{"id":113655,"date":"2017-09-21T23:10:42","date_gmt":"2017-09-21T21:10:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=113655"},"modified":"2017-09-29T18:36:47","modified_gmt":"2017-09-29T16:36:47","slug":"la-piu-antica-la-piu-bella-forma-darte-che-ci-sia-signori-ecco-a-voi-madama-poesia-di-gabriele-damelj-melodia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/la-piu-antica-la-piu-bella-forma-darte-che-ci-sia-signori-ecco-a-voi-madama-poesia-di-gabriele-damelj-melodia\/","title":{"rendered":"La pi\u00f9 antica, la pi\u00f9 bella forma d&#8217;arte che ci sia\/ Signori, ecco a Voi Madama Poesia. Di Gabriele D\u2019Amelj Melodia"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>LA PIU\u2019 ANTICA, LA PIU\u2019 BELLA FORMA D\u2019ARTE CHE CI SIA\/ SIGNORI, ECCO A VOI MADAMA POESIA !<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> Omaggio ragionato alla Musa Calliope, madre dei nostri sogni<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> Di Gabriele D\u2019Amelj Melodia<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>I parte<\/strong><\/p>\n<p><strong>LE ORIGINI<\/strong><br \/>\nE\u2019 abbastanza banale da dire, ma \u00e8 proprio cos\u00ec: la poesia \u00e8 vecchia quanto noi umani. La poesia nasce con l\u2019uomo perch\u00e9 \u00e8 un\u2019estensione della sua anima. Ovviamente ai primordi della civilt\u00e0 va intesa in senso lato: anche i graffiti parietali paleolitici, esprimendo sentimenti, sono una forma poetica, cio\u00e8 creativa. \u201c poiein \u201c in greco attico vuol significare appunto \u201c creare \u201c. Probabilmente, la poesia sotto forma di versi, sempre legati al suono e quindi al canto, prende forma almeno quattromila anni fa, nella cultura babilonese. All\u2019inizio, e per molti secoli, \u00e8 strettamente legata al sacro. Un bell\u2019esempio di tale espressione \u00e8, nella cultura greca, la TEOGONIA di Esiodo, poema religioso e mitologico composto nel VII secolo a.C.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nello stesso periodo arcaico, sempre in Grecia, si afferma la poesia EPICA. Non solo Omero con le sue ILIADE ( ) ed ODISSEA, ma anche Eumelo di Corinto, Creofilo di Samo, Arctino di Mileto ed altri. Le imprese degli dei e degli eroi vengono imparate a memoria dagli AEDI e dai RAPSODI, cantori di professione che giravano per corti e piazze. La differenza tra gli uni e gli altri \u00e8 che i primi cantavano i propri versi ( gi\u00e0, erano cantautori ), i secondi cantavano versi altrui. Entrambe le figure ricordano molto non solo i TROVATORI medievali, ma anche i CANTASTORIE della tradizione popolare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A braccetto con i poemi epici, si afferma anche la poesia LIRICA, giacch\u00e9 tramandando le storie delle proprie origini, i cantori hanno la possibilit\u00e0 di esprimere anche sentimenti sotto forma di immagini e di figurazioni. I greci chiamavano la lirica \u201c TA MELE \u201c, ovvero poesia da cantare, e da questa espressione deriva il termine italiano \u201c melodia \u201c. Ricordo anche che le declamazioni musicali erano sempre accompagnate dal suono della lira o dei flauti dolci.<br \/>\nNasce sin da quei tempi la concezione di un testo poetico autonomamente musicale e niente affatto subalterno alla musica: il verso \u00e8 ritmo, creato dalla successione dei suoni e degli accenti delle parole. Siamo gi\u00e0 al concetto di metrica, fondamentale nella poesia greca e latina, ma in fondo di tutti i tempi, pur nelle varie differenziazioni ( Elegia, Ode, Canzone, ecc. ).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>OMAGGIO A SAFFO<\/strong><br \/>\n<em>\u201cCos\u00ec con armonia danzavano le Cretesi \/ con i teneri piedi intorno all\u2019ara, \/ la giovane erba in fiore sfiorando dolcemente<\/em> \u201c<br \/>\n( Come non andare con la mente a quel \u201c suono liquido dei tuoi piedi \u201c cantato da Pablo Neruda? La poesia \u00e8 spesso rimando, citazione pi\u00f9 o meno rielaborata, assimilazione e, a volte, semplice coincidenza di fantasia creativa )<br \/>\nIl frammento sopra riportato \u00e8 una felice traduzione di Salvatore Quasimodo, straordinario nel volgere in lingua italiana i classici versi greci. Il siciliano, per chi non lo sapesse, aveva solo un diplomino di perito geometra, ma, dapprima con l\u2019aiuto di un prete professore ( Monsignor Rampolla del Tindaro ) e poi da solo, da autodidatta, si form\u00f2 come valente uomo di cultura.Quando raggiunse la notoriet\u00e0 in qualit\u00e0 di poeta, ebbe addirittura la cattedra per l\u2019insegnamento di letteratura italiana, per \u201c chiara fama \u201c , presso il Conservatorio di Stato \u201cG.Verdi \u201c di Milano. Fu proprio lo studio della poesia greca a fargli conseguire una precipua musicalit\u00e0 compositiva: \u201c\u2026E comne potevamo noi cantare \/ con il pi\u00ac-ede straniero sopra il cuore \u201c( Alle fronde dei salici \u201c ,magistrale esempio di poesia civile ). Che bella differenza di suono e di ritmo con, per esempio, i versi galoppanti di scuola manzoniana \u201c Soffermati sull\u2019arida sponda \/ Volti i guardi al varcato Ticino,\/ Tutti assorti nel novo destino,\/ Certi in cor dell\u2019antica virt\u00f9, \u2026za za zan\u2026( marzo 1821 ):sembra di sentire Otello Profazio, il Principe dei cantastorie \u201c In quel tempo di guerra lontano\/ la Sicilia moriva di fame\/ ogni d\u00ec cento grammi di paneee\/ alla ggente doveva bastar, za za zan!&#8230;\u201d\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Decasillabi incalzanti ormai fuori moda e dal gusto antico, sorpassato. E non \u00e8 questione di epoca. Nelle prime decadi dell\u2019800, e fino ai primi del \u2018900, c\u2019\u00e8 stao chi si esprimeva con questa tipologia di linguaggio retorica e pomposa\u2026. Se la poesia fosse solo questo o solo quella tirata fuori estemporaneamente da virtuosi dilettanti, avrebbe ben ragione il professore, poeta e critico americano Ben Lerner a lanciare il suo j\u2019accuse provocatorio contro la nobile arte (mi riferisco al casustico pamphlet \u201c Odiare la poesia \u201c, Sellerio 2017 ), ma fortunatamente c\u2019\u00e8 ben altro\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong> IL PIU\u2019 GRANDE DI TUTTI<\/strong><br \/>\nGiacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro dei conti Leopardi da Recanati, il gigante che ha fatto sospirare milioni di adolescenti, pur senza essere un mieloso sdolcinato o un cantautore pop. Leopardi, un intellettuale, un filologo e un filosofo e, malgrado questa sua cultura \u201c mostruosa \u201c un ineguagliabile cantore dell\u2019animo umano. Un creatore di immagini straordinarie, ricche di un sentimento avvertito, ragionato, eppure magicamente lirico. Un infelice che diventava favoloso, e quindi felice, quando forgiava le giuste parole che poi, assemblate nel testo definitivo, diventavano storia e leggenda.<\/p>\n<p>Emozioni e riflessioni tratte dalla natura matrigna, dalla luna, dalle vaghe stelle. Come dire: l\u2019estetica figlia della sensibilit\u00e0 e dello slancio creativo. Ma quante lacrime e sudore per definire quei capolavori! Basta vedere le tante correzioni operate nei fogli originali di lavoro. Per mesi, per anni. Prendiamo la famosa lirica \u201c L\u2019Infinito\u201d. Quella sua soave scorrevolezza, la scelta di vocaboli abbastanza semplici e di uso comune, non significano affatto che la poesia sia scaturita di getto, per un afflato spontaneo e intimista. Dietro quell\u2019apparente facilit\u00e0, oltre al labor limae, c\u2019\u00e8 tutto un vasto retroterra di cultura classica. Quando compone l\u2019Infinito, nella testa del giovane favoloso riecheggia il Virgilio delle Bucoliche..,.,\u201d Fortunate senex, hic inter flumina nota\/ et fontis sacros frigus captabis opacum;\/ hinc tibi, quae SEMPER, vicino ab LIMITE SAEPES\u2026ecc\u2026\u201d Ce lo precisa il prof. Nicola Gardini nel suo magnifico saggio \u201c Viva il latino \u201c,Garzanti 2017 ). E\u2019 la cosiddetta cultura d\u2019assimilazione, per quanto riguarda i paesaggi e la natura bucolica, presente anche in Ariosto, Tasso e persino in Montale. Quello straordinario incipit \u201c Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l\u2019animo nostro\u2026\u201d ricorda troppo da vicino l\u2019oraziano \u201c Tu ne quesieris quem mihi, quem tibi finem di dederint, Leuconoe, ecc.,\u201d ( \u00e8 l\u2019XI Ode, quella del famoso carpe diem ), cos\u00ec come il titolo SATURA dato alla sua raccolta di poesie del 1971. Un caso? Per niente: \u00e8 solo il riflesso involontario di letture avidamente compiute e metabolizzate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma fatemi tornare per un attimo ancora all\u2019Infinito, giusto per sottolineare come il Leopardi, se fosse nato nel \u2018900, sarebbe stato un grande regista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Continui salti di punta di vista: prima sotto, poi a met\u00e0, in fine in cima. E quindi la messa a fuoco su quella siepe, limite fisico e metaforico(Toh, a quei tempi non c\u2019era ancora il demenziale concetto odierno di \u201c senza limiti \u201c )E\u2019 l\u00ec, ma poi pian piano va in dissolvenza, con un effetto nebbia, il tutto inquadrato con \u201c piani lunghi \u201c, di \u201c interminati spazi \u201c. Poi, di colpo, il carrello zooma sulle fronde, il poeta, seduto, sente lo stormire delle foglie e ha quasi un mancamento e si perde nel tempo e naufraga dolcemente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>(<\/strong><strong>continua) <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Gabriele D\u2019Amelj Melodia<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA PIU\u2019 ANTICA, LA PIU\u2019 BELLA FORMA D\u2019ARTE CHE CI SIA\/ SIGNORI, ECCO A VOI MADAMA POESIA ! Omaggio ragionato alla Musa Calliope, madre dei nostri sogni Di Gabriele D\u2019Amelj Melodia I parte LE ORIGINI E\u2019 abbastanza banale da dire, ma \u00e8 proprio cos\u00ec: la poesia \u00e8 vecchia quanto noi umani. La poesia nasce con l\u2019uomo perch\u00e9 \u00e8 un\u2019estensione della sua anima. Ovviamente ai primordi della civilt\u00e0 va intesa in senso lato: anche i graffiti parietali paleolitici, esprimendo sentimenti, sono una forma poetica, cio\u00e8 creativa. \u201c poiein \u201c in greco attico vuol significare appunto \u201c creare \u201c. Probabilmente, la poesia sotto forma di versi, sempre legati al suono e quindi al canto, prende forma almeno quattromila anni fa, nella cultura babilonese. All\u2019inizio, e per molti secoli, \u00e8 strettamente legata al sacro. Un bell\u2019esempio di tale espressione \u00e8, nella cultura greca, la TEOGONIA di Esiodo, poema religioso e mitologico composto nel VII secolo a.C. &nbsp; Nello stesso periodo arcaico, sempre in Grecia, si afferma la poesia EPICA. 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