{"id":112754,"date":"2017-09-09T12:00:39","date_gmt":"2017-09-09T10:00:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=112754"},"modified":"2017-09-09T22:09:42","modified_gmt":"2017-09-09T20:09:42","slug":"barocco-festival-appuntamento-conclusivo-a-san-vito-dei-normanni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/barocco-festival-appuntamento-conclusivo-a-san-vito-dei-normanni\/","title":{"rendered":"Barocco Festival: appuntamento conclusivo a San Vito dei Normanni"},"content":{"rendered":"<p>\u00abSiamo tutti napoletani\u00bb \u00e8 l\u2019appuntamento che chiude la XX edizione del \u00abBarocco Festival Leonardo Leo\u00bb. Un tema classico per la rassegna, che saluta la kermesse laddove si era messa in cammino, nel Chiostro dei Domenicani, a San Vito, domenica 10 settembre alle ore 21. Il concerto dell\u2019ensemble palermitano \u00abLes \u00e9l\u00e9ments\u00bb, diretto da Piero Cartosio e affiancato dal soprano Rosalia Battaglia, accompagna il pubblico in un viaggio a ritroso fino alle origini delle tradizioni popolari napoletane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel XVIII secolo Napoli ha rappresentato la culla e la capitale internazionale della cultura. I salotti napoletani erano frequentati da intellettuali che provenivano da ogni parte del mondo: musicisti, uomini di scienza, poeti, letterati, filosofi. All\u2019epoca l\u2019esperienza di un soggiorno a Napoli accreditava l\u2019uomo di cultura: con un linguaggio contemporaneo diremmo che la sosta nei salotti napoletani conferiva allo studioso una certa \u201cvisibilit\u00e0\u201d. La posizione di \u201ccrocevia internazionale\u201d della citt\u00e0 ha chiare origini storiche legate alla sua posizione geografica nel Mediterraneo, al suo clima, alla proverbiale ospitalit\u00e0 del suo popolo. La storia di Napoli, dalle sue origini, \u00e8 fatta di continui cambiamenti dovuti a incontri e dominazioni straniere che hanno lasciato traccia nel linguaggio, nella tradizione di vita, nella cultura in generale. Si dice che Napoli sia un teatro a cielo aperto nel quale non solo si assiste alla scena, ma ci si fonde con essa. Il contatto con diverse civilt\u00e0 ha portato la citt\u00e0 a evolvere sul piano culturale e soprattutto ad acquisire la capacit\u00e0 di essere recettiva alle novit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il concerto finale \u00e8 un omaggio alla portentosa liaison di Napoli con la musica nel secolo dei lumi, nata dalla fervida attivit\u00e0 dei quattro Conservatori e dai talentuosi musicisti che l\u2019hanno resa la citt\u00e0 pi\u00f9 musicale delle capitali europee. Luoghi di formazione, riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo, i Conservatori erano capaci di fornire agli allievi il necessario bagaglio per diventare compositore, cantante o strumentista al livello pi\u00f9 alto, e consentire ai pi\u00f9 eccellenti allievi l\u2019accesso alle corti principesche di tutta Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Molti compositori furono forgiati dall\u2019indole della citt\u00e0 ancor prima che dalla sua scuola musicale. Alcuni, di origine siciliana, pugliese o perfino francese, hanno contribuito a dare respiro europeo alla tradizione di una citt\u00e0 che ha insinuato la suggestione di forme musicali fra il colto e il popolare destinate a diffondersi in modo capillare in tutta Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per questo \u00abSiamo tutti napoletani\u00bb, titolo di coda della rassegna diretta dal M.O Prontera, \u00e8 un\u2019iperbole sull\u2019epicentro culturale partenopeo, sul suo gusto, sulla capacit\u00e0 di diffondere le sue tradizioni e il suo patrimonio artistico: Napoli era la vera capitale d\u2019Europa. Contava, in quel periodo, 450.000 abitanti, a differenza di Londra e Parigi che arrivavano a circa 250.000; era la sede dell\u2019innovazione intellettuale, alcuni pensatori stranieri (come Charles de Brosses nel 1739 nelle memorie di \u00abViaggio in Italia\u00bb) la consideravano \u00abcapitale musicale d&#8217;Europa, che vale a dire, del mondo intero\u00bb. Il \u00abFestival\u00bb si chiude cos\u00ec, con il suo patrimonio di ascolto, con i tanti spettatori che hanno seguito la mappa della musica antica in provincia di Brindisi tra luoghi, suoni e suggestioni, con un appeal che ogni anno capitalizza interesse attorno ai concerti, con uno sguardo interessato a quella Scuola che ha avuto nella \u00abGrande, luminosa e gentil citt\u00e0\u00bb la sua culla natale e prodiga.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domenica 10 settembre ore 21.00 &#8211; San Vito dei Normanni, Chiostro dei Domenicani<br \/>\nSIAMO TUTTI NAPOLETANI<br \/>\nLe arie e le cantate<\/p>\n<p>Rosalia Battaglia soprano<\/p>\n<p>Ensemble Les \u00e9l\u00e9ments<br \/>\nPiero Cartosio flauto diritto<br \/>\nLuca Ambrosio cembalo<br \/>\nMaurizio Salemi violoncello<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong> Ufficio Stampa \u00abBarocco Festival Leonardo Leo\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong> www.baroccofestival.it<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSiamo tutti napoletani\u00bb \u00e8 l\u2019appuntamento che chiude la XX edizione del \u00abBarocco Festival Leonardo Leo\u00bb. Un tema classico per la rassegna, che saluta la kermesse laddove si era messa in cammino, nel Chiostro dei Domenicani, a San Vito, domenica 10 settembre alle ore 21. Il concerto dell\u2019ensemble palermitano \u00abLes \u00e9l\u00e9ments\u00bb, diretto da Piero Cartosio e affiancato dal soprano Rosalia Battaglia, accompagna il pubblico in un viaggio a ritroso fino alle origini delle tradizioni popolari napoletane. &nbsp; Nel XVIII secolo Napoli ha rappresentato la culla e la capitale internazionale della cultura. I salotti napoletani erano frequentati da intellettuali che provenivano da ogni parte del mondo: musicisti, uomini di scienza, poeti, letterati, filosofi. All\u2019epoca l\u2019esperienza di un soggiorno a Napoli accreditava l\u2019uomo di cultura: con un linguaggio contemporaneo diremmo che la sosta nei salotti napoletani conferiva allo studioso una certa \u201cvisibilit\u00e0\u201d. 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