{"id":109680,"date":"2017-07-27T09:01:39","date_gmt":"2017-07-27T07:01:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=109680"},"modified":"2017-07-30T18:37:49","modified_gmt":"2017-07-30T16:37:49","slug":"classico-estivo-racconto-para-sentimental-urbano-con-vista-su-piazza-iv-puntata-di-a-serni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/classico-estivo-racconto-para-sentimental-urbano-con-vista-su-piazza-iv-puntata-di-a-serni\/","title":{"rendered":"Classico estivo: racconto para-sentimental-urbano con vista su piazza. IV puntata. Di A. Serni"},"content":{"rendered":"<p>Lo ritrovai per caso \u2026 Luigi Di Staso \u2026 l\u2019unico amico che abbia mai avuto.<br \/>\nNon lo vedo da sette anni.<\/p>\n<p>Lui era come me, intendo dire bravo come me, solo pi\u00f9 coraggioso.\u00f9<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 un ingegnere e vive dalle parti di Modena; \u00e8 sposato con Noriko, una veterinaria giapponese e ha due figli.<\/p>\n<p>Luigi era capace di dimostrare sempre la sua preparazione e, anzi, la sfoggiava come una virt\u00f9 arrabbiandosi per quella mia ritrosia e per quelle mie paure.<br \/>\nLui era l\u2019unico a sapere del mio talento, della mia memoria prodigiosa e della mia passione per tutto ci\u00f2 che c\u2019era da conoscere, da imparare, da studiare.<\/p>\n<p>Solo lui sapeva che gi\u00e0 in primo liceo ero capace di leggere e tradurre a mente intere versioni di greco, di declamare interi poemetti a memoria in latino con tanto di metrica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo facevo a casa, solo per noi provocando le sue ire sincere &#8211; sei proprio uno stronzo; perch\u00e9 non dimostri a tutti che sei il migliore? Di che ti preoccupi? Di quei quattro stronzetti che tentano di pigliarci per il culo? &#8211;<br \/>\nE poi la minaccia &#8211; Domani dico tutto alla prof &#8211;<br \/>\nMa poi non lo diceva, anche se continuava a non capire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io, invece, ero felice cos\u00ec; avevo messo a punto una strategia segreta ed efficacissima che mi relegava nella media classifica dei sette, sette e mezzo.<\/p>\n<p>Avevo imparato la lezione nei primi due anni di Ginnasio; qualche puntatina fortunosa nell\u2019otto mi serviva soltanto a tenere a bada i miei, che, comunque, erano contenti cos\u00ec.<\/p>\n<p>La mia curiosit\u00e0 e la mia memoria, per\u00f2, erano sempre in agguato e con esse giocavo una partita quotidiana nella quale non erano permesse distrazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come quella volta che &#8211; oggi voglio sentire qualcuno che mi parli del ruolo della donna nel periodo che abbiamo appena studiato; che differenze ci sono, per esempio fra Medea e Lisistrata? Che differenze ci sono fra le opere di Euripide e quelle di Aristofane?-<\/p>\n<p>Fui uno stupido.<\/p>\n<p>Si era creato un silenzio tombale.<\/p>\n<p>Nessuno avrebbe mai risposto in modo convincente a quella domanda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La prof lo sapeva e si divertiva ad insistere &#8211; Chi se la sente di venire?<\/p>\n<p>Era gi\u00e0 una sorta di interrogazione da esame di stato ma per Medea avevo pianto solo pochi giorni prima e alcune traduzioni letterali degli appelli di Lisistrata mi avevano addirittura eccitato.<\/p>\n<p>Alzai la mano senza pensarci; era la prima ora e non avevo ancora indossato bene la mia maschera di mediocrit\u00e0.<\/p>\n<p>Tutti i miei compagni avevano tirato un sospiro di sollievo ed io avevo iniziato bene nel disinteresse quasi totale; solo i due secchioni del primo banco seguivano stancamente.<\/p>\n<p>E Luigi, il mio amico, che comunque non faceva testo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Iniziai argomentando sul ruolo politico e sociale delle rappresentazioni teatrali nell\u2019antica Grecia; citai le opere discettando sui contenuti e mettendoli in paragone fra loro; inserii spunti storici e politici dell\u2019epoca; spiegai il senso del mito ed il ruolo della donna e del coro; non mi accorsi della passione che mettevo nel raccontare il dramma di quella madre che decide di uccidere i suoi figli; narrai quel momento declamando in greco quegli splendidi versi; dissi di come Lisistrata convince le donne ateniesi e spartane a non fare pi\u00f9 l\u2019amore con i loro mariti; accennai alla volgarit\u00e0 di alcuni versi intraducibili \u2026 quando mi accorsi del totale silenzio dell\u2019intera classe.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fu il panico.<\/p>\n<p>Tutti mi guardavano con interesse e curiosit\u00e0, la prof mi sorrideva e Luigi annuiva guardandomi fisso negli occhi.<\/p>\n<p>Balbettai, arrossii, un sudore ghiacciato mi bagnava sin quasi alla schiena.<\/p>\n<p>Ero paralizzato.<\/p>\n<p>&#8211; Continua, dai &#8211;<\/p>\n<p>Niente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Niente pi\u00f9, non riuscivo pi\u00f9 ad articolare parola.<br \/>\nAlle domande successive biascicai poco o niente.<br \/>\nNon ricordavo un solo momento di silenzio come quello nella mia classe in tutti quegli anni.<br \/>\nDopo i due minuti pi\u00f9 lunghi della mia vita i miei compagni persero pian piano interesse a quell\u2019interrogazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La prof sembrava non capire; guardava me e i miei compagni, continuava a guardare tutti quanti ogni volta che mi poneva una domanda, pi\u00f9 interessata ai miei sguardi che alle mie risposte.<\/p>\n<p>Tornai al mio posto, ebbi 8 ed alla ricreazione fui chiamato nella sala professori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La prof inizi\u00f2 a complimentarsi con me per l\u2019interrogazione &#8211; sei stato veramente bravo \u2026 e dimmi,su che testo hai studiato, perch\u00e9 ho visto che molte delle cose che hai detto non sono sul nostro testo &#8211;<br \/>\nRisposi.<br \/>\nSi stup\u00ec.<br \/>\nMi chiese se mi piaceva particolarmente Aristofane e la sua satira o se ero pi\u00f9 attratto da Euripide.<br \/>\n&#8211; Tutti e due prof &#8211; mi sembrava la cosa pi\u00f9 banale.<br \/>\nSi compliment\u00f2 per la mia memoria e mi chiese di ripetere a memoria quei versi.<br \/>\nLo feci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Continua, te ne ricordi ancora?<br \/>\nContinuai.<br \/>\nLei sottovoce accompagnava qua e la qualche parola ed ogni volta estasiata guardava in alto il fumo della sua sigaretta come rapita da ricordi bellissimi.<br \/>\nContinuai ancora e ancora e ancora.<br \/>\nDeclamavo e traducevo scegliendo bene i verbi da usare, mi fermavo a sottolineare la scelta migliore perch\u00e9 pi\u00f9 adatta al clima che l\u2019autore voleva creare, guardai in basso nominando i due figli di Medea e rimasi terrorizzato quando narrai della loro morte.<br \/>\nEro stremato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si fece silenzio; la prof mi guard\u00f2 come se mi vedesse per la prima volta.<br \/>\nMi sorrise in modo benevolo e materno e mi chiese &#8211; Perch\u00e9?-<br \/>\nTentai la carta della stupidit\u00e0 &#8211; Perch\u00e9 cosa? &#8211;<br \/>\n&#8211; Non fare lo scemo \u2026 perch\u00e9?-<br \/>\nLa guardai grato per non aver aggiunto altro; dissi solo &#8211; per vergogna &#8211; .<br \/>\nMi accarezz\u00f2 i capelli, mia madre non lo faceva gi\u00e0 pi\u00f9 da tanto tempo, e mi disse di andare che se no avrei dovuto fare i conti con il prof di matematica; ero oramai sulla porta, mi girai per salutare ancora e &#8211; Scusa ma anche in matematica e nelle altre materie \u2026 approfondisci \u2026 in questo modo? &#8211;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Feci segno di si con la testa.<br \/>\n&#8211; Ma i miei colleghi non lo sanno?- Disse in tono quasi affermativo.<br \/>\nDissi &#8211; No, non lo sanno e\u2026 &#8211;<br \/>\nMi interruppe &#8211; Non ti preoccupare \u2026 va bene cos\u00ec. &#8211;<br \/>\n&#8211; Grazie Prof &#8211;<br \/>\n&#8211; Ciao, vai vai che \u00e8 tardi &#8211;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non fui pi\u00f9 interrogato e nei compiti in classe ebbi la media dell\u2019otto per compiti perfetti nei quali mi misuravo con me stesso.<br \/>\nIl dieci lo ebbi poi sul giudizio di ammissione; in tutte le materie.<br \/>\nNessuno ha mai saputo niente di tutto questo .<br \/>\nSolo tre persone lo sapevano, adesso quattro.<br \/>\nHo raccontato tutto a Stella.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>A.Serni<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo ritrovai per caso \u2026 Luigi Di Staso \u2026 l\u2019unico amico che abbia mai avuto. Non lo vedo da sette anni. Lui era come me, intendo dire bravo come me, solo pi\u00f9 coraggioso.\u00f9 &nbsp; E\u2019 un ingegnere e vive dalle parti di Modena; \u00e8 sposato con Noriko, una veterinaria giapponese e ha due figli. Luigi era capace di dimostrare sempre la sua preparazione e, anzi, la sfoggiava come una virt\u00f9 arrabbiandosi per quella mia ritrosia e per quelle mie paure. Lui era l\u2019unico a sapere del mio talento, della mia memoria prodigiosa e della mia passione per tutto ci\u00f2 che c\u2019era da conoscere, da imparare, da studiare. Solo lui sapeva che gi\u00e0 in primo liceo ero capace di leggere e tradurre a mente intere versioni di greco, di declamare interi poemetti a memoria in latino con tanto di metrica. &nbsp; Lo facevo a casa, solo per noi provocando le sue ire sincere &#8211; sei proprio uno stronzo; perch\u00e9 non dimostri a tutti che sei il migliore? 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