{"id":114084,"date":"2017-09-27T11:33:39","date_gmt":"2017-09-27T09:33:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=114084"},"modified":"2017-09-27T16:41:19","modified_gmt":"2017-09-27T14:41:19","slug":"un-nuovo-modello-postcarbone-di-angelo-consoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/un-nuovo-modello-postcarbone-di-angelo-consoli\/","title":{"rendered":"Un nuovo modello postcarbone. Di Angelo Consoli"},"content":{"rendered":"<p>Si parla sempre pi\u00f9 spesso di decarbonizzazione dei modelli produttivi. Per l&#8217;Unione Europea (che oggi con la Energy Union completa la strategia iniziata nel 2007 con la Dichiarazione Scritta 216 05\/07\/2007, e il pacchetto 20 20 20) questo significa pianificare una transizione verso un modello economico di Terza Rivoluzione Industriale (TRI), basato sulle fonti rinnovabili in cui tutti i cittadini diventano consumatori-produttori di energia (prosumer) e in cui i grandi gruppi energetici perdono il loro potere di condizionamento economico politico mediatico e si limitino a offrire servizi energetici basati sull\u2019integrazione fra tecnologie solari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo nuovo modello, ad altissima intensit\u00e0 occupazionale, gi\u00e0 adottato da molte regioni virtuose del Nord Europa (Olanda, Francia, Belgio, Lussemburgo), mira a una economia post-carbon, pi\u00f9 ricca e pi\u00f9 pulita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per altri invece decarbonizzare significa puntare sul metano anzich\u00e9 sul carbone, ma si tratta di un concetto sbagliato di decarbonizzazione che non cambia il modello fossile ma si limita solo a mitigarne alcuni effetti. Infatti, il metano \u00e8 una fonte fossile come il petrolio e il carbone, che se emesso in atmosfera incombusto, genera un effetto serra 20 volte pi\u00f9 potente della stessa CO2. Il metano, insieme agli altri idrocarburi, appartiene a uno scenario economico superato che ha prodotto l&#8217;attuale devastazione del territorio, dell\u2019ambiente, del clima e della salute umana che vediamo a Brindisi, a Taranto e in tutto il Salento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma l&#8217;era fossile ha prodotto anche una crisi socio economica perch\u00e9 l&#8217;industria degli idrocarburi ha dato vita a una societ\u00e0 estremamente centralizzata e verticistica, in cui tutte le decisioni sono prese da poche lobby e la ricchezza si \u00e8 concentrata in poche mani a discapito della stragrande maggioranza della popolazione mondiale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le fonti fossili infatti, sono oligarchiche e il loro sfruttamento presuppone una altissima intensit\u00e0 di capitali e un ancor pi\u00f9 elevato standard di profitti e, alla fine del loro ciclo storico, sul territorio lasciano solo povert\u00e0, inquinamento e disoccupazione, come osserviamo a Brindisi e a Taranto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un nuovo modello economico pi\u00f9 pulito e democratico, non significa solo che l&#8217;ENEL pu\u00f2 vendere anche gas e l&#8217;ENI anche elettricit\u00e0, ma anche che ogni cittadino, ogni impresa di Brindisi possano entrare nel mercato dell&#8217;energia, producendola, accumulandola e scambiandola, con le tecnologie TRI che sono alla portata di tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; un cambio totale del paradigma economico. Facendo ricorso a fonti solari di cui il nostro territorio \u00e8 ricco, (piuttosto che quelle fossili, che dobbiamo importare dall&#8217;altro capo del mondo, con grande impatto ambientale e spreco energetico) possiamo creare una societ\u00e0 di eguali che utilizzano la radiazione diretta del sole per alimentare le proprie attivit\u00e0 economiche ed umane: \u00e8 l\u2019occasione di un grande processo globale di redistribuzione della ricchezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo nuovo modello i gasdotti non servono pi\u00f9 neanche come soluzione \u201cdi transizione\u201d, perch\u00e9 nessuna transizione pu\u00f2 comportare investimenti \u201cfaraonici\u201d come quelli previsti per TAP. Il metano poteva essere una soluzione \u201cdi transizione\u201d negli anni 70 (quando invece si \u00e9 preferito puntare sul nucleare), mentre invece oggi col cambiamento climatico a livelli record, l&#8217;unica \u201ctransizione\u201d seria verso le rinnovabili, sono le &#8230; rinnovabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>TAP \u00e8 un&#8217;opera totalmente superflua, perch\u00e9 il mercato del metano \u00e8 in crisi da sovrapproduzione con una offerta pi\u00f9 che doppia della domanda. Infatti sono in fase di smantellamento ben 23 centrali a idrocarburi (1) perch\u00e9 in Italia abbiamo una potenza installata (125.000 Mwp), che gli esperti calcolano come pi\u00f9 che doppia rispetto a quella necessaria a far fronte alla domanda di picco (che fu raggiunta nel 2006).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla luce di questi dati si comprende come l\u2019ultimo dei problemi che ha oggi l\u2019Italia sia quello di aumentare la propria capacit\u00e0 di produrre energia dai fossili e specialmente dal gas, e quindi di realizzare nuove centrali e nuovi gasdotti per alimentarle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Invece abbiamo altri problemi: innanzitutto dobbiamo formare una nuova generazione di brindisini che conoscano bene e possano installare sul territorio tutte tecnologie TRI per migliorare l&#8217;efficienza energetica degli edifici e dei processi produttivi (sprechiamo troppa energia!), alzare la quota di rinnovabili sulla generazione elettrica complessiva, e portare la distribuzione digitale (Rifkin la chiama Internet dell&#8217;energia) attraverso le smart grid, la domotica, la sensoristica, l&#8217;idrogeno, in tutte le case e le imprese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco il vero business dell&#8217;energia del futuro, le professioni per cui vanno formati i giovani brindisini e pugliesi, (oltre che per le professioni che valorizzino la vocazione turistica del nostro territorio con i suoi asset enogastronomici, paesaggistici, archeologici, naturalistici e culturali). Questa nuova strategia formativa potrebbe nascere proprio a Brindisi con la creazione di una Open School per la valorizzazione delle risorse storiche e energetiche del territorio, perch\u00e9 Brindisi (come Taranto) \u00e8 una citt\u00e0 ricca di energia solare e di storia e cultura, ma ferita da 50 anni di una politica industriale fossile che hanno lasciato in eredit\u00e0 depressione economica e disastri ambientali (come la discarica di Micorosa). Brindisi va risanata e non aggravata di ulteriori impianti fossili di nessuna utilit\u00e0. Il futuro dell&#8217;energia e dell&#8217;economia \u00e8 gi\u00e0 incominciato e per accelerare la transizione verso di esso dobbiamo giocare d&#8217;anticipo, ricominciando dalla nostra cultura e dal nostro capitale umano adeguatamente e opportunamente formato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Angelo Consoli*<\/strong><br \/>\n<strong> *Direttore dell&#8217;Ufficio Europeo di Jeremy Rifkin e Presidente del CETRI-TIRES, Circolo Europeo per la Terza Rivoluzione Industriale<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si parla sempre pi\u00f9 spesso di decarbonizzazione dei modelli produttivi. 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