{"id":124596,"date":"2018-02-06T19:12:34","date_gmt":"2018-02-06T18:12:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=124596"},"modified":"2018-02-06T18:16:54","modified_gmt":"2018-02-06T17:16:54","slug":"giovedi-si-presenta-storia-di-mesagne-frammenti-il-manoscritto-di-mannarino-conservato-nella-biblioteca-nazionale-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/giovedi-si-presenta-storia-di-mesagne-frammenti-il-manoscritto-di-mannarino-conservato-nella-biblioteca-nazionale-di-napoli\/","title":{"rendered":"Gioved\u00ec si presenta \u201cStoria di Mesagne [Frammenti]\u201d il manoscritto di Mannarino conservato nella Biblioteca Nazionale di Napoli"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/storia-di-mesagne.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-124633\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/storia-di-mesagne-217x300.jpg\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/storia-di-mesagne-217x300.jpg 217w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/storia-di-mesagne-768x1064.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/storia-di-mesagne-739x1024.jpg 739w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/storia-di-mesagne.jpg 1265w\" sizes=\"auto, (max-width: 217px) 100vw, 217px\" \/><\/a>Gioved\u00ec 8 febbraio alle ore 17,30 presso l\u2019Auditorium del Castello di Mesagne verr\u00e0 presentato il volume \u201cStoria di Mesagne [Frammenti]\u201d il manoscritto che si trova presso la Biblioteca Nazionale di Napoli. Si riporta appresso qualche nota biografica del Mannarino ed alcune informazioni sul lavoro che verr\u00e0 presentato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cataldo Antonio Mannarino nacque a Taranto nel 1568, da un&#8217;importante famiglia, la quale, secondo il contemporaneo medico-filosofo Epifanio Ferdinando (il vecchio), si trasfer\u00ec a Mesagne negli anni della sua infanzia. Trascorse la giovinezza in questa citt\u00e0, poi si trasfer\u00ec a Napoli, dove complet\u00f2 gli studi e si laure\u00f2 in medicina. A Napoli fu introdotto nell&#8217;Accademia degli Oziosi dal poeta e amico mesagnese<br \/>\nGianfrancesco Maia Materdona.<\/p>\n<p>Nel 1592, ventiquattrenne, si spos\u00f2 con la nobile Porfida De Rossi, in Mesagne, territorio la cui feudalit\u00e0 era stata comprata (nel 1591) da Giannantonio Albricci I, nobile commerciante di antica schiatta lombarda.<br \/>\nNel settembre del 1594 avvenne l\u2019attacco dei turchi a Taranto; Mannarino partecip\u00f2 alla difesa della sua citt\u00e0 natale ed alle trattative di pace; in quell\u2019occasione ebbe confidenza con vari feudatari accorsi a difesa della citt\u00e0, tra cui Alberto I Acquaviva d\u2019Aragona, don Carlo d\u2019Avalos, gli Albricci, Michele Imperiale e molti altri piccoli signorotti e cavalieri (tra cui Pietro Resta di Mesagne).<br \/>\nL\u2019evento gli ispir\u00f2 l\u2019opera Glorie di guerrieri, e d\u2019amanti in nuova impresa nella citt\u00e0 di Taranto succedute, che nel 1596 pubblic\u00f2 a Napoli. Nella stessa occasione conobbe Giovanni Lorenzo Albricci (figlio di Giannantonio) e lo ammir\u00f2 per il suo coraggio.<br \/>\nNel 1596 scrisse buona parte dell\u2019inedito manoscritto, tramandato come \u201cStoria di Mesagne\u201d, che ora viene pubblicato integralmente per la prima volta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il manoscritto, dedicato in gran parte proprio al capostipite Albricci I, rimase inedito, forse per la morte dell\u2019Albricci (avvenuta nel 1596); una parte di esso \u00e8 conservato nella Biblioteca Nazionale di Napoli; ed \u00e8 quella contenuta in questo volume.<br \/>\nIl Mannarino era gi\u00e0 noto ai suoi tempi, per opere letterarie e teatrali che ebbero ampia circolazione:<br \/>\n-Glorie di guerrieri e d\u2019amanti&#8230; (Napoli, 1596); esso costituisce una preziosa testimonianza della precoce diffusione del culto di Torquato Tasso in area meridionale.<br \/>\n-Il pastor costante (Bari, 1606), dramma pastorale ambientato nei territori dell&#8217;antica citt\u00e0 di Taranto. Poich\u00e9 il libro conteneva molti errori e imprecisioni, l&#8217;Autore ripubblic\u00f2 l&#8217;opera nel 1610 a Venezia col nuovo titolo Erminia .<br \/>\n-La Susanna, tragedia sacra (Venezia, 1610), incentrata sulla figura della vergine martirizzata sotto Diocleziano. La tragedia fu effettivamente rappresentata nella cittadina di Torre Santa Susanna ed ebbe un&#8217;altra rappresentazione a Ruvo di Puglia .<br \/>\n-Le Rime (Napoli, 1617), un compatto canzoniere, organizzato secondo lo stile delle sillogi tardocinquecentesche e del primo Seicento, con interessanti riferimenti a fatti e persone reali.<br \/>\n-La Prefatio alle Centum historiae seu Observationes et casus medici (Venezia, 1621) di Epifanio Ferdinando.<\/p>\n<p>Negli anni successivi alla morte della moglie, avvenuta nel 1614, prese i voti ecclesiastici e fu suddiacono della Collegiata di Mesagne; continu\u00f2 ad esercitare la professione medica. Si spense nel 1621.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Storia di Mesagne \u00e8 la pi\u00f9 antica \u201cstoria di Mesagne\u201d che si conosca. Consiste in un manoscritto incompleto, conservato nella Biblioteca Nazionale di Napoli, costituito da alcune decine di carte; esse attualmente sono numerate da 18 a 80 e mancanti delle carte 64, 65, 66; sono, quindi, esattamente 60 carte. \u00c8 stato denominato cos\u00ec per tradizione, che affonda le radici in un passato imprecisato, ma che trova attestazione in una dichiarazione di Epifanio Ferdinando il giovane (fine \u2018600).<br \/>\nChe il ms. sia opera del Mannarino \u00e8 desumibile dal contenuto; che sia stato scritto di pugno da lui, \u00e8 attestato da una perizia grafologica, allegata al volume.<br \/>\nLe parti sopravvissute del ms. trattano dei Signorotti che avevano il feudo di Mesagne, in poche carte dei Beltrano e pi\u00f9 ampiamente degli Albricci, ai quali molto probabilmente l\u2019opera era destinata e dedicata.<br \/>\nVi si trovano riferimenti puntuali ad avvenimenti contemporanei del Mannarino, a fatti, persone e luoghi da lui conosciuti direttamente; e da questo punto di vista pu\u00f2 essere una miniera di notizie utili a ricostruire il panorama urbanistico ed architettonico della Mesagne di fine Cinquecento. A tal fine, utilissima \u00e8 la \u201cDiscrittione di Misagne\u201d, un disegno contenuto nel ms., che costituisce la pi\u00f9 antica rappresentazione del centro urbanistico della citt\u00e0.<br \/>\nIn questo ms. vi \u00e8 la famosa comparazione della citt\u00e0 di Mesagne ad un cuore, non solo per la forma ma anche perch\u00e9 si trova al centro del territorio della Provincia d\u2019Otranto. Mannarino considera ottimale la disposizione delle strade, della piazza centrale, perch\u00e9 \u201ccotale la desiderava Aristotele nella sua Politica, che volea, che \u2019l popolo tutto insieme unito possa udir la voce del banditore\u201d. Mannarino privilegia, quindi, al contrario della citt\u00e0 ortogonale, l\u2019urbanistica a pianta centrale, o stellata; tema caro all\u2019urbanistica rinascimentale.<br \/>\nIl ms. si sofferma poi, lungamente, sulla ubertosit\u00e0 del territorio mesagnese, dei suoi campi, giardini, orti, che vengono descritti molto dettagliatamente.<br \/>\nSi sofferma poi, nei capitoli 11 e 12, sui \u201csacri templi\u201d e sulle \u201cdivotissime reliquie\u201d; vengono elencate chiese e chiesette, alcune delle quali oggi non pi\u00f9 esistenti: una vera messe di notizie sulle vicende inerenti quegli antichi monumenti.<br \/>\nLa trascrizione, curata da Giuseppe Giordano, Damiano Leucci e Domenico Urgesi, \u00e8 stata eseguita in maniera fedelissima, conservando l\u2019ortografia, la punteggiatura, gli accenti, e le locuzioni originali; troviamo indicate, perfino, le abbreviazioni, numerose e consuete negli scritti umanistico-rinascimentali; una scelta che consegna al lettore il documento nella sua piena forma originale.<br \/>\nTutto il manoscritto \u00e8 stato corredato, a pi\u00e9 di pagina, da numerose note e commenti e riferimenti bibliografici, utili ad accompagnare il lettore, passo dopo passo, ad eventuali verifiche, confronti ed approfondimenti. E, come se non bastasse, dopo la trascrizione sono state pubblicate, in anastatica, le pagine originali del manoscritto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il volume \u00e8 il secondo della collana \u201cFonti e documenti\u201d della Societ\u00e0 Storica di Terra d\u2019Otranto, associazione che sta realizzando un progetto di pubblicazione delle fonti storiche inedite riguardanti il territorio salentino. \u00c8 stato pubblicato in compartecipazione con la casa editrice mesagnese \u201cSulla rotta del sole-Giordano editore\u201d.\u200b<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo volume si giova della prefazione del prof. Marco Leone, docente di Letteratura italiana all\u2019Universit\u00e0 del Salento, di una breve introduzione di Domenico Urgesi, presidente della Societ\u00e0 Storica di Terra d\u2019Otranto, e di una nota di Enzo Poci sulle vicissitudini del manoscritto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In conclusione, una \u201cbibliografia essenziale\u201d di fonti e testi a stampa corona il lungo e poderoso lavoro. Ne \u00e8 scaturito un volume di 268 pagine, in formato 29,7&#215;21 cm., stampato su carta avoriata e con copertina in quadricromia, elementi non trascurabili, che ne fanno un libro elegante, oltre che utile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 8 febbraio alle ore 17,30 presso l\u2019Auditorium del Castello di Mesagne verr\u00e0 presentato il volume \u201cStoria di Mesagne [Frammenti]\u201d il manoscritto che si trova presso la Biblioteca Nazionale di Napoli. Si riporta appresso qualche nota biografica del Mannarino ed alcune informazioni sul lavoro che verr\u00e0 presentato. &nbsp; Cataldo Antonio Mannarino nacque a Taranto nel 1568, da un&#8217;importante famiglia, la quale, secondo il contemporaneo medico-filosofo Epifanio Ferdinando (il vecchio), si trasfer\u00ec a Mesagne negli anni della sua infanzia. Trascorse la giovinezza in questa citt\u00e0, poi si trasfer\u00ec a Napoli, dove complet\u00f2 gli studi e si laure\u00f2 in medicina. A Napoli fu introdotto nell&#8217;Accademia degli Oziosi dal poeta e amico mesagnese Gianfrancesco Maia Materdona. Nel 1592, ventiquattrenne, si spos\u00f2 con la nobile Porfida De Rossi, in Mesagne, territorio la cui feudalit\u00e0 era stata comprata (nel 1591) da Giannantonio Albricci I, nobile commerciante di antica schiatta lombarda. 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