{"id":12509,"date":"2014-05-05T11:44:40","date_gmt":"2014-05-05T09:44:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=12509"},"modified":"2014-05-08T08:01:21","modified_gmt":"2014-05-08T06:01:21","slug":"la-piece-teatrale-briganti-di-guido-giampietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/la-piece-teatrale-briganti-di-guido-giampietro\/","title":{"rendered":"La pi\u00e8ce teatrale \u201cBriganti\u201d. Di Guido Giampietro"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_12511\" style=\"width: 234px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Laboratorio-Artigianato-Artistico-Casa-Circondariale-BR.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-12511\" class=\"wp-image-12511 size-medium\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Laboratorio-Artigianato-Artistico-Casa-Circondariale-BR-224x300.jpg\" alt=\"Oggetti dal Laboratorio Artigianato Artistico - Casa Circondariale BR\" width=\"224\" height=\"300\" data-id=\"12511\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Laboratorio-Artigianato-Artistico-Casa-Circondariale-BR-224x300.jpg 224w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Laboratorio-Artigianato-Artistico-Casa-Circondariale-BR-764x1024.jpg 764w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Laboratorio-Artigianato-Artistico-Casa-Circondariale-BR-300x400.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Laboratorio-Artigianato-Artistico-Casa-Circondariale-BR.jpg 1936w\" sizes=\"auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-12511\" class=\"wp-caption-text\">Oggetti dal Laboratorio Artigianato Artistico &#8211; Casa Circondariale BR<\/p><\/div>\n<p>Da dove inizio? Non ho alcun dubbio: dal finale. Pi\u00f9 esattamente dalla standing ovation che ha segnato la conclusione di questo atto unico. Non essendo un frequentatore di concertoni da stadio non avevo idea di quanto lungo potesse essere un applauso. L\u2019ho scoperto l\u2019altra sera quando il pubblico del Nuovo Teatro Verdi ha voluto dimostrare il proprio apprezzamento per l\u2019ultima fatica dell\u2019affiatato duo Marcantonio Gallo e Fabrizio Cito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E di una vera fatica fisica si \u00e8 trattato visto che i responsabili del TeatroDellePietre hanno dovuto superare non poche difficolt\u00e0 di natura logistica e procedurale nell\u2019allestire uno spettacolo che ha avuto il grande merito di realizzare la seconda parte del progetto \u201cDentro\/Fuori\u201d finalizzato al recupero sociale dei giovani ospiti della Casa Circondariale di Brindisi.<\/p>\n<p>Infatti il progetto, che inizialmente ha portato il \u201cFuori\u201d dentro, ha ora portato il \u201cDentro\u201d fuori. Cosicch\u00e9 il processo inteso a ricucire lo strappo tra i singoli e la collettivit\u00e0 \u02d7 grazie ad un percorso biennale di incontri, stage e laboratori (anche di scrittura creativa) \u02d7 ha segnato un significativo passo avanti nella delicata fase di recupero di una umanit\u00e0 sofferente di cui avvertiamo la presenza solo in occasione delle sterili discussioni sull\u2019affollamento delle carceri.<br \/>\nNon nascondo che, seppur non definendola propriamente voyeuristica, la mia rimaneva una forte curiosit\u00e0: quella di appurare \u02d7 diciamo cos\u00ec \u02d7 il grado di maturazione artistica raggiunto dai ragazzi del penitenziario. Una curiosit\u00e0 che non ho potuto soddisfare perch\u00e9, fino alla fine, non si \u00e8 capito chi erano gli attori \u201cveri\u201d, cio\u00e8 quelli del TeatroDellePietre (con la sola eccezione di Salvatore Bonomo) e chi erano gli altri\u2026<\/p>\n<p>E questo la dice lunga sull\u2019impegno e la bont\u00e0 dell\u2019interpretazione portati in scena da tutti gli attori, senza distinzione alcuna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A tal proposito mi tornano alla mente le parole che il regista argentino Claudio Tolcachir (quello che recentemente ha portato a Brindisi la prima europea della pi\u00e8ce \u201cEmilia\u201d) diceva alla sua attrice Elena Bogan: \u00abNon pensare di dover parlare ad un pubblico, ma libera il tuo personaggio e fa in modo che sia lo spettatore a venirti incontro\u00bb.<br \/>\nProprio quello che sono riusciti a fare questi ragazzi che, prima ancora d\u2019iniziare a recitare, avevano il difficile compito di combattere un pregiudizio: quello legato alla loro temporanea condizione di isolamento dalla societ\u00e0. E, come diceva Einstein, \u201c\u00c8 pi\u00f9 facile spezzare un atomo che un pregiudizio\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ebbene, non solo hanno vinto questa sfida personale, ma mettendo in pratica il pensiero di Tolcachir, sono riusciti dapprima a catturare il pubblico e poi a farlo entrare nelle loro storie di \u201cbriganti\u201d. E se pensiamo alla condizione psicologica in cui si trovavano ed al fatto di recitare su un palcoscenico che incute timore anche agli attori professionisti c\u2019\u00e8 allora da concludere che il lavoro svolto dagli animatori del TeatroDellePietre sia stato veramente di ottima fattura.<br \/>\nVa subito rimossa l\u2019idea che il contenuto di \u201cBriganti\u201d possa in qualche modo aver costituito l\u2019abito confezionato su misura per ragazzi per i quali, fino a questo momento, la vita si \u00e8 presentata come un percorso tutto in salita. E invece niente di tutto ci\u00f2. \u201cBriganti\u201d \u00e8 una pi\u00e8ce teatrale liberamente ispirata a un racconto contenuto nel romanzo \u201cIl custode del museo delle cere\u201d del giornalista e scrittore lucano Raffaele Nigro.<br \/>\nUna storia che parla dei briganti del periodo post unitario. Cio\u00e8 di ex contadini che, dopo aver servito nell\u2019esercito dei Borbone, non se la sentirono di arruolarsi in quello del \u201cnemico\u201d piemontese. Da qui il forzato ritorno ai campi, \u201ca scavare ed allineare tanta pietra\u2026 che avrebbe spaventato un popolo di giganti\u201d. Loro invece, come racconta Tommaso Fiore, trasformarono la terra aspra e sassosa in fertili coltivazioni terrazzate, diventando cos\u00ec un laborioso popolo di formiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Solo quando i soprusi degli \u201cinvasori\u201d divennero insopportabili, da contadini si trasformarono in briganti.<br \/>\nMateria delicata, questa, che ha riempito pagine e pagine di quel capitolo sul \u201cmeridionalismo\u201d che \u00e8 tuttora vivace campo di disputa dei difensori dei Borbone o dei Savoia. La sceneggiatura di \u201cBriganti\u201d evidenzia pertanto una delle due opinioni che si fronteggiano \u201cl\u2019un contro l\u2019altra armata\u201d e, come tale, non rappresenta la verit\u00e0 in assoluto.<br \/>\nCredo che una critica teatrale debba per\u00f2 fare astrazione dai contenuti e limitarsi a considerare il modus in cui si \u00e8 realizzato l\u2019intero lavoro. Un lavoro che, peraltro, si \u00e8 diversificato rispetto al testo del Nigro, arricchendosi di una scenografia essenziale ma estremamente calzante con il racconto corale dei briganti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Felicemente inserita nel contesto anche la danza \u201carmata\u201d che fa capo a Davide Monaco e semplicemente stupendi i costumi portati in scena dallo stesso ideatore \u02d7 Angelo Raffaele Antelmi \u02d7 e da una aggraziata Mirela Karlika che, pur nella molteplicit\u00e0 dei ruoli ricoperti, conserva una leggiadria di movimenti che hanno del musicale.<br \/>\nL\u2019inserimento dei brevi filmati bene si sposa con le denuncie dei singoli attori e contribuisce a movimentare una scena gi\u00e0 di per s\u00e9 intensamente viva. E l\u2019accompagnamento musicale d\u00e0 il giusto ritmo all\u2019incalzare della storia e degli eventi. Oltre a confermare la bravura di Marcantonio Gallo anche come cantante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E poi la sorpresa di un coro pregevole: quello polifonico della Basilica di Oria, diretto dal Maestro Mauro Mattei. \u00c8 stato eseguito il \u201cLacrimosa\u201d dal Requiem di Mozart, assolutamente in linea con il filo conduttore della pi\u00e8ce e la tragica conclusione dei briganti: \u201c<em>Giorno di lacrime, quel giorno, \/ quando risorger\u00e0 dal fuoco \/ l\u2019uomo reo per essere giudicato. \/ Ma tu risparmialo, o Dio. \/ Pietoso Signore Ges\u00f9, dona loro riposo!<\/em>\u201d.<br \/>\nPrima del diluvio di applausi Marcantonio ha ringraziato il Comune e la Provincia di Brindisi che hanno dato il loro patrocinio allo spettacolo; ma anche il Ministero della Giustizia, la Fondazione Nuovo Teatro Verdi, l\u2019Ufficio del Garante dei detenuti in Puglia e la Direzione della Casa Circondariale. Senza la loro collaborazione non avrebbe visto la luce la magia di questo spettacolo.<br \/>\nFabrizio, dal canto suo, ha recitato \u02d7 anche questo in tema con l\u2019argomento della serata \u02d7 il monologo del discorso tenuto da Bob Kennedy il 18 marzo 1968 alla Kansas University.<br \/>\nAlla fine, ma proprio alla fine, credo d\u2019essere riuscito ad individuare i \u201cnuovi\u201d attori del TeatroDellePietre: erano quelli che pi\u00f9 di tutti gli altri battevano le mani. Erano quelli che pi\u00f9 di tutti gli altri mostravano la loro felicit\u00e0!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Guido Giampietro<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da dove inizio? Non ho alcun dubbio: dal finale. Pi\u00f9 esattamente dalla standing ovation che ha segnato la conclusione di questo atto unico. Non essendo un frequentatore di concertoni da stadio non avevo idea di quanto lungo potesse essere un applauso. L\u2019ho scoperto l\u2019altra sera quando il pubblico del Nuovo Teatro Verdi ha voluto dimostrare il proprio apprezzamento per l\u2019ultima fatica dell\u2019affiatato duo Marcantonio Gallo e Fabrizio Cito. &nbsp; E di una vera fatica fisica si \u00e8 trattato visto che i responsabili del TeatroDellePietre hanno dovuto superare non poche difficolt\u00e0 di natura logistica e procedurale nell\u2019allestire uno spettacolo che ha avuto il grande merito di realizzare la seconda parte del progetto \u201cDentro\/Fuori\u201d finalizzato al recupero sociale dei giovani ospiti della Casa Circondariale di Brindisi. Infatti il progetto, che inizialmente ha portato il \u201cFuori\u201d dentro, ha ora portato il \u201cDentro\u201d fuori. 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