{"id":115878,"date":"2017-10-18T09:55:46","date_gmt":"2017-10-18T07:55:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=115878"},"modified":"2017-10-18T09:15:00","modified_gmt":"2017-10-18T07:15:00","slug":"rosetta-e-quel-male-oscuro-del-pd-brindisino-da-vincere-di-ernesto-musio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/rosetta-e-quel-male-oscuro-del-pd-brindisino-da-vincere-di-ernesto-musio\/","title":{"rendered":"Rosetta e quel male oscuro del PD brindisino da vincere. Di Ernesto Musio"},"content":{"rendered":"<p>Il Partito Democratico della provincia di Brindisi ha bisogno di riacquistare un po\u2019 di serenit\u00e0 politica e un minimo di normalit\u00e0 democratica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cSono ancora malato e credo che non guarir\u00f2 mai. Per\u00f2 sono guarito per quel tanto che volevo disperatamente guarire, ossia non ho pi\u00f9 paura di scrivere\u201d dice autobiograficamente di s\u00e9 depresso lo scrittore Giuseppe Berto nel suo romanzo \u201cIl male oscuro\u201d.<br \/>\nCome per ogni malattia, non \u00e8 rimuovendone le cause che si pu\u00f2 tentare di guarire ma, all\u2019opposto, solo facendole dolorosamente emergere e riconoscendole si pu\u00f2 sperare in una possibile guarigione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Partito Democratico della provincia di Brindisi soffre da tempo di una insana mancanza di autonomia, determinata da pi\u00f9 livelli, nella scelta delle persone da \u201cpromuovere\u201d alla sua guida, salvo eccezioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ne ha trasfigurato col tempo fisionomia e caratteri essenziali, producendo un habitat di omologazione conformistica che ha spento quella vitale dialettica interna sulle \u201cvisioni\u201d e sulle \u201ccose\u201d, e l\u2019ha accesa sul protagonismo e il carrierismo. Cos\u00ec muore un partito. Ci\u00f2 che resta \u00e8 solo un inevitabile simulacro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche se nell\u2019era della mediocrazia tutto ci\u00f2 pu\u00f2 essere un \u201cmal comune\u201d del sistema politico odierno, non pu\u00f2 n\u00e9 deve essere consolatorio il \u201cmezzo gaudio\u201d di rassegnarsi al corso delle cose esistente.<\/p>\n<p>Peraltro, soprattutto negli ultimi anni, il trasformismo interno ha travolto disinvoltamente ogni coerenza politica, se pensiamo al cambio subitaneo di casacca di alcuni\/e, dopo la sconfitta referendaria, passati\/e dal renzismo pi\u00f9 renziano di Renzi al fronte antirenzista pi\u00f9 sfrenato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 autolesionistico poi non curare la vita democratica del partito, con il marchingegno politicista del \u201ctutto cambi perch\u00e9 nulla cambi\u201d, tipico dei gattopardi in odore di utili posizionamenti, e con l\u2019aggravante della non elaborazione del lutto di chi legittimamente anela da tempo di far parte della platea dei \u201cnominati\/e\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 pi\u00f9 tollerabile lasciare che un partito continui a vivere la condizione di una sordida conflittualit\u00e0 permanente e puntiforme nel territorio, la quale \u00e8 funzionale a tutte le ambiguit\u00e0 utili a quell\u2019 intenzionale e legittima eterogenesi dei fini, che forbiti eloqui di sapore neo demitiano, seppur godibili, mal celano, e lo espone persino ai tentativi di condizionamenti anche di chi se ne \u00e8 appena andato.<br \/>\nUn partito o \u00e8 una comunit\u00e0 dall\u2019idem sentire ed essere o non \u00e8.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E un partito senza organizzazione \u00e8 un non partito. Ed \u00e8 un partito improponibile alcunch\u00e9, nonostante ogni lodevole sforzo propositivo e progettuale che dai singoli possa essere avanzato o prodotto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il PD si deve dare quell\u2019organizzazione, in ogni sezione, paese per paese, della quale da troppo tempo nessuno si \u00e8 mai preoccupato. Per questo occorre una guida che si occupi esclusivamente del partito.<br \/>\nS\u00ec, occorre tornare all\u2019abc, agli elementi basilari della pedagogia politica. Ce n\u2019\u00e8 bisogno come l\u2019aria.<br \/>\nNon conosco l\u2019altro legittimo concorrente alla segreteria provinciale, e quindi non esprimo giudizi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Conosco Rosetta. E\u2019 innanzitutto una persona per bene. Inoltre la sua storia e la sua educazione politica la pongono al riparo da ogni tentativo di gettare tutto in rissa. E\u2019 una democratica che \u00e8 rimasta orgogliosamente comunista nel cuore \u2013come tanti di noi-, e come tanti di noi \u2013renziani, antirenziani, semirenziani, renziani di mezzo, o non renziani sostenitori del segretario che siano- sono come appaiono. Suscita la fiducia di chi, anche se non le si condivide, crede fermamente, ma anche laicamente (come ogni persona intellettualmente onesta), nelle sue idee.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rosetta \u00e8 fuori da ogni antico caminetto e da ogni giglio moderno. Non \u00e8 etero dirigibile. Sa riconoscere autonomamente meriti e pregi, indipendentemente dalle anagrafi e dal genere. E pu\u00f2 creare l\u2019ambiente sano, fuori dalle comode e opportunistiche appartenenze a questa o a quella componente, affinch\u00e9 cresca in serenit\u00e0 una nuova generazione di ragazze e di ragazzi che prendano per mano il partito.<br \/>\nHo partecipato con interesse, sia pur critico, al recente Convegno di Confindustria sul futuro industriale di Brindisi. Il convegno ha confermato, in un quadro necessariamente aggiornato dal prof. Federico Pirro, ci\u00f2 che sappiamo dai tempi delle analisi del CERPEM, sulla condizione e il potenziale economico di Brindisi, il cui territorio continua a godere di una invidiabile dote infrastrutturale, fondamentale per ogni sviluppo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non c\u2019era il partito. C\u2019erano i sindacati e altre rappresentanze sociali e politiche. Non c\u2019era il PD.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco, il partito deve ripartire dalle \u201ccose\u201d e non dalle persone. Gli iscritti e i futuri dirigenti provinciali e delle sezioni si devono occupare delle \u201ccose\u201d del territorio e su queste \u201ccose\u201d devono organizzare i cittadini, i lavoratori, i giovani, con proprie idee, una propria visione, i propri progetti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel ricco intervento di presentazione del proprio programma, Rosetta ha posto, fra altre cose, soprattutto il tema della riappropriazione di autonomia di questo territorio nel contesto delle politiche regionali, dalla sanit\u00e0 al ciclo dei rifiuti, dall\u2019aeroporto all\u2019energia, chiamando direttamente in causa Michele Emiliano.<br \/>\nInoltre ha illustrato il percorso di discontinuit\u00e0 con il passato, capace di far riacquisire al PD la propria utilit\u00e0 sociale, con i propri iscritti, i propri dirigenti, le proprie rappresentanze istituzionali.<br \/>\nCon quella passione, quelle \u201cragioni del cuore\u201d condivisibili, che accattivano e inducono a sostenerle.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ernesto Musio<\/strong><br \/>\n<strong> Direzione Provinciale del PD<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Partito Democratico della provincia di Brindisi ha bisogno di riacquistare un po\u2019 di serenit\u00e0 politica e un minimo di normalit\u00e0 democratica. &nbsp; \u201cSono ancora malato e credo che non guarir\u00f2 mai. 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