{"id":131039,"date":"2018-04-26T11:15:46","date_gmt":"2018-04-26T09:15:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=131039"},"modified":"2018-04-26T10:53:07","modified_gmt":"2018-04-26T08:53:07","slug":"liste-di-attesa-proposta-di-legge-amati-e-sensibilita-dei-medici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/liste-di-attesa-proposta-di-legge-amati-e-sensibilita-dei-medici\/","title":{"rendered":"Liste di attesa, proposta di legge Amati e sensibilit\u00e0 dei medici"},"content":{"rendered":"<p>Le liste di attesa per le prestazioni del servizio sanitario pubblico sono un problema di enorme gravit\u00e0 che mette in rilievo le inerzie, le disattenzioni e i ritardi con i quali si \u00e8 finora guardato ad un andazzo intollerabile che espone a rischi e danni talora irreparabili quei cittadini abbisognevoli di accertamenti e di cure il cui diritto alla salute viene dalla nostra Costituzione definitivo \u201cfondamentale\u201d per affermarne il carattere primario ed essenziale con la disposizione dell\u2019art. 32 considerata una norma non solo programmatica ma anche immediatamente precettiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Esprimiamo perci\u00f2 il nostro sostegno alla proposta di legge del presidente della Commissione regionale Bilancio Fabiano Amati, primo firmatario di un disegno normativo rivolto a favorire la riduzione dei tempi di attesa delle relative liste attraverso un articolato sistema che preveda l\u2019incremento delle prestazioni del servizio pubblico attraverso, se necessario, il contenimento di quelle libero-professionali con la temporanea sospensione di queste ultime nel caso di ritardo superiore a 5 giorni delle prestazioni istituzionali rispetto a quelle libero-professionali. Sospensione destinata a cessare nel momento dell\u2019allineamento temporale delle due forme di servizio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una scelta questa che viene giustamente condivisa dalla maggioranza dei rappresentanti delle Asl ma che appare contrastata da una parte dei medici, singoli e associati, che la interpretano come\u00a0\u201coffensiva e lesiva della loro dignit\u00e0 professionale\u201d. Quando invece si manifesta chiaramente mossa dall\u2019intento di contenere in qualche misura e in via temporanea il lavoro svolto dai medici nella medesima struttura qualora, per la mole complessiva di tali attivit\u00e0, dimostrano di non riuscire a far fronte alle esigenze delle due diverse tipologie di servizio con identico rendimento determinando cos\u00ec ritardi, non occasionali o marginali ma consistenti, del servizio pubblico rispetto a quello libero-professionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pu\u00f2 apparire allora, al di l\u00e0 delle intenzioni, forviante l\u2019argomento di chi sostiene che il problema delle liste di attesa possa essere risolto assumendo personale perch\u00e9 la questione delle insufficienti risorse finanziarie certamente esiste e va affrontata ma essa riguarda nel loro complesso le politiche sanitarie a livello nazionale e regionale mentre non ha rilievo quando, come nel caso in questione, sono a confronto i tempi di due prestazioni (quelle del servizio pubblico e quelle libero-professionali) in una situazione contrassegnata dalla parit\u00e0 nei due ambiti di personale e di dotazioni strumentali disponibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non convincente sembra poi la proposta emendativa secondo la quale in caso di mancato rispetto dei tempi di attesa si dovrebbe concedere che l\u2019assistito possa usufruire della prestazione resa nell\u2019ambito della attivit\u00e0 libero professionali intramuraria ponendo a carico del sistema sanitario la differenza tra la somma versata a titolo di partecipazione al costo della prestazione e l\u2019effettivo costo della prestazione medesima. Tale differenza verrebbe in realt\u00e0 praticamente posta a carico dei cittadini contribuenti che sovvenzionano il cosiddetto sistema.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A nostro avviso \u00e8 invece il Sistema Sanitario che in questo caso deve trovare al suo interno i modi e gli strumenti per razionalizzare e migliorare il servizio pubblico chiamato a fare esercizio di responsabilit\u00e0 per tutelare quel diritto\u00a0\u201cfondamentale\u201d\u00a0alla salute dianzi menzionato. Sarebbe il caso di studiare, nell\u2019ambito degli strumenti contrattuali disponibili, forme di incentivazione per quei medici, e non sono pochi, che non svolgendo libera professione o svolgendone poca, siano disponibili ad incrementare le prestazioni ambulatoriali istituzionali .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ed al riguardo giova ricordare \u2013 ci\u00f2 che forse sfugge ad alcuni \u2013 che il disegno di legge del Consigliere Regionale Fabiano Amati \u00e8 in linea con quanto gi\u00e0 previsto dalla L. 120\/2007 che, puntualizzando nelle disposizioni, prescrive, tra l\u2019altro, che occorre attuare un \u201cmonitoraggio aziendale dei tempi di attesa delle prestazioni erogate nell\u2019ambito dell\u2019attivit\u00e0 istituzionale, al fine di assicurare il rispetto dei tempi medi\u201d, che \u00e8 necessario garantire \u201cl\u2019attivazione di meccanismi di riduzione dei medesimi tempi medi\u201d, cos\u00ec come vanno prevenute \u201cle situazioni che determinano l\u2019insorgenza di un conflitto di interessi o di forme di concorrenza sleale\u201d e si deve provvedere al \u201cprogressivo allineamento dei tempi di erogazione delle prestazioni nell\u2019ambito dell\u2019attivit\u00e0 istituzionale ai tempi medi di quelle rese in regime di libera professione intramuraria al fine di assicurare che il ricorso a quest\u2019ultima sia conseguenza di libera scelta del cittadino e non di carenza nell\u2019organizzazione dei servizi\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto ci riguarda, siamo convinti che nessuno pi\u00f9 dei medici che quotidianamente sono a contatto con chi ha bisogno di assistenza e di cure, avverte la gravit\u00e0 dello scandalo costituito dalla lunghezza delle liste di attesa e perci\u00f2 confidiamo che i medici e le loro associazioni vogliano cogliere l\u2019occasione offerta dalla proposta di legge regionale in questione per dare il loro decisivo contributo al superamento del grave problema sia sostenendo la proposta medesima con modifiche appropriate che non ne alterino la fondamentale finalit\u00e0 e sia anche, in qualche caso, con gesti di sensibilit\u00e0 e di generosit\u00e0 suggeriti dallo spirito del giuramento di Ippocrate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>FORUM AMBIENTE SALUTE E SVILUPPO<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le liste di attesa per le prestazioni del servizio sanitario pubblico sono un problema di enorme gravit\u00e0 che mette in rilievo le inerzie, le disattenzioni e i ritardi con i quali si \u00e8 finora guardato ad un andazzo intollerabile che espone a rischi e danni talora irreparabili quei cittadini abbisognevoli di accertamenti e di cure il cui diritto alla salute viene dalla nostra Costituzione definitivo \u201cfondamentale\u201d per affermarne il carattere primario ed essenziale con la disposizione dell\u2019art. 32 considerata una norma non solo programmatica ma anche immediatamente precettiva. &nbsp; Esprimiamo perci\u00f2 il nostro sostegno alla proposta di legge del presidente della Commissione regionale Bilancio Fabiano Amati, primo firmatario di un disegno normativo rivolto a favorire la riduzione dei tempi di attesa delle relative liste attraverso un articolato sistema che preveda l\u2019incremento delle prestazioni del servizio pubblico attraverso, se necessario, il contenimento di quelle libero-professionali con la temporanea sospensione di queste ultime nel caso di ritardo superiore a 5 giorni delle prestazioni istituzionali rispetto a quelle libero-professionali. 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