{"id":130510,"date":"2018-04-20T12:12:13","date_gmt":"2018-04-20T10:12:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=130510"},"modified":"2018-04-23T08:38:17","modified_gmt":"2018-04-23T06:38:17","slug":"vinitaly-e-vigne-a-via-del-mare-una-speranza-per-la-citta-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/vinitaly-e-vigne-a-via-del-mare-una-speranza-per-la-citta-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"Vinitaly e vigne a Via del Mare: una speranza per la citt\u00e0. Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>La decisione di arredare, con un pezzo di vigneto, via del mare, pur tra tante piante non autoctone, \u00e8 una scelta bella e coraggiosa, \u00e8 un segnale che vuole dire che Brindisi \u00e8 terra di vigneti. Cos\u00ec almeno io l\u2019ho colto. Oltre il porto, l\u2019industria, c\u2019\u00e8 una campagna ricca di vigne. Si spera che sia una inversione di tendenza. Un modo diverso di richiamare l\u2019attenzione. Un bel biglietto da visita che pu\u00f2 aiutare la citt\u00e0 a riprendersi un ruolo in un settore che negli ultimi anni ha fatto molti passi in avanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La viticoltura e la vitivinicoltura della citt\u00e0 ha avuto storicamente un ruolo determinante nel settore e ha ancora grandi potenzialit\u00e0 anche se ai pi\u00f9, istituzioni locali comprese, sfugge l\u2019importanza produttiva, turistica e culturale.<br \/>\nNei giorni scorsi si \u00e8 svolto a Verona il Vinitaly, vetrina storica e importante del vino italiano a cui, per quantit\u00e0 e qualit\u00e0, quello pugliese da un notevole apporto. I dati forniti per questa occasione dimostrano il ruolo e l\u2019importanza che il vino italiano sta avendo per l\u2019export e per l\u2019economia italiana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche in provincia di Brindisi e in citt\u00e0 il settore si sta sviluppando ed evolvendo. Un contributo lo stanno dando le nuove generazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E questo grazie soprattutto a quei produttori, vecchi e nuovi, che hanno resistito, creduto e credono nella nostra vitivinicoltura facendole raggiungere livelli di qualit\u00e0 ormai riconosciuti dal mercato e dai consumatori.<br \/>\nSe la vitivinicoltura sta acquistando sempre pi\u00f9 importanza e valore, contribuendo alla rivalutazione dei territori vocati e dei vitigni autoctoni, anche quella brindisina, nel contesto pugliese e nazionale, ha tutte le condizioni e le potenzialit\u00e0 per recuperare e per riproporsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il suo &#8220;terroir&#8221;, i suoi vitigni autoctoni (negroamaro, malvasia nera e bianca, susumaniello), il suo vino, vanno innanzitutto conosciuti e riconosciuti dagli stessi brindisini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi deve recuperare e credere nelle sue potenzialit\u00e0 agricole e vitivinicole. Si darebbe un contributo per un nuovo (anche se vecchio) sviluppo. Dopo la crisi industriale di questi anni e il fisiologico esaurimento di quello impostato o imposto, sessant\u2019anni fa, con l\u2019industria di base(petrolchimica) e di servizio(energia da fossili) l\u2019agricoltura pu\u00f2 rappresentare un solido riferimento. Non un ritorno ad un passato. Ma consapevolezza che la vitivinicoltura brindisina ha contribuito a fare, in anni passati, la storia del vino e della sua economia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo lo svellimento incentivato dei vigneti negli anni 70\/80 (si \u00e8 passati in provincia di Brindisi dai 33.500 ettari vitati censiti in tutta la provincia nel 1970 ai circa 11.000 del 2016 a tutto vantaggio della viticoltura veneta e toscana), dopo la crisi del metanolo del 1987, dopo quella delle cantine sociali e dopo il pi\u00f9 recente asservimento agli impianti fotovoltaici di aree agricole pregiate e vocate alla vite, si registra anche a Brindisi un ritorno di interesse verso la vitivinicoltura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ben 4.000 ettari dell&#8217;agro cittadino (il 50% della superficie agraria provinciale di tutta la superficie dove si produce uva da vino), tra vecchi e nuovi impianti, sono coltivati a vigneto per uve da vino. Tutto questo crea lavoro, economia, reddito. Assieme ai 1.300 ettari dell&#8217;agro di Mesagne costituiscono la zona della Denominazione d\u2019origine controllata(DOC) \u201cBrindisi\u201d (una delle poche citt\u00e0 che da&#8217; il proprio nome ad una doc). Ma tra le 29 pugliesi \u00e8 poco valorizzata e tutelata, poco utilizzata dagli stessi viticoltori brindisini. Sul mercato la DOC Brindisi non \u00e8 sufficientemente apprezzata e, per dirla tutta, non \u00e8 presa in considerazione anche a causa dello scarso interesse dello stesso territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il consorzio di tutela della Doc Brindisi deve tutelarla e valorizzarla in maniera significativa; deve sentire il territorio e condividere impegni, iniziative e programmi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La strada per la valorizzazione dei nostri vitigni, del nostro vino, del nostro territorio, rimane tutta da percorrere. Credo che i vitivinicoltori brindisini dovrebbero mettersi assieme per battere questa strada e per coinvolgere, sulle caratteristiche del vino di Brindisi, sul suo terroir e sulla sua storia, le associazioni, gli operatori del turismo, della ristorazione, le istituzioni locali, l\u2019informazione, gli appassionati del vasto mondo del vino che vede i giovani sempre pi\u00f9 in prima fila.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con il Testo Unico del Vino sono state semplificate e riunificate le norme del settore.<br \/>\nL&#8217;art. 1 di questa legge recita testualmente: &#8220;La Republica salvaguarda, per la loro specificit\u00e0 e il loro valore in termine di sostenibilit\u00e0 sociale, economica, ambientale e culturale, il vino prodotto della vite, e i territori viticoli, quale parte del patrimonio ambientale, culturale, gastronomico e paesaggistico italiano, nonch\u00e9 frutto di un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo articolo della legge pu\u00f2 diventare il manifesto per rilanciare e valorizzare la vitivinicoltura brindisina.<br \/>\nCi sono oggi favorevoli condizioni per ricostruire a Brindisi una nuova economia e una cultura del vino. Ci sono competenze, pratiche, tradizione e storia. Oggi pi\u00f9 che mai \u00e8 necessario mettere e mettersi assieme(produttori, tecnici, associazioni, istituzioni), cooperare in maniera innovativa, ripensare e rafforzare le forme associative di tutela, di ricerca, di promozione del prodotto vino e del suo territorio. Non servono prime donne ma imprenditori e produttori che devono saper cooperare nella valorizzazione di Brindisi, terra di antichi vigneti e di vino buono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I produttori, tutti, devono stare in prima fila.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi, grazie alle azioni costiere della pesca, \u00e8 entrata nel GAL dell\u2019Alto Salento di Ostuni, anche se sarebbe stato pi\u00f9 logico far parte di quello di Mesagne. Non si perda, a Brindisi, l\u2019occasione di mettere a sistema la grande sinergia potenziale tra risorsa \u201cmare\u201d(turismo, prodotti ittici,ecc.) e risorsa \u201cterra\u201d (agriturismo, prodotti della terra, enogastronomia,ecc.).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;economia e la cultura del vino non possono essere solo quelle che si incontrano negli eventi estivi, tipo sagre paesane anche se ambiziose e di livello o esaurirsi con essi. Non sono sufficienti. C&#8217;\u00e8 bisogno di iniziative in grado di aiutare capacit\u00e0 di conoscenza, di innovazione, di promozione, di commercializzazione e di valorizzazione dei nostri vini.<br \/>\nSi faccia tesoro degli errori commessi o delle esperienze gi\u00e0 fatte per avviare percorsi di nuovi eventi per promuovere il nostro vino e il territorio che lo produce. Il consorzio di tutela della Doc Brindisi e il programma del Gal Alto Salento devono vedere Brindisi e i suoi produttori agricoli protagonisti. Basta farsi rappresentare da chi, lontano da Brindisi, \u00e8 pi\u00f9 interessato a far si che il valore aggiunto del nostro vino arricchisca altri territori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi andrebbe &#8220;scoperta&#8221; e rappresentata anche attraverso &#8220;un simbolico percorso&#8221; che parte dal bicchiere (vino di negroamaro e di susumaniello da degustare in posti storici), attraversa il territorio e il paesaggio (quello vecchio e nuovo dei vigneti brindisini), passa dalle cantine ed arriva alla cultura(storia, tradizione, ricerca, innovazione). Un percorso utile per richiamare turisti e da far conoscere agli stessi brindisini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il nostro negroamaro come altri vitigni autoctoni del territorio (susmaniello innanzitutto) hanno la loro specificit\u00e0 (sentono il clima del mare) ed hanno tutte le potenzialit\u00e0 per imporsi con una propria identit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;identit\u00e0 del vino ha un valore economico, \u00e8 un racconto da comunicare e non solo. L&#8217;identit\u00e0 affonda le radici nel passato e si apre al futuro. Brindisi, terra di antichi vigneti e di vino buono, pu\u00f2 essere tutto questo per ritrovarsi come comunit\u00e0 che sa valorizzare il territorio, le sue vigne, i suoi vitigni, il suo vino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><br \/>\n<strong> Vitivinicoltore<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La decisione di arredare, con un pezzo di vigneto, via del mare, pur tra tante piante non autoctone, \u00e8 una scelta bella e coraggiosa, \u00e8 un segnale che vuole dire che Brindisi \u00e8 terra di vigneti. Cos\u00ec almeno io l\u2019ho colto. Oltre il porto, l\u2019industria, c\u2019\u00e8 una campagna ricca di vigne. Si spera che sia una inversione di tendenza. Un modo diverso di richiamare l\u2019attenzione. Un bel biglietto da visita che pu\u00f2 aiutare la citt\u00e0 a riprendersi un ruolo in un settore che negli ultimi anni ha fatto molti passi in avanti. &nbsp; La viticoltura e la vitivinicoltura della citt\u00e0 ha avuto storicamente un ruolo determinante nel settore e ha ancora grandi potenzialit\u00e0 anche se ai pi\u00f9, istituzioni locali comprese, sfugge l\u2019importanza produttiva, turistica e culturale. Nei giorni scorsi si \u00e8 svolto a Verona il Vinitaly, vetrina storica e importante del vino italiano a cui, per quantit\u00e0 e qualit\u00e0, quello pugliese da un notevole apporto. 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