{"id":125923,"date":"2018-02-22T10:35:49","date_gmt":"2018-02-22T09:35:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=125923"},"modified":"2018-02-22T10:35:49","modified_gmt":"2018-02-22T09:35:49","slug":"taurino-legachiedero-la-riforma-della-scellerata-legge-del-rio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/taurino-legachiedero-la-riforma-della-scellerata-legge-del-rio\/","title":{"rendered":"Taurino (Lega):&#8221;chieder\u00f2 la riforma della scellerata Legge del Rio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>La Cina ha acquistato il porto greco del Pireo per farne il capolinea nel Mediterraneo del traffico mercantile della Nuova Via della Seta. A seguito di questa scelta saranno influenzate le rotte del nostro mar Mediterraneo, un fattore di cui bisogna tener conto, per evitare che la portualit\u00e0 pugliese possa trovarsi nei prossimi anni in condizione di marginalit\u00e0 rispetto ai nuovi flussi di traffico che si vanno strutturando.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Governo italiano col suo Presidente del Consiglio e vari ministri nel corso della visita del maggio scorso a Pechino, ha offerto alla Cina i porti di Trieste e Genova come porti capolinea della Nuova Via della seta.Recentemente l\u2019ambasciatore italiano a Pechino Ettore Sequi in una intervista all\u2019agenzia giornalistica AGI ha precisato la posizione del Governo italiano in merito alla nuova Via della Seta, dichiarando che \u201di porti italiani non sono alternativi ma complementari al Pireo, sia perch\u00e9 immediatamente disponibili ed estremamente ben collegati, con procedure di sdoganamento tra le pi\u00f9 veloci in Europa, mentre dal Pireo occorre ancora costruire adeguati e onerosi collegamenti ferroviari attraverso i Balcani; sia perch\u00e9 \u00e8 difficile far transitare attraverso un solo porto, l&#8217;assai ingente numero di container che dall&#8217;Asia giungono e giungeranno nel Mediterraneo\u201d. Occorre chiarire che quando si parla di porti italiani da inserire nel network della Nuova Via della Seta il nostro Governo pensa esclusivamente a quelli del nord adriatico e della Liguria. Contrariamente a quello che dichiara la candidata al Senato del PD Rosy Barretta, convinta in contraddizione col suo stesso Governo e col ministro delle infrastrutture Del Rio del suo stesso partito, che la Nuova Via della Seta sar\u00e0 un\u2019occasione di sviluppo per i porti pugliesi. A dispetto della Barretta, il concetto che la Nuova Via della Seta toccher\u00e0 solo i porti del nord Adriatico e nord Tirreno, \u00e8 emerso anche nel corso del recente quarto raduno degli imprenditori italiani in Cina, a Yanqi Lake, a nord di Pechino. In quella sede \u00e8 stato rimarcato che dal Pireo per arrivare all\u2019Europa centrale e occidentale, bisogna costruire infrastrutture che hanno un costo elevato e che attraversano una serie di Paesi, alcuni di questi europei con precise regole di procurement mentre altri no (per esempio la linea ferroviaria Belgrado-Budapest al momento ferma e in fase di revisione per presunte irregolarit\u00e0 rispetto alle normative dell\u2019Unione Europea). Noi italiani invece, ribadiscono i nostri imprenditori,abbiamo un sistema portuale efficace, con procedure di sdoganamento tra le pi\u00f9 veloci in Europa e siamo pi\u00f9 vicini al Centro Europa. Sia il sistema dell\u2019Alto Adriatico che dell\u2019Alto Tirreno hanno interconnessioni ferroviarie gi\u00e0 pronte ed efficaci da mettere a disposizione dei cinesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quindi, il timore degli imprenditori e dello Stato italiano \u00e8 che, collegare via terra il Porto del Pireo con l\u2019Europa centro-occidentale attraverso la costruzione di ferrovie nei balcani, vuol dire tagliare fuori i nostri porti dell\u2019alto adriatico ed alto tirreno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Invece, promuovere la costruzione della rete ferroviaria veloce dalla Grecia a Trieste, \u00e8 contro gli interessi nazionali. Da notizie di stampadi questi giorni, si apprende che rappresentanti italiani nel Comitato delle Regioni sosterrebbe la posizione della Croazia,presentata nella conferenza sulle reti transeuropee dei trasporti svoltasi il 10 ottobre scorso presso la sede di Bruxelles del Parlamento europeo, di realizzare una rete ferroviaria veloce dalla Grecia a Trieste.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Siamo convinti che chi rappresenta l\u2019Italia in Europa sia in organismi determinanti, che in quelli di semplice funzione consultiva come \u00e8 appunto il Comitato delle Regioni,debba fortemente difendere gli interessi nazionali ed operare per lo sviluppo concreto dei nostri territori e adoperarsi semmai, per ridare al porto di Brindisi il ruolo di porto fondamentale dell\u2019Adriatico meridionale nella rete dei corridoi europei, che gli \u00e8 stato politicamente sottratto a favore di Bari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Appena al governo del Paese chiederemo di negoziare in Europa l\u2019inserimento del porto di Brindisi nella rete Ten-T come porto Core, approfittando della revisione prevista chesta per essere attuata. Ma per lo sviluppo della portualit\u00e0 italiana \u00e8 necessario anche correggere la recente disastrosa legge Del Rio, che ha accorpato le Autorit\u00e0 portuali pi\u00f9 sulle necessit\u00e0 politiche deicapobastonelocali del PD, che per le esigenze dello sviluppo dei traffici. Basta ricordare cosa \u00e8 accaduto in Puglia, inizialmente si prevedeva la istituzione di una unica autorit\u00e0 portuale su base regionale da localizzare a Taranto, per poi ritrovarsi sotto la spinta del Sindaco di Bari il renzianoDecaro e il Presidente PD della Regione Puglia l\u2019antirenziano Emiliano, divisi su tutto ma uniti nella battaglia campanilista per assicurare a Bari la sede di un\u2019 autorit\u00e0 di sistema portuale, pur essendo un porto minore rispetto a Taranto e Brindisi e Porto Core per solo meriti politici. Questa manipolazione politica della brutta legge Del Rio fatta contro gli interessi dei pugliesi, ha prodotto il risultato sciagurato di avere in Puglia due deboli autorit\u00e0 di sistema portuali, una a Taranto che fa sistema con s\u00e9stesso in perfetta solitudine e l\u2019altra a Bari, che per giustificare la sua esistenza ha incorporato il ridimensionato del porto di Brindisi&#8230;&#8230; E I politici del PD continuano a nominare Presidenti e Segretari generali!!!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo un anno di gestione a trazione barese, per il porto brindisino non si intravedono prospettive concrete di sviluppo, cos\u00ec come non se ne intravedono per il porto di Taranto, che dopo aver perso negli anni scorsi una delle pi\u00f9 importanti compagnie marittime del mondo la cinese Evergreen, non riesce pi\u00f9 ad attirare grandi operatori marittimi internazionali, nonostante l\u2019ingente mole di investimenti in infrastrutture fatte nel porto ionico. Evidentemente questi risultati sono conseguenza della decisione politica di spezzare in due il sistema portuale pugliese, dove l\u2019integrazione strategica fra i porti di Taranto e Brindisi e le loro infrastrutture, riunite sotto un unico ponte di comando, avrebbero consentito alla Regione Puglia di avere un sistema logistico portuale competitivo, in grado di inserirsi nei flussi di traffico complementari alla Nuova Via della Seta, che saranno i traffici di domani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quindi a fronte dei nuovi equilibri del trasporto marittimo mondiale che si vanno componendo, che vede nel mediterraneo i porti del nord Italia essere i terminali naturali per l\u2019 Europa della Nuova Via della Seta cinese ed i porti del sud Italia tagliati fuori da questo network di flussi di merci internazionali, ci si chiede cosa fanno i presidenti delle due autorit\u00e0 di sistema portuali pugliesi per delineare nuove strategie di sviluppo dei loro porti? Al momento non si percepisce nessuna indicazione strategica. Forse questi signori dovrebbero tener conto che sullo scacchiere internazionale si vanno affacciando i porti africani delle nazioni del continente nero,destinatari dei pi\u00f9 ingenti investimenti cinesi fuori dal loro territorio nazionale, con l\u2019obiettivo di fare dell\u2019Africa la nuova fabbrica delle merci cinesi destinati sia alla stessa Cina e all\u2019Europa. Si stima che met\u00e0 degli investimenti cinesi nella Nuova Via della Seta sar\u00e0 destinata all\u2019Africa ed ai suoi porti. Forse sarebbe il momento di lavorare per far diventare i nostri porti terminali per l\u2019Europa dei flussi di traffico delle merci cinesi prodotte in Africa. Questa \u00e8 la nuova strada che una volta al Governo indicheremo, modificando gli attuali assetti geografici e gestionali delle autorit\u00e0 di sistema portuali derivate dalla cattiva riforma Del Rio, come chiedono anche gli amministratori degli importanti porti liguri, per avere pi\u00f9 capacit\u00e0 manageriali e gestionali, per sviluppare effettivamente i porti sui modelli efficienti dei grandi porti del nord Europa ed eliminare i nuovi carrozzoni generati da questa cattiva riforma portuale a marchio PD, che ci mostrano i primi effetti negativi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>PAOLO TAURINO<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> CANDIDATO CAMERA PROPORZIONALE PUGLIA 03<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Cina ha acquistato il porto greco del Pireo per farne il capolinea nel Mediterraneo del traffico mercantile della Nuova Via della Seta. 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