{"id":121952,"date":"2018-01-01T17:52:59","date_gmt":"2018-01-01T16:52:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=121952"},"modified":"2018-01-02T14:28:09","modified_gmt":"2018-01-02T13:28:09","slug":"i-movimenti-vicini-al-notaio-errico-favorevoli-allaccordo-con-bbc-pd-e-liberi-e-uguali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/i-movimenti-vicini-al-notaio-errico-favorevoli-allaccordo-con-bbc-pd-e-liberi-e-uguali\/","title":{"rendered":"I movimenti vicini al notaio Errico favorevoli all&#8217;accordo con BBC, PD e Liberi e Uguali"},"content":{"rendered":"<p>Le aggregazioni sorte intorno a Michele Errico: \u201cMovimento civico Brindisi virtuosa\u201d e movimento \u201cBrindisi zero\u201d, nonch\u00e9 Socialdem Brindisi hanno, con questo documento congiunto voluto rendere pubbliche le loro determinazioni in relazioni alle scelte politiche ed amministrative che i cittadini di Brindisi sono chiamati a fare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La citt\u00e0 oggi risente gli effetti negativi della profonda crisi strutturale direttamente connessa con il definitivo esaurimento dei tempi organizzati intorno al processo di sviluppo economico degli anni 60.<br \/>\nA tutti sono noti i pesanti condizionamenti provocati dalla esistenza di quelle politiche industriali che, pur innescando processi di produzione di ricchezza, hanno di fatto realizzato una corsa con meta finale il livellamento verso il basso della qualit\u00e0 della vita in termini sociali ed ambientali, causando la scomparsa delle unit\u00e0 produttive tradizionali e condizionando pesantemente la formazione democratica della volont\u00e0 popolare.<\/p>\n<p>Lo scoppio del P2T, l\u20198 dicembre del 1977 segna una svolta epocale nell\u2019economia brindisina, il ridimensionamento dell\u2019impianto e la conseguente crisi dell\u2019indotto sono il segnale della fine di un epoca. La Cattedrale nel deserto, come molti ironicamente la definivano, bruciava ed entrava in crisi un modello ed un impianto che nei momenti di massima espansione aveva dato lavoro, pi\u00f9 tardi scoprimmo drammaticamente anche malattia e morte, ad oltre 7.500 famiglie<br \/>\nAvremmo dovuto comprendere gi\u00e0 da allora che la sorte dei grandi impianti altamente inquinanti era segnata, ma nel 1982 a causa della cassa integrazione ancora in atto per la Montedison il comune di Brindisi e la regione puglia approvano il progetto di costruzione di una centrale a carbone nonostante la presenza gi\u00e0 di una centrale ad olio combustibile, Brindisi nord, prossima ad essere riconvertita a carbone e solo il referendum antinucleare salv\u00f2 la citt\u00e0 da una centrale nucleare. Il resto \u00e8 storia recente con gli operai usati come arieti in forza del ricatto occupazionale ed una classe dirigente asservita ai voleri dei poteri forti, quasi fossimo una colonia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quello che succede a Brindisi cos\u00ec come nel resto del mondo, \u00e8 che l&#8217;economia fossile della seconda rivoluzione industriale che ha ispirato le scelte di pianificazione economica degli anni 50 e 60, \u00e8 oggi entrata definitivamente in crisi. Si tratta di una crisi irreversibile, che lascia sul territorio desolazione, inquinamento e disoccupazione. Altrettanto succede al \u201cpensiero fossile\u201d quello che non riesce a far vedere un futuro diverso da quello a cui il petrolchimico e il carbone sembrano aver condannato la citt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma a ben altro \u00e8 stata predestinata Brindisi dalla sua storia e dalla sua cultura, oltre che dalla sua posizione geografica. Significativamente, uno dei momenti pi\u00f9 alti del risveglio delle coscienze avviene quando un governo sempre troppo legato all&#8217;economia fossile cerca di autorizzare un impianto di rigassificazione del Gas Naturale Liquefatto della British Gas. I cittadini scendono in piazza contro la logica del tanto peggio, dello scempio su scempio, del colpo di grazia a una citt\u00e0 ferita.<br \/>\nE l&#8217;Europa da ragione a chi contestava questo scellerato progetto che avrebbe definitivamente sottratto il porto e la citt\u00e0 ad attivit\u00e0 turistiche e culturali, condannandolo ad una devastazione industriale e una cementificazione che avrebbe precluso qualsiasi scelta verso modelli di sviluppo pi\u00f9 conformi all&#8217;identit\u00e0 culturale e alla vocazione storica di Brindisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma il pericolo di una imposizione della logica del tanto peggio a Brindisi, non \u00e8 affatto scongiurato, mentre i suoi fautori non si riposano mai e ritornano alla carica con sempre nuove idee impattanti sull&#8217;ambiente e la salute dei cittadini (che hanno gi\u00e0 pagato prezzi altissimi come dimostrano anche le recenti condanne nel processo contro l&#8217;ENEL), i sostenitori del modello a vocazione storica, culturale, turistica e naturalistica sono divisi, distratti, forse scoraggiati. Ecco per esempio che qualcuno minaccia di far approdare a Brindisi il gasdotto TAP, aggiungendo impianti su impianti, rischi su rischi, inquinamento su inquinamento, stesse considerazioni che riteniamo imprescindibili anche per il paventato progetto di A2A riguardo alla vecchia centrale di Brindisi nord<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eppure tutto pu\u00f2 ancora succedere. Tutto deve ancora accadere. Il destino non \u00e8 segnato. Si pu\u00f2 andare verso un futuro digitale, culturalmente elevato, rispettoso della natura e dell&#8217;ambiente, o rimanere in un passato fossile fatto di disperazione, disoccupazione, inquinamento e povert\u00e0.<br \/>\nE&#8217; necessario dare coraggio a una citt\u00e0 ferita e disorientata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per farlo bisogna capitalizzare sulle risorse umane, formandole ai mestieri del futuro, ma anche offrendo loro la consapevolezza che solo lo studio approfondito della propria storia e delle proprie origini possono fornire<br \/>\nLa rinascita di Brindisi comincia dalla cultura dei propri cittadini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Simbolicamente la citt\u00e0 che ha pagato il prezzo pi\u00f9 alto all&#8217;economia fossile pu\u00f2 diventare quella in cui si studia e si formano giovani per la nuova economia solare, circolare, empatica, digitale e condivisa. A patto di riuscire a trovare la volont\u00e0, le competenze e i luoghi per queste attivit\u00e0 formative e di studio verso la cultura del riscatto e della rinascita.<br \/>\nAttivit\u00e0 formative che partendo dallo studio della storia e delle migliori tecniche di disseminazione e comunicazione, ri-orientino le attivit\u00e0 economiche della citt\u00e0, dalla seconda alla terza rivoluzione industriale. Dalla dipendenza di scelte pensate e partorite lontano dai bisogni reali del territorio alla consapevolezza che si pu\u00f2 costruire il proprio futuro e soprattutto quello delle prossime generazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi ha bisogno di una fase costituente dove non si discuta del colore delle magliette o del numero dei consensi che questo o quel consigliere possono portare alla lista ma delle idee, dei progetti, delle scelte che la citt\u00e0 deve fare almeno per i prossimi 20 anni, dove chi ha veramente a cure gli interessi della citt\u00e0 abbia la forza e la determinazione di poter portare il proprio contributo,che consenta finalmente alla citt\u00e0 di rompere con il recente passato in maniera definitiva.<br \/>\nGi\u00e0 dal 4 novembre con la manifestazione organizzata su territorio zero avevamo espresso pienamente il nostro pensiero che ritroviamo oggi nella parole e nei documenti di Liberi Uguali, Brindisi bene Comune e del Pd brindisino. Da questo bisogna partire per costruire un centro\/sinistra che faccia di questi valori e della tutela della capacit\u00e0 di intrapresa del cittadino quale elemento fondamentale dello sviluppo della comunit\u00e0 punti programmatici fondamentali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Siamo ad un bivio fondamentale,da un lato un lento e progressivo decadimento,e la fuga dalla citt\u00e0 delle migliori energie giovanili rappresenta un dato avvilente,dall\u2019altro la necessit\u00e0 di anticipare i tempi guardare lontano per non farci trovare impreparati di fronte alle tante opportunit\u00e0 che si stanno sviluppando in questo momento, dalla terza rivoluzione industriale, alla via della seta, alle opportunit\u00e0 che le nuove zone economiche speciali riservano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si impone, perci\u00f2, a tutte le persone di buona volont\u00e0 di trovare il coraggio di affrontare e vincere le nuove sfide della modernit\u00e0 ed il diffuso senso di sfiducia che ha portato alla scarsa partecipazione dei cittadini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I suddetti \u201c Movimenti\u201d ed i Socialdem Brindisi hanno valutato con molto interesse gli intenti espressi dalle varie componenti del centrosinistra e la coraggiosa discontinuit\u00e0 con la quale si presenta il Pd brindisino con in suo segretario provinciale Rosetta Fusco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E su tale discontinuit\u00e0 fondata sull\u2019autonomia decisionale dei livelli di partecipazione popolare brindisina e sulla difesa dei valori espressi dall\u2019art.3 della Costituzione Italiana portati dall\u2019umanesimo liberale, cristiano e sociale, si riporta la seria e maturata partecipazione delle suddette associazioni politiche alle forme costituenti l\u2019aggregazione del centrosinistra brindisino per realizzare il legante necessario dell\u2019uguaglianza delle opportunit\u00e0 conseguente al diritto di libert\u00e0 individuale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong> Damiano Mevoli ( presidente Movimento civico Brindisi virtuosa)<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> Raffaele Mauro (coordinatore provinciale S &amp;D Brindisi)<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> Angelo Consoli (responsabile Brindisi zero)<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le aggregazioni sorte intorno a Michele Errico: \u201cMovimento civico Brindisi virtuosa\u201d e movimento \u201cBrindisi zero\u201d, nonch\u00e9 Socialdem Brindisi hanno, con questo documento congiunto voluto rendere pubbliche le loro determinazioni in relazioni alle scelte politiche ed amministrative che i cittadini di Brindisi sono chiamati a fare. &nbsp; La citt\u00e0 oggi risente gli effetti negativi della profonda crisi strutturale direttamente connessa con il definitivo esaurimento dei tempi organizzati intorno al processo di sviluppo economico degli anni 60. A tutti sono noti i pesanti condizionamenti provocati dalla esistenza di quelle politiche industriali che, pur innescando processi di produzione di ricchezza, hanno di fatto realizzato una corsa con meta finale il livellamento verso il basso della qualit\u00e0 della vita in termini sociali ed ambientali, causando la scomparsa delle unit\u00e0 produttive tradizionali e condizionando pesantemente la formazione democratica della volont\u00e0 popolare. Lo scoppio del P2T, l\u20198 dicembre del 1977 segna una svolta epocale nell\u2019economia brindisina, il ridimensionamento dell\u2019impianto e la conseguente crisi dell\u2019indotto sono il segnale della fine di un epoca. 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