{"id":131402,"date":"2018-04-30T14:30:28","date_gmt":"2018-04-30T12:30:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=131402"},"modified":"2018-04-30T14:30:28","modified_gmt":"2018-04-30T12:30:28","slug":"primo-maggio-macchia-cgil-salute-e-sicurezza-nei-luoghi-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/primo-maggio-macchia-cgil-salute-e-sicurezza-nei-luoghi-di-lavoro\/","title":{"rendered":"Primo Maggio, Macchia (CGIL): &#8220;salute e sicurezza nei luoghi di lavoro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Sicurezza: il cuore del lavoro, \u00e8 lo slogan che quest&#8217;anno accompagna la festa del Primo maggio. Una giornata che Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di dedicare, appunto, al tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e che condivideranno con tutti coloro che si sentono vicini a questi temi e vorranno affrontarne la discussione presso il Comune di Francavilla Fontana.<br \/>\nGli infortuni sul lavoro tornano a crescere. Non si pu\u00f2 morire di lavoro. Lo diciamo da tempo ma lo ribadiamo con ancora maggiore forza dopo la vera e propria escalation di morti bianche che ha caratterizzato questo inizio 2018\u2019.<br \/>\nLa sicurezza sul lavoro \u00e8 diventata infatti una vera e propria emergenza in tutto il Paese, come dimostrano le notizie di cronaca sia nazionale che locale che quasi quotidianamente riferiscono di infortuni, anche gravi e addirittura mortali.<br \/>\nSi parla di oltre 160 Uomini e Donne condannati a morte per aver scelto di esercitare un loro diritto costituzionalmente sancito, quello al lavoro.<br \/>\nNel 2017 si lamentava un incremento delle morti bianche pari all\u20191,1% rispetto all\u2019anno precedente, ed a fine anno si erano registrati 1029 decessi.<br \/>\nPertanto, siamo di fronte ad una emergenza che va affrontata mettendo in campo una strategia nazionale e interdisciplinare. La sicurezza e salute sul lavoro sono diritti essenziali in tutti i Paesi del mondo, motivo per cui non si pu\u00f2 e non si deve morire di lavoro.<br \/>\nIl nostro territorio \u00e8 fortemente penalizzato da una crisi economica che non \u00e8 possibile sradicare se non con l\u2019impegno politico di tutti.<br \/>\nQuesta crisi genera da sempre lavoro irregolare e lavoro molto poco sicuro, talvolta la stessa mancanza di sicurezza sui posti di lavoro \u00e8 strettamente connessa al tema della disoccupazione, poich\u00e9 ci si adatta a tutto pur di lavorare.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 dubbio che la pletora di giovani senza lavoro e le morti bianche siano a loro modo due grandi problemi del nostro territorio.<br \/>\nMa questo gap non deve renderci doppiamente vittime, dobbiamo alzare la testa e reagire alla inesatta e talvolta inesistente applicazione della L81\/08.<br \/>\nLa CGIL \u00e8 stata felice protagonista della battaglia compiuta a favore della Legge sul Caporalato, fenomeno presente soprattutto nei settori dell\u2019agricoltura e dell\u2019edilizia e che consiste nel reclutamento, da parte di soggetti spesso collegati con organizzazioni criminali, di lavoratori che vengono trasportati sui campi o nei cantieri edili per essere messi a disposizione di un\u2019impresa.<br \/>\nI lavoratori sono spesso persone in grande difficolt\u00e0 economica e immigrati irregolari senza permesso di soggiorno: queste persone, che si trovano in una posizione molto debole, vengono pagate pochissimo, fanno lavori con turni lunghi e faticosi e non ricevono alcuna delle tutele della L.81\/08.<br \/>\nL\u201981\/08 \u00e8 un testo normativo importante, perch\u00e9 recepisce una serie di direttive a livello europeo: se infatti la Comunit\u00e0 europea ha iniziato negli anni \u201870 a emanare direttive, l\u2019Italia ha impiegato svariati lustri per recuperare il ritardo.<br \/>\nSecondo gli ultimi dati disponibili rilevati dall\u2019Open Data INAIL, in Italia nel 2017 le denunce d\u2019infortunio sul lavoro sono state 635.433 (a fronte delle 636.812 del 2016 con variazione rispetto al 2017 del -0,21%), ben 1.029 quelle relative ai casi con esito mortale (a fronte delle 1.018 del 2016 con una variazione rispetto al 2017 dell\u20191%) e 58.129 quelle riguardanti le malattie professionali (a fronte delle 60.347 del 2016 con una variazione rispetto al 2017 del -3,6%).<br \/>\nIl 9 aprile 2018 il TU sulla salute e sicurezza sul lavoro ha compiuto dieci anni \u2013 quale risultato della combinazione delle disposizioni dei decreti legislativi n. 81\/2008 e n. 106\/2009 \u2013e continua ad essere in Italia il punto di riferimento normativo in materia.<br \/>\nTuttavia, pur contenendo la massima parte delle disposizioni prevenzionistiche applicabili, il T.U. non pu\u00f2 definirsi esaustivo dell\u2019intera materia n\u00e9 un corpo normativo consolidato, sia perch\u00e9 oggetto di continue modifiche, sia perch\u00e9 prevede molti provvedimenti di attuazione.<br \/>\nA tal proposito, a dieci anni dalla emanazione, il suo processo di attuazione non \u00e8 stato ancora completato.<br \/>\nDalla Relazione sullo stato di applicazione della normativa di salute e sicurezza e sul possibile sviluppo, che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha trasmesso il 10 gennaio 2017, emerge infatti che sono ancora una ventina i provvedimenti da attuare e alcuni riguardano materie anche di grande rilievo.<br \/>\nTra tutti ad esempio il sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi, disciplinato dall\u2019art. 27 del d.lgs. n. 81\/2008 che &#8211; eccetto il caso degli ambienti confinati per i quali il sistema ha cominciato ad operare positivamente con il DPR 177\/2011, e il settore della sanificazione del tessile e dello strumentario chirurgico per la qualificazione del quale \u00e8 stata predisposta la bozza di un DPR &#8211; \u00e8 rimasto lettera morta per tutti quei settori ad alto tasso infortunistico, ovvero caratterizzati da forti complessit\u00e0 organizzative e da gravi fenomeni di concorrenza sleale.<br \/>\nTra i provvedimenti inattuati, emerge anche quello relativo all\u2019attuazione dell\u2019articolo 52 del Testo Unico, decreto a sostegno della pariteticit\u00e0 e della bilateralit\u00e0. Tale provvedimento risulta importante ove si consideri il ruolo strategico a sostegno del sistema della pariteticit\u00e0, quale fondamentale strumento messo in campo, ai sensi del d.lgs. n. 81\/2008, dalle parti sociali in attuazione degli accordi interconfederali sottoscritti dalle organizzazioni nazionali pi\u00f9 rappresentative in ambito sindacale al fine di dare alla politica di prevenzione un valore aggiunto, soprattutto per le piccole, medie e micro imprese.<br \/>\nQuesto complesso di norme inattuate produce effetti negativi; in primis l\u2019assenza di tutela per i lavoratori, parallelamente profonde incertezze nella gestione della prevenzione da parte dei datori di lavoro.<br \/>\nPeraltro \u00e8 da sottolineare come alla incompleta attuazione del d.lgs. n. 81\/2008 si sia affiancata negli ultimi anni la proroga di termini relativi a svariati provvedimenti.<br \/>\n\u00c8 altres\u00ec doveroso, rilevare come, a dieci anni dall\u2019entrata in vigore del decreto legislativo n. 81\/2008, sia ancora oggi possibile individuare prospettive di semplificazione, riordino e razionalizzazione delle sue disposizioni.<br \/>\nIn tal senso n\u00e9 il decreto \u201cdel fare\u201d (d.l. n. 69\/2013) n\u00e9 le varie riforme del mercato del lavoro sembrano aver dato un contributo significativo all\u2019auspicato processo di semplificazione e al conseguente innalzamento del livello di efficacia e di effettivit\u00e0 delle tutele.<br \/>\nPertanto, anche il Jobs Act, che con i suoi decreti attuativi intendeva modificare direttamente e indirettamente la normativa sulla sicurezza sul lavoro, pu\u00f2 considerarsi un\u2019occasione persa non essendo riuscito ad affiancare obiettivi di semplificazione e razionalizzazione a quello di completamento del relativo quadro normativo.<br \/>\nPer tutte queste motivazioni, anche nella nostra provincia, CGIL, CISL e UIL ribadiranno dai palchi delle manifestazioni l\u2019impegno per la legalit\u00e0, il lavoro regolare e di qualit\u00e0, la difesa delle condizioni di vita delle persone, lo sviluppo socialmente e ambientalmente compatibile. E ribadiranno a gran voce che non \u00e8 giusto morire a causa del lavoro, che non ci si pu\u00f2 ammalare sul posto di lavoro e che non si pu\u00f2 e non si deve accettare di lavorare in condizioni pericolose o rischiose.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Antonio Macchia<br \/>\nSegretario Generale Cgil<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sicurezza: il cuore del lavoro, \u00e8 lo slogan che quest&#8217;anno accompagna la festa del Primo maggio. Una giornata che Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di dedicare, appunto, al tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e che condivideranno con tutti coloro che si sentono vicini a questi temi e vorranno affrontarne la discussione presso il Comune di Francavilla Fontana. Gli infortuni sul lavoro tornano a crescere. Non si pu\u00f2 morire di lavoro. Lo diciamo da tempo ma lo ribadiamo con ancora maggiore forza dopo la vera e propria escalation di morti bianche che ha caratterizzato questo inizio 2018\u2019. La sicurezza sul lavoro \u00e8 diventata infatti una vera e propria emergenza in tutto il Paese, come dimostrano le notizie di cronaca sia nazionale che locale che quasi quotidianamente riferiscono di infortuni, anche gravi e addirittura mortali. Si parla di oltre 160 Uomini e Donne condannati a morte per aver scelto di esercitare un loro diritto costituzionalmente sancito, quello al lavoro. 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