{"id":122330,"date":"2018-01-06T21:27:44","date_gmt":"2018-01-06T20:27:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=122330"},"modified":"2018-01-07T00:43:22","modified_gmt":"2018-01-06T23:43:22","slug":"cgil-cisl-uil-provincia-di-brindisi-sistema-sanitario-da-terzo-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/cgil-cisl-uil-provincia-di-brindisi-sistema-sanitario-da-terzo-mondo\/","title":{"rendered":"Cgil, Cisl, Uil: &#8220;Provincia di Brindisi: sistema sanitario da terzo mondo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>&#8220;Provincia di Brindisi: sistema sanitario da terzo mondo. Il Fenomeno delle extralocazioni&#8221; \u00e8 all&#8217;oggetto di una lettera aperta inviata dai Segretari Generali di Cgil, Cisl e Uil al Direttore Generale ASL BR, al Direttore Medico F.F. P.O. \u201cPerrino\u201d Brindisi e, per conoscenza, al Presidente della Regione Puglia.<\/em><\/p>\n<p><em>Di seguito il testo del documento:<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La sanit\u00e0 della Provincia di Brindisi negli ultimi tempi ha subito un forte regresso, ad un punto tale da mostrare quotidianamente le mancanze di un sistema che si sta sgretolando, rischiando di non poter pi\u00f9 garantire i Livelli Essenziali di Assistenza. Senza considerare che le lunghe liste d\u2019attesa presenti in provincia sono quanto di pi\u00f9 contrario al pensiero di una buona sanit\u00e0. Allo stato solo chi pu\u00f2 permettersi l\u2019accesso sanitario in intramoenia, ovvero a pagamento, pu\u00f2 sperare in un intervento tempestivo, con la conseguenza di sempre e pi\u00f9 diffusi fenomeni di autoesclusione per coloro che non possono permettersi il pagamento privato sanitario. Tuttavia l\u2019espressione pi\u00f9 eclatante di questo stato di crisi del sistema sanitario si evidenzia in particolar modo nell\u2019ospedale \u201cPerrino\u201d di Brindisi che \u00e8 letteralmente travolto da un iperafflusso di utenti, a causa della chiusura dei reparti di ricovero degli ospedali di Mesagne, Fasano e San Pietro Vernotico, che ha acuito la rilevante e inammissibile carenza di posti letto disponibili.<\/p>\n<p>Non solo il Piano di Riordino ospedaliero penalizza fortemente il nostro territorio con una media del 2,7 pp.ll. ogni 1000 abitanti contro una media regionale del 3,4 e, oltretutto, ben al di sotto del 3,7 previsto dal D.M. 70 , ma il managment aziendale si sta inopinatamente avventurando solo a dismettere strutture senza avviare le previste attivazioni.<br \/>\nFacendo un calcolo tra i pp.ll. letto dismessi e quelli non ancora attivati si registra un ulteriore taglio di circa 150 pp.ll., abbassando il rapporto pp.ll.\/abitanti dal previsto 2,7 al 2,1.<br \/>\nInoltre, la riconversione degli ospedali dismessi e la riorganizzazione dell\u2019attivit\u00e0 territoriale di fatto non \u00e8 avvenuta e si \u00e8 solo proceduto a tagliare i nastri per inaugurare il nulla ( ancora si aspettano le attivazioni degli ospedali di comunit\u00e0).<\/p>\n<p>Dunque, le conseguenze di ci\u00f2 si sono scaricate sul pronto soccorso del predetto ospedale, sempre pi\u00f9 congestionato, in cui le attese dei pazienti vanno oltre quello che il buon senso suggerisce, e complessivamente sulla medesima struttura provinciale di riferimento che, non avendo sufficiente disponibilit\u00e0 di pp.ll. per i ricoveri in alcuni reparti, i preposti medici sono costretti a ricorrere al fenomeno delle extra \u2013 locazioni, ovvero pazienti internistici \u201clato sensu\u201d dislocati su diversi piani con sostanziale impossibilit\u00e0 ad essere raggiunti tempestivamente, in caso di urgenza \u2013 emergenza dall\u2019internista di turno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pensiamo ad una reazione anafilattica o ad una qualunque reazione avversa a farmaco, ad esempio. Esiste una circolare del Ministero che, in caso di somministrazione di emoderivati, deve esserci un medico in grado di intervenire tempestivamente. La dislocazione su piani diversi dei pazienti in carica ad un geriatra o internista impedisce questo tipo di assistenza, in qualsiasi turno, ma a maggior ragione di notte e nei festivi, quando subentra la guardia interdivisionale: nella giornata del 3 gennaio u.s. la stessa aveva in carico 88 pazienti geriatrici; 49 internistici e 16 del reparto infettivi (che spesso includono anche bambini che non sono di competenza geriatrica o internistica ma ricadono ugualmente nella guardi interdivisionale). In sostanza, un solo medico disponibile per circa 160 pazienti (una<br \/>\nsituazione da terzo mondo).<br \/>\nNaturalmente la dislocazione non pone problemi solo in emergenza ma anche nel cronico: a quanti minuti di attenzione medica ha diritto un ricoverato in un giorno?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Facendo un calcolo approssimativo, per eccesso, con 90 pazienti un medico pu\u00f2 dedicare 16 minuti nelle 24 ore ad ognuno di essi.<br \/>\nEd ancora, pensiamo ad un paziente affetto da polmonite o con piaga da decupito o con Klebsiella ricoverato nella stessa stanza di un paziente operato e, quindi, con sistema immunitario ridotto: rischiano la vita entrambi.<\/p>\n<p>Ebbene si: i pazienti vengono dislocati in reparti chirurgici (solo la U.O.C. di ortopedia conta la presenza di circa 14 pazienti geriatrici extra locati ). Quegli stessi reparti che non potendo ricoverare i loro pazienti sono costretti ad allungare le liste d\u2019attesa magari anche per pazienti oncologici. Quegli stessi reparti che di notte e nei festivi non hanno medico perch\u00e9 sono reperibili, ma solo per urgenze di sala operatoria.<br \/>\nIl fenomeno denunciato \u00e8 di dimensioni importanti: nella solo giornata del 3 gennaio u.s., come spesso avviene, nella U.O.C. di geriatria, a fronte di 30 pp.ll. ufficiali (pi\u00f9 3 per isolamento pazienti positivi per Klebsiella ) erano ricoverati 88 pazienti di cui 53 extralocati; nella U.O.C. di Medicina interna, a fronte dei 31 pp.ll. previsti (quelli previsti per isolamento pazienti positivi alla Klebsiella sono stati aboliti per il soverchiante numero di extra locati ), sempre nella medesima giornata, come prassi, erano ricoverati 49 pazienti di cui 18 extralocati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quanto denunciato merita certamente un rapido cambio di rotta, per ripensare l\u2019attuale politica gestionale dimostratasi fallimentare.<br \/>\n\u00c8 finito il tempo delle riunioni di facciata che si concludono con i \u201cpoi vedremo\u201d.<br \/>\nLe OO.SS. hanno atteso anche troppo, aperto grandi linee di fiducia, prestato attenzione, ma nulla \u00e8 mutato se non in peggio. Non si pu\u00f2 far finta di nulla, in quanto una cosa sono le relazioni sindacali e la concertazione ( vera o presunta ?), che ha richiesto tempi troppi lunghi e senza risultati tangibili, un\u2019altra \u00e8 correre il rischio di divenire corresponsabili di questo vero e proprio attentato alla salute dei<br \/>\nCittadini\/utenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Distinti saluti.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>Il Segretario Generale CGIL Antonio Macchia<br \/>\nIl Segr Generale CISL Antonio Castellucci<br \/>\nIl Segretario Generale UIL Tonino Licchello<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Provincia di Brindisi: sistema sanitario da terzo mondo. Il Fenomeno delle extralocazioni&#8221; \u00e8 all&#8217;oggetto di una lettera aperta inviata dai Segretari Generali di Cgil, Cisl e Uil al Direttore Generale ASL BR, al Direttore Medico F.F. P.O. \u201cPerrino\u201d Brindisi e, per conoscenza, al Presidente della Regione Puglia. Di seguito il testo del documento: &nbsp; La sanit\u00e0 della Provincia di Brindisi negli ultimi tempi ha subito un forte regresso, ad un punto tale da mostrare quotidianamente le mancanze di un sistema che si sta sgretolando, rischiando di non poter pi\u00f9 garantire i Livelli Essenziali di Assistenza. Senza considerare che le lunghe liste d\u2019attesa presenti in provincia sono quanto di pi\u00f9 contrario al pensiero di una buona sanit\u00e0. Allo stato solo chi pu\u00f2 permettersi l\u2019accesso sanitario in intramoenia, ovvero a pagamento, pu\u00f2 sperare in un intervento tempestivo, con la conseguenza di sempre e pi\u00f9 diffusi fenomeni di autoesclusione per coloro che non possono permettersi il pagamento privato sanitario. 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