{"id":121831,"date":"2017-12-28T16:30:11","date_gmt":"2017-12-28T15:30:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=121831"},"modified":"2018-01-03T11:48:31","modified_gmt":"2018-01-03T10:48:31","slug":"fontana-dellimpero-occhio-al-restauro-di-guido-giampietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/fontana-dellimpero-occhio-al-restauro-di-guido-giampietro\/","title":{"rendered":"Fontana dell\u2019Impero: occhio al restauro! Di Guido Giampietro"},"content":{"rendered":"<p>La notizia potrebbe non destare molta attenzione. Si tratta del restauro della Fontana dell\u2019Impero, ma \u00e8 proprio il richiamo all\u2019\u201cImpero\u201d, quello del Ventennio, che rischia di sollevare un ennesimo polverone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non so a voi, ma a me questa fontana (anche senza acqua!) suggerisce un parallelo scenografico con quella molto pi\u00f9 gettonata della Capitale. Infatti, come a Roma, grazie a una scalinata infiorata da azalee, dalla Barcaccia di Piazza di Spagna si sale su fino a Trinit\u00e0 dei Monti, cos\u00ec da noi una non meno suggestiva scalinata porta dalla fontana fino alla piazza soprastante cui fanno da cornice l\u2019ex Convento dei carmelitani scalzi (ora Archivio di Stato) e il monumento ai Caduti realizzato dal nostro insigne scultore Edgardo Simone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un paragone irreverente? Non credo, o quantomeno non molto. Perch\u00e9 la vista che si gode dalla fontana \u00e8 tra le pi\u00f9 belle della marina. E poi ha la sua storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per questi motivi i lavori che l\u2019interesseranno assumono una particolare importanza. Visto che nel passato siamo stati maestri, in occasione di restauri e\/o pulizie di scritte (due fra tutte: l\u2019iscrizione del 1618 sulla fontana De Torres e il bassorilievo realizzato da Amerigo Tot sull\u2019ingresso del Nuovo Teatro Verdi), nel fare veri e propri disastri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Torniamo dunque alla notizia. Il Commissario prefettizio ha indetto una gara con base d\u2019asta di 101.605,24 euro per il restauro della Fontana dell\u2019Impero realizzata nel 1940 per volere della Amministrazione provinciale. Su di essa, oltre al colpo d\u2019occhio delle lastre di marmo verde che fanno da pendant alle verdi acque del porto, \u00e8 ancora leggibile la scritta: <em>Anno Domini MCMXL\/XVIII ab Italia per fasces renovata Victorio Emanuele III rege et imperatore Benito Mussolini duce Provincia f.f.<\/em>\u00bb (dove \u201cf.f.\u201d sta per <em>feliciter fecit<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il problema che ora si pone \u00e8 se, in occasione della pulitura debba essere anche \u201cpulita\u201d la scritta che riporta al periodo fascista. In effetti, da quanto si deduce dalla delibera, il restauro non ne prevede la rimozione, ma \u201csottolinea l\u2019esigenza di garantire interventi di tutela per i propri beni monumentali\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In ogni caso la questione non \u00e8 irrilevante anche alla luce dei recenti episodi marcati estrema destra verificatisi in Italia e in Europa e delle polemiche seguite alla sepoltura dei reali \u201cpiemontesi\u201d nel santuario cuneese di Vicoforte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Proprio per evitare critiche a posteriori sarebbe stato auspicabile, da parte del Commissario, un coinvolgimento della citt\u00e0, prima ancora di sottoporre il progetto al Segretariato regionale del Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo per la Puglia e al parere propedeutico della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Comunque, a prescindere dalle modalit\u00e0 seguite, si ripresenta il problema se le opere del Ventennio e i simboli ad esse associate vadano conservate o cancellate. In particolare, come nel presente caso, se debbano rimanere a imperitura memoria le dediche a Mussolini e a Vittorio Emanuele III, il re che non imped\u00ec la marcia su Roma, che autorizz\u00f2 l\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia e, soprattutto, che firm\u00f2 le leggi razziali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gi\u00e0 a Brindisi, in occasione del restauro del Monumento al Marinaio d\u2019Italia inaugurato il 4 novembre 1933 proprio dal re \u201csciaboletta\u201d, sparirono i grandi fasci che campeggiavano lungo le fiancate dell\u2019opera. Per quale motivo? Chi ne autorizz\u00f2 la rimozione? Quanti la subirono senza avere la possibilit\u00e0 di un confronto? E perch\u00e9 in altre parti del Paese le decisioni sono state diverse?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per esempio a Roma, dopo il restauro dell\u2019ex Casa della Giovent\u00f9 Italiana del Littorio (capolavoro del Razionalismo italiano firmato nel 1933 da Luigi Moretti) campeggia ancora sulla facciata lo slogan mussoliniano \u00ab<em>Necessario vincere \/pi\u00f9 necessario combattere<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E, sempre a Roma, in zona Eur, sul frontone del palazzo della Civilt\u00e0 Italiana di Giovanni Guerrini, Ernesto Bruno Lapadula e Mario Romano (pi\u00f9 conosciuto come il \u201cColosseo quadrato\u201d) si legge ancora la famosa scritta: \u00ab<em>Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori<\/em>\u00bb. Vale a dire un passaggio chiave del discorso di Mussolini del 2 ottobre 1935, quello della proclamazione della guerra all\u2019Etiopia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma anche a Bolzano, nonostante i restauri, sono rimasti i grandi fasci littori e la Vittoria sagittaria sul monumentale complesso marmoreo celebrativo della vittoria italiana nella prima guerra mondiale sull\u2019Austria-Ungheria. E nei dibattiti che si sono succeduti nel tempo, tra l\u2019altro in una regione in cui ancora forte \u00e8 il contrasto tra le comunit\u00e0 italiana e tedesca, si \u00e8 andato affermando il principio della storicizzazione dei manufatti del periodo fascista, evitandone smantellamenti e rimozioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un altro caso di conservazione dello <em>status quo<\/em> \u00e8 dato dalla stazione di Santa Maria Novella a Firenze, amata da Mussolini perch\u00e9 Margherita Sarfatti, sua Musa e amica del cuore, lo convinse che, dall\u2019alto, il complesso appariva come un fascio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E che dire che a Latina (fondata in pieno periodo fascista col nome di Littoria) non si \u00e8 mai pensato di abbattere il Palazzo Emme che, per il disegno architettonico a forma di M, si riferisce inequivocabilmente a Mussolini?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un discorso a parte merita l\u2019obelisco del Foro Italico, fulcro del progetto del \u201cForo Mussolini\u201d di Enrico Del Debbio e completato sotto la guida di Moretti. Qui la scritta \u201cMussolini Dux\u201d \u00e8 tuttora al centro di un vivace dibattito dopo che la Presidente della Camera, Laura Boldrini, l\u2019ha messa in discussione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo la cerimonia svoltasi a Montecitorio per ricordare il 70\u00b0 anniversario della Resistenza, e le doglianze di un anziano partigiano per l\u2019anacronistica permanenza di quel \u201cDux\u201d, la Boldrini cos\u00ec aveva sentenziato: \u00ab<em>Ci sono persone<\/em> <em>che si sentono colpite dalla scritta Mussolini Dux sull\u2019obelisco del Foro Italico, a volte anche offese\u2026 In Germania i simboli del nazismo non ci sono pi\u00f9. Non possiamo sottovalutare il fatto che ci sono alcune persone che hanno dedicato la loro giovinezza a liberare il loro Paese e che si sentano poco a loro agio quando passano sotto certi monumenti<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A mio parere lasciare quelle scritte, seppure testimoni di un periodo storico nefando, non vuol dire non rispettare la memoria di chi, in buona fede, ha servito la Patria e per essa \u00e8 morto. Semmai \u00e8 vero il contrario. La permanenza di quei simboli serve a tenere desta la memoria di ci\u00f2 che di terribile \u00e8 accaduto. Serve per raccontarlo ai giovani per i quali \u201cdux\u201d rimarrebbe un vocabolo latino traducibile in condottiero e i fasci littori le armi dell\u2019antica Roma portate dai littori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se questi ricordi non si \u201cvedono\u201d con gli occhi di oggi si rischia di aumentare la schiera dei negazionisti che affermano che la Shoah non \u00e8 esistita e le camere a gas riservate a milioni di ebrei sono una pura invenzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Germania la pensano diversamente, dice la Presidente. Non mi pare. La Kaiser-Wilhelm-Ged\u00e4chtniskirche (Chiesa della Memoria), da me visitata in occasione di un viaggio a Berlino, fu gravemente danneggiata in un bombardamento nel 1943. Ebbene, l\u2019edificio originario non \u00e8 stato pi\u00f9 ricostruito, ma \u00e8 stato affiancato da architetture moderne. E il contrasto tra le rovine antiche e la parte moderna \u00e8 la testimonianza degli orrori della Seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E che dire del Campo di concentramento di Auschiwitz-Birkenau, lasciato cos\u00ec come fu trovato dai russi durante la liberazione della Polonia, con la scritta \u201cArbeit macht frei\u201d (il lavoro rende liberi) posta all\u2019ingresso del lager? La memoria di quell\u2019obbrobrio \u00e8 un monito per le nuove generazioni. E per sottolinearne l\u2019importanza, quel luogo di morte, nel 1979, \u00e8 divenuto patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 dell\u2019UNESCO.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma la distruzione \u201cfisica\u201d del passato, di qualunque passato, comporta anche un delitto nei confronti delle arti. Nulla pu\u00f2 giustificare l\u2019abbattimento di edifici, sculture e pitture che hanno la colpa di rappresentare un dato momento storico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per rimanere nell\u2019ambito del periodo fascista lo storico Vittorio Vidotto cos\u00ec si esprime: \u00ab<em>Cancellare le tracce urbanistiche del fascismo? Non ha alcun senso. Ormai vanno, anzi, conservate e restaurate come elementi importanti della nostra storia. In pura teoria, dovremmo distruggere autentici capolavori architettonici, monumentali, persino musivi: penso agli splendidi mosaici proprio del Foro Italico, oggi devastati dagli skateboard<\/em>\u00bb<em>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche la Fontana dell\u2019Impero \u00e8 un bell\u2019esempio del Razionalismo italiano tornato prepotentemente di moda. Ma, soprattutto, \u00e8 la testimonianza di quel particolare momento che nella sua drammaticit\u00e0 (ma anche nelle cose buone) ha vissuto la nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>N\u00e9 \u00e8 a dire che abbiamo bisogno di cancellare la nostra memoria, perch\u00e9 talvolta la \u201c<em>damnatio memoriae<\/em>\u201d finisce per diventare un elemento di debolezza e non di forza da parte di chi la esercita. Possiamo stare pi\u00f9 che tranquilli che non ci saranno sbandate nell\u2019ultra destra perch\u00e9 i principi della lotta antifascista sono scritti nella nostra Costituzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cancellare la scritta dalla Fontana dell\u2019Impero creerebbe solo imbarazzo nel momento in cui dovessimo spiegare questo errore ai nostri figli.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Guido Giampietro<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notizia potrebbe non destare molta attenzione. Si tratta del restauro della Fontana dell\u2019Impero, ma \u00e8 proprio il richiamo all\u2019\u201cImpero\u201d, quello del Ventennio, che rischia di sollevare un ennesimo polverone. &nbsp; Non so a voi, ma a me questa fontana (anche senza acqua!) suggerisce un parallelo scenografico con quella molto pi\u00f9 gettonata della Capitale. Infatti, come a Roma, grazie a una scalinata infiorata da azalee, dalla Barcaccia di Piazza di Spagna si sale su fino a Trinit\u00e0 dei Monti, cos\u00ec da noi una non meno suggestiva scalinata porta dalla fontana fino alla piazza soprastante cui fanno da cornice l\u2019ex Convento dei carmelitani scalzi (ora Archivio di Stato) e il monumento ai Caduti realizzato dal nostro insigne scultore Edgardo Simone. &nbsp; Un paragone irreverente? Non credo, o quantomeno non molto. Perch\u00e9 la vista che si gode dalla fontana \u00e8 tra le pi\u00f9 belle della marina. 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