{"id":123705,"date":"2018-01-25T23:37:49","date_gmt":"2018-01-25T22:37:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=123705"},"modified":"2018-01-30T13:06:11","modified_gmt":"2018-01-30T12:06:11","slug":"la-baguette-la-frisa-e-lunesco-di-guido-giampietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/la-baguette-la-frisa-e-lunesco-di-guido-giampietro\/","title":{"rendered":"La baguette, la frisa\u2026 e l\u2019Unesco. Di Guido Giampietro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/baguette-francia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-123706\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/baguette-francia-300x212.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/baguette-francia-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/baguette-francia.jpg 610w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Come scriveva Boccaccio nel Decamerone, \u201cla sola miseria \u00e8 senza invidia nelle cose presenti\u201d. E sicuramente la proposta di conferire prestigio alla baguette nazionale \u00e8 stata dettata dall\u2019invidia. Il motivo? Il recente inserimento della pizza napoletana nel patrimonio mondiale dell\u2019Unesco.<\/p>\n<p>Infatti \u00e8 successo che alcuni giorni fa, all\u2019Eliseo, i panettieri maestri dell\u2019arte del famoso filone di pane francese, in occasione della consegna della tradizionale \u201cgalette des rois\u201d, un dolce tipico dell\u2019Epifania, hanno girato a Macron il suggerimento del presidente della Confederazione nazionale della panetteria-pasticceria francese, Dominique Anract, di conferire anche alla baguette questo riconoscimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abLa baguette \u2013 ha declamato Anract \u2013 \u00e8 un prodotto meraviglioso fatto di farina, acqua, sale e lievito. E, come la torre Eiffel, \u00e8 uno dei principali simboli della Francia. Dovr\u00e0 dunque avere il suo giusto posto tra i beni tutelati dall\u2019Unesco\u00bb.<br \/>\nE il presidente Macron \u2013 c\u2019era d\u2019aspettarselo \u2013 ha concordato. \u00abConosco i nostri panettieri. \u2013 ha detto \u2013 Hanno visto che i napoletani sono riusciti a fare entrare la loro pizza nel patrimonio mondiale dell\u2019Unesco e si sono detti: perch\u00e9 non la baguette? E hanno ragione! La Francia \u00e8 un paese di eccellenze nell\u2019arte della panificazione, perch\u00e9 la baguette \u00e8 invidiata in tutto il mondo e devono esserne preservati l\u2019eccellenza e il know-how necessari a realizzarla. Per questo dovrebbe essere inclusa nel patrimonio dell\u2019umanit\u00e0: non si tratta semplicemente di scrivere il suo nome nel registro, ma di tutelare gli ingredienti, il know-how e l\u2019abilit\u00e0 delle mani dei fornai\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/pao-de-queijo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-123707 alignright\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/pao-de-queijo-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/pao-de-queijo-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/pao-de-queijo-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/pao-de-queijo-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/pao-de-queijo.jpg 1348w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ma quale patrimonio dell\u2019umanit\u00e0\u2019, Monsieur le Pr\u00e9sident. La baguette \u00e8 semplicemente un tipo di pane. P-a-n-e! Come al mondo ce n\u2019\u00e8 tanto, fatto sempre con farina (integrale o di farro, segale, soia\u2026), acqua, sale e lievito. E in un milione di forme e pesi diversi. Avez-vous compris?<br \/>\nC\u2019\u00e8 il pane Naan (India), l\u2019azzimo (Israele), il pane arabo, il p\u00e3o de queijo (Brasile), il bammy (Giamaica), il baurnbrot (Germania), il lefse (Norvegia), l\u2019arepas (Venezuela),il Dark Rye bread (Finlandia), il curry bread (Giappone), l\u2019himbasha (Eritrea), il pane cubano\u2026 Per non parlare dei tipi italiani: il carasau (Sardegna), la coppia (Ferrara), il pane di Altamura, quello di Matera, quello di zucca (emiliano\/lombardo)\u2026 Monsieur le Pr\u00e9sident, est-ce suffisant?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I patrimoni orali e immateriali dell\u2019umanit\u00e0 sono espressione delle antiche tradizioni culturali che spesso non hanno nemmeno una codificazione scritta. Per evitarne la scomparsa vengono inseriti dall\u2019Unesco in un apposito elenco, alla pari dei siti che, al contrario, rappresentano cose tangibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E allora, cosa c\u2019entra con tutto questo la baguette? Cosa ha da spartire questo pane dalla forma allungata con l\u2019antichissima tradizione della panificazione? \u00c8 questa che semmai dovrebbe essere tramandata ai posteri e magari agli alieni che giungeranno sulla terra quando avremo finito di distruggerla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019invenzione della panificazione che andrebbe salvaguardata. E questa non appartiene ai cugini francesi, ma agli Egizi di tremila e rotti anni fa. Infatti furono essi, grazie alla scoperta della lievitazione naturale, i primi veri panettieri. Furono essi ad accorgersi che, lasciando l\u2019impasto a riposo, il pane era pi\u00f9 soffice e buono da mangiare. \u00c8 dunque a questa scoperta del popolo egizio (il popolo che, secondo lo storico Erodoto, fece ogni cosa in modo diverso dai comuni mortali) che spetterebbe l\u2019inserimento nell\u2019elenco dei patrimoni immateriali dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/frisella.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-123708\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/frisella-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/frisella-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/frisella.jpg 550w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Perch\u00e9, se proprio si dovesse portare avanti la proposta baguette, allora ci sarebbe da avanzare prioritariamente quella della \u201cnostra\u201d frisa!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La frisa (frisella o friseddha) deriva etimologicamente dal latino \u201cfrendere\u201d, ovvero macinare, ridurre in pezzi piccoli cos\u00ec come accade dopo averla bagnata. Ne si fanno risalire le origini al periodo dei Crociati (donde il nome di pane dei Crociati) che partivano da Brindisi e Otranto per la Terra Santa all\u2019inizio del primo millennio. La scelta era dettata dalla necessit\u00e0 di un approvvigionamento di cibo che non deperisse velocemente. Ma anche dalla particolarit\u00e0 della forma che veniva incontro alle esigenze del trasporto grazie all\u2019infilata nel foro centrale di una cordicella che teneva unite le frise a mo\u2019 di collana.<br \/>\nCome noi pugliesi ben sappiamo si tratta di pane secco (disidratato) fatto con grano duro ottenuto attraverso una doppia cottura. Per gustarla si deve immergere dapprima in acqua fredda e poi condirla con olio di oliva, sale, origano e pomodorini (ma anche con peperoni, fagioli, cetrioli\u2026).<br \/>\nMeglio ancora della (rapida) immersione nell\u2019acqua dolce c\u2019\u00e8 quella nell\u2019acqua di mare. E qui la frisa raggiunge vette che per la baguette sono inimmaginabili. Per questa loro prerogativa le frise (i \u201cpiscuetti\u201d, nella parlata brindisina), nel passato, sono state l\u2019alimento tipico dei pescatori che le inzuppavano direttamente in mare.<br \/>\nPurtroppo una pratica che le attuali condizioni del nostro mare non consente pi\u00f9. Una delizia che ho sperimentato quando, fino a una decina di anni fa, navigando a vela nel bel mezzo del Canale d\u2019Otranto, si tirava a bordo un secchiello d\u2019acqua marina nel quale, con la stessa delicatezza usata per le madeleine di proustiana memoria, s\u2019immergevano le frise. Al sapore del sale marino bastava aggiungere il sole dei pomodori e le lacrime degli ulivi. E la migliore colazione del mondo era bella e pronta!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Monsieur le Pr\u00e9sident, se proprio ci tiene ad aggiungere all\u2019elenco dell\u2019Unesco un\u2019altra specialit\u00e0 francese mi permetto di suggerirle il motto non solo della sua Repubblica ma del mondo intero: Libert\u00e9, \u00c9galit\u00e9, Fraternit\u00e9.<br \/>\nE lasci a noi italiani il primato della pizza (ed eventualmente della frisa\u2026).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Guido Giampietro<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come scriveva Boccaccio nel Decamerone, \u201cla sola miseria \u00e8 senza invidia nelle cose presenti\u201d. E sicuramente la proposta di conferire prestigio alla baguette nazionale \u00e8 stata dettata dall\u2019invidia. Il motivo? Il recente inserimento della pizza napoletana nel patrimonio mondiale dell\u2019Unesco. Infatti \u00e8 successo che alcuni giorni fa, all\u2019Eliseo, i panettieri maestri dell\u2019arte del famoso filone di pane francese, in occasione della consegna della tradizionale \u201cgalette des rois\u201d, un dolce tipico dell\u2019Epifania, hanno girato a Macron il suggerimento del presidente della Confederazione nazionale della panetteria-pasticceria francese, Dominique Anract, di conferire anche alla baguette questo riconoscimento. &nbsp; \u00abLa baguette \u2013 ha declamato Anract \u2013 \u00e8 un prodotto meraviglioso fatto di farina, acqua, sale e lievito. E, come la torre Eiffel, \u00e8 uno dei principali simboli della Francia. Dovr\u00e0 dunque avere il suo giusto posto tra i beni tutelati dall\u2019Unesco\u00bb. 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