{"id":112245,"date":"2017-09-03T20:22:52","date_gmt":"2017-09-03T18:22:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=112245"},"modified":"2017-09-08T11:18:06","modified_gmt":"2017-09-08T09:18:06","slug":"la-salvaguardia-delle-tradizioni-di-guido-giampietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/la-salvaguardia-delle-tradizioni-di-guido-giampietro\/","title":{"rendered":"La salvaguardia delle tradizioni. Di Guido Giampietro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\">\n<p style=\"text-align: right;\">\n<p><em>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/palio-arca-2017-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-112247\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/palio-arca-2017-3-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/palio-arca-2017-3-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/palio-arca-2017-3-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/palio-arca-2017-3-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> \u201cLa fama non di meno, che nelle posterit\u00e0 si \u00e8 conservata afferma che sia capitata in quel porto una nave che conduceva seco il corpo del santo martire, n\u00e9 pot\u00e9 mai dipartirsi, ancorch\u00e9 avesse il tempo prospero, in tanto che non depose nella Citt\u00e0 quella pretiosa merce, che solennemente ricevuta dal vescovo, clero, e tutto il popolo, ed \u00e8 cos\u00ec universale e continuata questa tradizione, che pu\u00f2, in vece di scrittura autentica, servire per autorit\u00e0 dell\u2019Historia\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il brano di cui sopra \u00e8 tratto dalla \u201cMemoria historica dell\u2019antichissima e fedelissima citt\u00e0 di Brindisi\u201d scritta da Andrea Della Monaca nell\u2019Anno di Grazia 1674 e riporta la leggenda dell\u2019arrivo a Brindisi delle spoglie di San Teodoro d\u2019Amasea, guerriero, protettore delle reclute e degli eserciti, primo patrono di Venezia e \u201cdefensor urbis\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma la leggenda popolare non si ferma qui perch\u00e9 racconta anche dell\u2019ultima parte del viaggio periglioso della nave che, proveniente dall\u2019anatolica citt\u00e0 di Euchaita, inseguita dai turchi, navigava verso Venezia con il prezioso carico delle spoglie del Santo. Erano al largo delle coste brindisine quando i marinai, pur di non lasciare l\u2019urna nelle mani degli infedeli, decisero di abbandonarla su una zattera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un gruppo di pescatori, testimoni della scena e in qualche modo presaghi del carico della zattera, si cimentarono nel suo recupero prima che fosse presa dai turchi o inghiottita dal mare. Remando con vigoria e quasi in competizione tra loro diressero le piccole barche \u2013 gli \u0161kifarieddi \u2013 verso quel legno sballottato dalle onde, presero l\u2019urna e la portarono trionfalmente in citt\u00e0. Senza esserne consapevoli quegli \u201cSciabbicoti\u201d avevano dato i natali all\u2019anteprima del Palio dell\u2019Arca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/palio-arca-2017-2.jpg\"><br \/>\n<\/a><\/em>Fin qui la leggenda, ma ad avvalorarla c\u2019\u00e8 anche la Storia secondo la quale, in et\u00e0 federiciana, il 27 aprile 1210 come vuole la tradizione o, pi\u00f9 probabilmente, il 9 novembre 1225, in occasione delle nozze di Federico II con Isabella di Brienne, regina di Gerusalemme, le reliquie di San Teodoro furono realmente traslate in Brindisi dalla citt\u00e0 di Aukhat (o Euchaita). E, sempre nel XIII secolo, ad opera di ignoti argentieri meridionali, fu realizzata l\u2019arca d\u2019argento di San Teodoro, attualmente esposta nel Museo diocesano \u201cGiovanni Tarantini\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Palio, dunque, avrebbe potuto continuare a essere una delle tante leggende che parlano di Brindisi e della sua pi\u00f9 grande ricchezza: il mare. Invece, a partire dal 1995, in concomitanza con le celebrazioni per i Santi Patroni San Teodoro e San Lorenzo, ad opera della famiglia Romanelli (un nome che sa di salsedine per quanto \u00e8 impregnato di marineria), il Palio \u00e8 diventato una vera e propria competizione sportiva tra sei \u0161kifarieddi (storica imbarcazione da pesca a due posti) in rappresentanza di altrettanti quartieri della citt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/palio-arca-2017-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-112246 alignright\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/palio-arca-2017-2-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/palio-arca-2017-2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/palio-arca-2017-2-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/palio-arca-2017-2-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><br \/>\n<\/a><\/em>A titolo di cronaca, Franco Romanelli, timoniere della squadra dei Remuri (versione vernacolare dei remi), in coppia con il figlio Antonio, presidente dell\u2019asd \u201cBrindisi in voga\u201d, hanno vinto ben otto titoli del Palio. Altri cinque sono stati appannaggio di Franco insieme al cugino Vincenzo Romanelli!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo tutto questo dire grande dev\u2019essere stata la sorpresa dei brindisini quando domenica 3 settembre, al nastro di partenza della 22^ edizione del Palio, anzich\u00e9 gli \u0161kifarieddi, hanno visto schierate le storiche lance a dieci remi (nominate, non a caso, San Teodoro e San Lorenzo), le stesse con cui si \u00e8 svolta la 1^ tappa del Trofeo dell\u2019Adriatico e dello Ionio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questa piccola, grande rivoluzione? Perch\u00e9 gli \u0161kifarieddi non erano al loro posto? Perch\u00e9 la tradizione del Palio ha rischiato seriamente di saltare? E perch\u00e9 non \u00e8 saltata?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non \u00e8 saltata grazie, ancora una volta, all\u2019attaccamento e all\u2019intraprendenza di Franco Romanelli che ha pensato, in extremis, di ricorrere alle lance e ai venti tra vogatori e vogatrici pur di conservare in vita una tradizione che, si badi bene, ha una valenza \u2013 oltre che marinara \u2013 anche religiosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/palio-arca-2017-1.jpg\"><br \/>\n<\/a><\/em>Senza alimentare inutili polemiche (la citt\u00e0 \u00e8 piena di veleni, e non solo quelli della zona industriale) va detto che l\u2019organizzatore delle ultime quattro edizioni del Palio non ha ritenuto opportuno continuare a mettere a disposizione le imbarcazioni di sua propriet\u00e0. Stop!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi pare che, in punta di diritto, nulla si possa obiettare a questo signore. Quello che invece va sottolineato \u00e8 che la citt\u00e0, per mantenere viva una tradizione che affonda le origini nel XIII secolo, non debba pi\u00f9 affidarsi agli \u201cumori\u201d di un privato! E si deve ringraziare i Romanelli per l\u2019escamotage trovato all\u2019ultimissimo momento se non \u00e8 saltato tutto.<br \/>\nSiccome \u00e8 buona norma essere propositivi, chi scrive \u00e8 dell\u2019avviso che si debba correre subito ai ripari, cos\u00ec da trovarsi pronti per il prossimo Palio. In che modo? Mi pare che ce ne sia solo uno: l\u2019Amministrazione comunale deve farsi carico d\u2019acquisire gli \u0161kifarieddi, anche gradualmente nel tempo. Le imbarcazioni, peraltro, non sarebbero utilizzabili solo per il Palio, ma potrebbero servire da \u201cscuola\u201d per insegnare a grandi e piccoli l\u2019esercizio sportivo della voga che, nel passato, tanto lustro ha dato alla citt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E dove andrebbero custodite le barche? In alternativa alla Lega Navale o al Porticciolo turistico si potrebbe pensare al loro ricovero nella sede dell\u2019ex Circolo Nautico ubicato nei pressi del piazzale Lenio Flacco. Chi mi legge da tempo conosce il mio pensiero al riguardo: quello di acquisire dalla Provincia il locale e adibirlo a Museo delle Tradizioni marinare. Ne ho parlato pi\u00f9 volte da queste colonne (il primo articolo, \u201cUn museo alle Sciabbiche\u201d, risale al 16.11.2013), chiamando direttamente in causa anche il Presidente pro tempore della Provincia, ma senza alcun risultato. \u00c8 proprio vero che non c\u2019\u00e8 peggior sordo di chi non vuole sentire. D\u2019altro canto \u2013 diciamola tutta \u2013 un Presidente cittadino e sindaco di Francavilla Fontana potrebbe mai comprendere l\u2019importanza per Brindisi di un tale Museo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/palio-arca-2017-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-112249\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/palio-arca-2017-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/palio-arca-2017-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/palio-arca-2017-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/palio-arca-2017-1-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><br \/>\n<\/a><\/em>Continuo a chiedermi perch\u00e9 tutte le citt\u00e0 di mare abbiano un\u2019istituzione di tal genere e Brindisi, che \u00e8 tra i porti pi\u00f9 importanti non solo dei mari italiani ma dell\u2019intero Mediterraneo, non possa avere il suo Museo marinaro. Se si pensa poi che l\u2019impedimento a un\u2019eventuale cessione (onerosa) dell\u2019ex Circolo nautico al Comune possa dipendere dall\u2019utilizzo quale parcheggio delle auto \u201cistituzionali\u201d o private della Provincia, c\u2019\u00e8 da concludere che questa citt\u00e0 ha veramente toccato il fondo! O, come ha detto il vescovo Caliandro nel messaggio al termine della processione a mare dei Santi Protettori, \u201cSe non l\u2019amiamo, non faremo niente. La lasceremo peggio di come l\u2019abbiamo trovata\u2026\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prima che l\u2019amarezza per questo stato di cose mi spinga a considerazioni personali che devierebbero dai doveri deontologici di un giornalista preferisco non addentrarmi ulteriormente nella necessit\u00e0 di un tale Museo per la citt\u00e0. Peraltro non posso non far notare che gli Sciabbicoti, i pi\u00f9 genuini abitatori di questa citt\u00e0, stiano man mano scomparendo per motivi \u201canagrafici\u201d e, con essi, rischia di disperdersi una ricchezza inestimabile di ricordi e testimonianze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi verrebbe da dire come recitava, negli anni Settanta, un Carosello della Ferrero: \u201cGigante, pensaci tu\u201d; e lui, il gigante buono, metteva a posto il cattivo Jo Condor. Lo direi, per\u00f2, con questa variante: \u201cDott. Santi Giuffr\u00e8, pensaci tu; metti fuori combattimento questi imbelli Jo Condor che, con la loro incultura e l\u2019attaccamento ai meschini e personali interessi, stanno uccidendo Brindisi\u201d. Ma poi penso che il Commissario prefettizio la sua battaglia giornaliera contro tanti Jo Condor la stia gi\u00e0 combattendo e, francamente, non me la sento di aumentare il carico che ha sulle spalle suggerendogli di perorare la causa del Museo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Conclusione (amara): gli \u0161kifarieddi non li rivedremo pi\u00f9 al Palio e il Museo delle Tradizioni marinare rimarr\u00e0 il cruccio personale di un sognatore fuori dal tempo.<\/p>\n<p>A proposito, il Palio delle lance \u00e8 stato appannaggio dell\u2019equipaggio della San Teodoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Guido Giampietro<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u201cLa fama non di meno, che nelle posterit\u00e0 si \u00e8 conservata afferma che sia capitata in quel porto una nave che conduceva seco il corpo del santo martire, n\u00e9 pot\u00e9 mai dipartirsi, ancorch\u00e9 avesse il tempo prospero, in tanto che non depose nella Citt\u00e0 quella pretiosa merce, che solennemente ricevuta dal vescovo, clero, e tutto il popolo, ed \u00e8 cos\u00ec universale e continuata questa tradizione, che pu\u00f2, in vece di scrittura autentica, servire per autorit\u00e0 dell\u2019Historia\u201d. Il brano di cui sopra \u00e8 tratto dalla \u201cMemoria historica dell\u2019antichissima e fedelissima citt\u00e0 di Brindisi\u201d scritta da Andrea Della Monaca nell\u2019Anno di Grazia 1674 e riporta la leggenda dell\u2019arrivo a Brindisi delle spoglie di San Teodoro d\u2019Amasea, guerriero, protettore delle reclute e degli eserciti, primo patrono di Venezia e \u201cdefensor urbis\u201d. &nbsp; Ma la leggenda popolare non si ferma qui perch\u00e9 racconta anche dell\u2019ultima parte del viaggio periglioso della nave che, proveniente dall\u2019anatolica citt\u00e0 di Euchaita, inseguita dai turchi, navigava verso Venezia con il prezioso carico delle spoglie del Santo. 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