{"id":123995,"date":"2018-01-29T17:11:54","date_gmt":"2018-01-29T16:11:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=123995"},"modified":"2018-01-30T10:32:06","modified_gmt":"2018-01-30T09:32:06","slug":"liste-di-attesa-e-libera-professione-un-vecchi-nodo-da-sciogliere-di-maurizio-portaluri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/liste-di-attesa-e-libera-professione-un-vecchi-nodo-da-sciogliere-di-maurizio-portaluri\/","title":{"rendered":"Liste di attesa e libera professione: un vecchi nodo da sciogliere. Di Maurizio Portaluri"},"content":{"rendered":"<p>La proposta di legge regionale recentemente presentata dal consigliere pugliese del PD Fabriano Amati, che prevede la sospensione della libera professione intramoenia in caso di un diversit\u00e0 di tempi di attesa nella lista delle visite e delle prestazioni erogate con richiesta del medico curante e nella lista delle visite e delle prestazioni erogate dagli stessi medici pubblici in regime privato, ha riacceso un dibattito inveterato su un istituto singolare (almeno in Europa) che permette ai medici pubblici di fornire assistenza sanitaria a vantaggio del medesimo paziente sia a carico dell&#8217;erario che a carico del singolo cittadino. In questo dibattito si rileggono le consuete posizioni a favore e contro. Quelle dei sindacati dei medici ospedalieri e di alcuni Ordini dei Medici che attribuiscono alla carenza di personale tutta la responsabilit\u00e0 dei lunghi tempi di attesa, quelle delle organizzazioni dei cittadini che invece rimarcano la illogicit\u00e0 dell&#8217;istituto della libera professione nel servizio sanitario pubblico. Le norme esistono ma non vengono applicate cos\u00ec come restano le contraddizioni che non vengono sanate dal legislatore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La questione non \u00e8 nuova neppure per la politica e neppure in Puglia. In occasione della prima giornata nazionale contro la corruzione in sanit\u00e0, svoltasi 6 aprile 2016, il presidente della Autorit\u00e0 Nazionale Anti Corruzione, Raffaele Cantone, indic\u00f2 nelle liste di attesa uno degli snodi problematici della corruzione in questo settore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel gennaio 2017 il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, attribu\u00ec una notevole responsabilit\u00e0 all\u2019attivit\u00e0 libero professionale che i medici pubblici possono svolgere nei riguardi dei pazienti paganti in proprio e ne propose l&#8217;abolizione, ma non sappiamo se diede seguito alla promessa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Regione Toscana non era nuova per iniziative su questo tema. Quando Rossi era assessore alla sanit\u00e0 aveva resistito con successo dinanzi alla Corte Costituzionale contro la riforma alla legge Bindi operata dal Governo Berlusconi che permetteva l\u2019attribuzione di incarichi dirigenziali a medici che scegliessero l\u2019extramoenia, ripristinando cos\u00ec la precedente norma che la vietava. Si tratta di una norma, quella toscana, che dovrebbe essere estesa a tutto il territorio nazionale e reintrodotta anche in Puglia. Inoltre nel 2009, sempre in Toscana, si decideva di abolire la doppia lista per gli interventi chirurgici, quella dei paganti in proprio e quella a carico del pubblico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo la sortita del Presidente Rossi Cittadinanzattiva, storica associazione a tutela dei diritti del malato da sempre critica nei riguardi dell\u2019ALPI, riprendeva il tema e proponeva 4 interventi: \u201capprovazione di una norma nazionale che preveda l\u2019obbligo di sospensione automatica dell\u2019attivit\u00e0 intramoenia, da parte di regioni e ASL, quando i suoi tempi di attesa prospettati ai cittadini siano inferiori a quelli del canale istituzionale; verifica costante del rispetto sostanziale della normativa che gi\u00e0 regola abbondantemente l\u2019intramoenia come la legge 120 del 2007, ancora troppo disattesa; approvazione di un nuovo Piano Nazionale per il governo dei tempi di attesa, scaduto ormai da oltre 3 anni, prendendo a riferimento la buona pratica della Regione Emilia Romagna con il suo Piano regionale sulle liste di attesa; l\u2019implementazione sostanziale delle raccomandazioni ANAC e verifica periodica.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Puglia nel 2016 anche il M5S present\u00f2 una mozione in consiglio regionale per chiedere alla Giunta regionale di schierarsi contro l\u2019ALPI.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In realt\u00e0 le normative gi\u00e0 vigenti prevedono controlli e verifiche ma \u00e8 necessario chiedersi se vengono svolti. Il regolamento dell\u2019Emilia Romagna a riguardo prevede sin dal 2013 che \u201cl\u2019Azienda (sanitaria, ndr), in presenza di lunghi tempi di attesa, ovvero oltre gli standard previsti dalla normativa regionale vigente, ridefinisce i volumi concordati di attivit\u00e0 libero professionale fino al ristabilimento del diritto di accesso alle prestazioni nei tempi massimi previsti per l\u2019attivit\u00e0 istituzionale. Il perdurare di lunghi tempi di attesa e il mancato rispetto dei volumi e delle modalit\u00e0 di erogazione concordati comportano, per i dirigenti\/\u00e9quipe coinvolti, la sospensione dell\u2019attivit\u00e0 libero professionale fino al rientro dei tempi nei valori standard fissati, che costituiscono un diritto del cittadino. Anche in presenza di liste d\u2019attesa compatibili con la normativa vigente, devono essere garantiti i sistemi di monitoraggio dei volumi di attivit\u00e0 in modo da assicurare che, complessivamente intesa, per unit\u00e0 operativa o specialit\u00e0, l\u2019attivit\u00e0 istituzionale sia comunque prevalente rispetto a quella libero professionale.\u201c E una recente trasmissione televisiva, Petrolio, del 13 gennaio scorso ha mostrato come lo strumento, insieme ad un piano di assunzioni, permette contenere i tempi di attesa nei limiti di legge..<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Regione Puglia l\u201911 febbraio 2016 ha emanato un regolamento sulla questione, il quale tra l\u2019altro prevede quanto la legge 120\/2007 aveva gi\u00e0 indicato: \u201cgarantire l\u2019allineamento dei tempi di erogazione delle prestazioni nell\u2019ambito dell\u2019attivit\u00e0 istituzionale ai tempi medi di quelle rese in regime di ALPI, al fine di assicurare che il ricorso a quest\u2019ultima sia conseguenza di libera scelta del cittadino e non di carenza nell\u2019organizzazione dei servizi resi nell\u2019ambito dell\u2019attivit\u00e0 istituzionale. Controllare che i volumi delle prestazioni libero professionali non superino quelli eseguiti nell\u2019orario di lavoro secondo criteri di omogeneit\u00e0 di tipologie di attivit\u00e0. Vigilare in modo che tutti i dirigenti in regime di intramuraria ovvero in regime extramoenia effettuino le prestazioni istituzionali, nel rispetto dei tempi medi stabiliti.\u201c<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Puglia non \u00e8 ancora prevista la sospensione dell\u2019intramoenia come in Emilia Romagna nei casi di sforamento dei tempi si attesa, ma la normativa regionale istituisce l\u2019 Organismo Paritetico di Promozione e Verifica dell\u2019ALPI che ha il compito di tenere sotto controllo la situazione. E&#8217; giusto allo chiedersi come hanno operato gli organismi sinora previsti comela Commissione Aziendale di Verifica e Vigilanza, hanno vigilato, hanno relazionato annualmente ai direttori generali sullo stato delle cose? Il dubbio che si siano limitate a registrare lo status quo \u00e8 legittimo se i tempi di attesa in alcune branche continuano ad essere tanto lunghi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I cittadini sembrano assuefatti alla necessit\u00e0 di ricorrere alla libera professione per non attendere i lunghi di tempi di prenotazione, ma solo una rinnovata coscienza dei propri diritti ed una seria attivit\u00e0 di controllo potranno modificare la grave situazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Maurizio Portaluri<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Associazione Salute Pubblica<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La proposta di legge regionale recentemente presentata dal consigliere pugliese del PD Fabriano Amati, che prevede la sospensione della libera professione intramoenia in caso di un diversit\u00e0 di tempi di attesa nella lista delle visite e delle prestazioni erogate con richiesta del medico curante e nella lista delle visite e delle prestazioni erogate dagli stessi medici pubblici in regime privato, ha riacceso un dibattito inveterato su un istituto singolare (almeno in Europa) che permette ai medici pubblici di fornire assistenza sanitaria a vantaggio del medesimo paziente sia a carico dell&#8217;erario che a carico del singolo cittadino. In questo dibattito si rileggono le consuete posizioni a favore e contro. Quelle dei sindacati dei medici ospedalieri e di alcuni Ordini dei Medici che attribuiscono alla carenza di personale tutta la responsabilit\u00e0 dei lunghi tempi di attesa, quelle delle organizzazioni dei cittadini che invece rimarcano la illogicit\u00e0 dell&#8217;istituto della libera professione nel servizio sanitario pubblico. 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