lavoro e non dopo le 6 ore e trenta minuti;<\/p>\n<p>-di partire alle ore 03:30 nei giorni feriali (alle ore 03:00 nei giorni festivi), da San Vito dei Normanni e Carovigno (03:45 giorni feriali e 03:15 giorni festivi), a bordo dei suddetti furgoni, per recarsi nelle campagne del barese o nel magazzino della societ\u00e0 di Polignano a Mare, e di rientrare la sera non prima delle ore 19:00 e non oltre le ore 23:00;<\/p>\n<p>-di essere costretti, stante lo stato di bisogno -oggettivamente constatato dalla Polizia giudiziaria-, ad accettare gli orari di lavoro imposti dagli intermediari e dall\u2019impresa, dalle ore 05:30 fino alle 16:00 nei giorni feriali, dalle ore 05:00 alle 13:00 nei giorni festivi in luogo dell\u2019orario contrattuale (6 ore e 30 minuti);<\/p>\n<p>-di essere costretti a lavorare dalle 15 alle 19 ore giornaliere, compreso il viaggio di andata e ritorno, ovvero dalle 12:30 alle 16:30 ore giornaliere, escluso il viaggio;<\/p>\n<p>-di corrispondere a IAIA \u20ac 10 per ogni giornata lavorativa espletata, che la stessa incassava subito dopo aver consegnato a ciascun lavoratore l\u2019assegno dello stipendio;<\/p>\n<p>-di lavorare senza soste (spuntino, pranzo e talvolta finanche i bisogni fisiologici), in alcune occasioni rinunciando al riposo settimanale poich\u00e9 le frasi loro in continuazione rivolte erano &#8220;<em>Se non vi sbrigate domani rimanete a casa; trovatevi un altro lavoro se ci riuscite<\/em>&#8220;;<\/p>\n<p>-di essere stati informati da Iaia che, in caso di controlli delle Forze di Polizia, avrebbero dovuto dichiarare, pena il licenziamento immediato qualora non avessero ottemperato a tali disposizioni,<\/p>\n<p>&#8211;che la stessa IAIA era una operaia come le altre;<\/p>\n<p>&#8211;che lavoravano per conto dell\u2019impresa di Polignano a Mare per 6 ore e quaranta minuti al giorno;<\/p>\n<p>&#8211;che l\u2019autista non era mai lo stesso e dipendeva direttamente dal datore di lavoro.<\/p>\n<p>Gli operai ricevevano ogni mese da Iaia l\u2019assegno dello stipendio e relativa busta paga, insieme con un bigliettino manoscritto su cui era annotata la somma da restituire \u201cin nero\u201d per onorare il \u201cdebito\u201d di 10 euro giornalieri, cosicch\u00e9 erano costretti ad incassare il controvalore dell\u2019assegno in banca e tornare presso l\u2019abitazione della donna per consegnare l\u2019importo da \u201crestituire\u201d alla stessa Iaia o alla madre di questa, Anna Errico (detta \u201cMemena\u201d).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019acquisizione di biglietti e appunti scritti di pugno della IAIA ha in tutto confortato l\u2019assunto accusatorio, risultando evidente anche la prova del denaro che era preteso in danno delle vittime.<\/p>\n<p>Iaia e Bello, dopo aver saputo delle convocazioni dei primi operai da parte degli inquirenti, hanno anche tentato d\u2019inquinare le prove (inizialmente riuscendovi in parte), costringendo alcuni operai a negare la corresponsione dei 10 euro quotidiani.<\/p>\n<p>A solo titolo di esempio, il certosino esame dei registri delle presenze e delle buste paga ha consentito di dimostrare che, a fronte di spettanze ammontanti ad \u20ac 96,29 per salario giornaliero, \u20ac 26 per indennit\u00e0 di viaggio ed \u20ac 9,68 per indennit\u00e0 di percorso pari a 50 minuti, per un totale complessivo di salario lordo pari a \u20ac 131,97, era stata corrisposta la paga giornaliera di soli \u20ac 59,53.<\/p>\n<p>Le truffe in danno dell\u2019I.N.P.S costituivano un corollario, ma ci\u00f2 che \u00e8 emerso risulta sintomatico della personalit\u00e0 degli indagati. Ancora una volta a mero titolo di esempio, in una conversazione intercorsa fra IAIA e due operaie fra quelle sue \u201cpredilette\u201d, poich\u00e9 utili per dividersi emolumenti pubblici erogati senza ragione, le parole usate sono state queste: &#8220;<i>Tu non sai neanche quante giornate hai fatto! Non sai un cazzo! Quando avrai la disoccupazione mi devi baciare! Mi devi dare un bacio in fronte! Hai fatto 159 giorni \u2026 Quest\u2019anno glielo abbiamo messo tutto nel culo \u2026 l\u2019anno scorso hai fatto le marchette<\/i>&#8220;, e &#8220;<i>Perch\u00e9 se tu superi le 102 giornate, ti facciamo la domanda di disoccupazione \u2026 sono duemila euro non \u00e8 che si trovano a terra<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il giudice ha rilevato, pertanto, una spiccata pericolosit\u00e0 sociale di Iaia, sottolineando che ella \u00e8 \u201c<em>ben preparata sul funzionamento della disoccupazione agricola, toglie giornate alle operaie che hanno gi\u00e0 raggiunto l\u2019obiettivo e le registra ad altre e tiene i contatti con la consulente del lavoro impartendo disposizioni sui benefici previdenziali da far conseguire alle lavoratrici, cos\u00ec contribuendo nella falsificazione dei prospetti delle presenze giornaliere e mensili, delle buste paga, del Libro Unico del Lavoro, della documentazione contabile e fiscale della (societ\u00e0 di Polignano a Mare) e delle relative comunicazioni all\u2019I.N.P.S. mediante le quali risultavano assunte lavoratrici che in realt\u00e0 non avevano mai espletato le ore registrate e sottese alla concessione del beneficio<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Prima di condurre i tre indagati l\u00ec dove disposto al giudice, i Carabinieri hanno anche sottoposto a sequestro preventivo uno dei veicoli utilizzati per commettere i reati pi\u00f9 gravi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso delle prime ore odierne, il Personale della Compagnia Carabinieri di San Vito dei Normanni ha eseguito\u00a0tre ordinanza di custodia cautelare\u00a0emesse\u00a0sulla scorta di\u00a0investigazioni attivate per contrastare il fenomeno del \u201ccaporalato\u201d. &nbsp; Come dimostrano le molteplici ordinanze di custodia cautelare ormai emanate da pi\u00f9 giudici per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi (le prime delle quali hanno trovato pieno conforto nel Tribunale del \u201criesame\u201d e nel primo grado di giudizio), il fenomeno \u00e8 piuttosto radicato nella nostra zona e, negli ultimi tempi, si \u00e8 fatta pi\u00f9 stringente l&#8217;attivit\u00e0 di contrasto anche grazie alla recente riformulazione dell\u2019art. 603-bis del Codice penale, che, dal 4\/11\/2016, ha rafforzato la complessiva \u201crisposta\u201d sociale (e non solo giudiziaria) al caporalato. &nbsp; A finire in carcere per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro \u00e8 stata la 49enne Annamaria Iaia (condotta stamane\u00a0nella Casa circondariale di Lecce). Agli arresti domiciliari sono stati condotti il 48enne Giovanni Bello e la\u00a072enne Anna Errico. 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