{"id":131708,"date":"2018-05-04T14:40:01","date_gmt":"2018-05-04T12:40:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=131708"},"modified":"2018-05-04T14:40:01","modified_gmt":"2018-05-04T12:40:01","slug":"ceneri-cerano-smaltite-nei-cementifici-la-ue-risponde-allinterrogazione-del-m5s","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/ceneri-cerano-smaltite-nei-cementifici-la-ue-risponde-allinterrogazione-del-m5s\/","title":{"rendered":"Ceneri Cerano smaltite nei cementifici: la UE risponde all&#8217;interrogazione del M5S"},"content":{"rendered":"<p>La Commissione Ue ha risposto ad un&#8217;interrogazione degli eurodeputati del M5s Piernicola Pedicini e Rosa D&#8217;Amato, sulla vicenda della centrale termoelettrica Enel di Brindisi finita sott&#8217;inchiesta a settembre 2017, per aver venduto ceneri da combustione pericolose per l\u2019ambiente e la salute pubblica ai cementifici Cementir di Taranto, Colacem di Galatina e Italcementi di Matera.<\/p>\n<p>Nella risposta, la Commissione ha scritto che &#8220;in assenza di criteri europei o nazionali di cessazione della qualifica di rifiuto per le ceneri in questione, spetta alle autorit\u00e0 nazionali decidere caso per caso se alcuni rifiuti abbiano cessato di avere tale qualifica ai sensi della direttiva 2008\/98\/Ce&#8221; (tale direttiva stabilisce misure volte a proteggere l\u2019ambiente e la salute umana dagli impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;organismo esecutivo di Bruxelles ha inoltre specificato che &#8220;la decisione 2014\/955\/Ue della Commissione relativa all&#8217;elenco dei rifiuti, stabilisce i codici di identificazione per classificare i rifiuti secondo la fonte e il tipo di materiale. I codici sono impiegati per classificare le ceneri prodotte da impianti termici che utilizzano combustibili convenzionali, compresi il carbone e le ceneri leggere prodotte dal coincenerimento nonch\u00e9 i rifiuti non specificati altrimenti&#8221;. Oltre a questo, la Commissione Ue ha concluso la risposta fornendo una serie di riferimenti tecnici riferiti al rispetto della suddetta direttiva 2008\/98\/Ce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ritornando ai contenuti dell&#8217;interrogazione ricordiamo che Pedicini e D&#8217;Amato avevano chiesto alla Commissione Ue di spiegare come intendeva evitare l\u2019immissione sul mercato di ceneri contenenti sostanze pericolose e quali sono i codici dei rifiuti da attribuire alle ceneri da combustione, sia nel caso di combustibili tradizionali, che nel caso di combustione di carbone e Css (combustibili solidi secondari).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rispetto all&#8217;inchiesta della magistratura, aggiungiamo che la Procura di Lecce sta indagando per stabilire se tali ceneri siano state illegalmente classificate con codici dei rifiuti diversi da quelli che andavano indicati, considerato che le ceneri derivavano da combustione o incenerimento contenenti nichel, vanadio e ammoniaca, e che quando vengono utilizzate nei cementifici sono pericolose per l\u2019ambiente e la salute pubblica, oltre che influiscono sulla resistenza meccanica del cemento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ricordiamo che l\u2019inchiesta vede tuttora indagate, per il filone di indagine avviato a settembre scorso, 31 persone tra dirigenti di Enel Produzione e Cementir Italia spa, nonch\u00e9 ex titolari, ex e attuali commissari e direttori dell\u2019Ilva di Taranto, ora in amministrazione straordinaria: l\u2019accusa \u00e8 di traffico illecito di rifiuti e attivit\u00e0 di gestione dei rifiuti non autorizzata in relazione alla vendita di ceneri e loppa d\u2019altoforno. Nello specifico, a seguito del provvedimento dei settembre 2017, la Procura blocc\u00f2 523 milioni di euro ritenuti l\u2019ingiusto profitto incassato dall\u2019Enel che avrebbe venduto e non smaltito le ceneri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Va precisato, infine, che la legge consente ai cementifici l\u2019utilizzo delle ceneri provenienti dalla combustione del carbone ma non consente l\u2019utilizzo anche di ceneri provenienti da olio combustibile denso e gasolio. Enel invece avrebbe mescolato le tre tipologie di ceneri per evitare di sostenere i costi di smaltimento delle ceneri contaminate da sostanze pericolose come nichel, vanadio e ammoniaca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COMUNICATO STAMPA\u00a0 PIERNICOLA PEDICINI &#8211; Eurodeputato M5S<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Commissione Ue ha risposto ad un&#8217;interrogazione degli eurodeputati del M5s Piernicola Pedicini e Rosa D&#8217;Amato, sulla vicenda della centrale termoelettrica Enel di Brindisi finita sott&#8217;inchiesta a settembre 2017, per aver venduto ceneri da combustione pericolose per l\u2019ambiente e la salute pubblica ai cementifici Cementir di Taranto, Colacem di Galatina e Italcementi di Matera. Nella risposta, la Commissione ha scritto che &#8220;in assenza di criteri europei o nazionali di cessazione della qualifica di rifiuto per le ceneri in questione, spetta alle autorit\u00e0 nazionali decidere caso per caso se alcuni rifiuti abbiano cessato di avere tale qualifica ai sensi della direttiva 2008\/98\/Ce&#8221; (tale direttiva stabilisce misure volte a proteggere l\u2019ambiente e la salute umana dagli impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti). &nbsp; L&#8217;organismo esecutivo di Bruxelles ha inoltre specificato che &#8220;la decisione 2014\/955\/Ue della Commissione relativa all&#8217;elenco dei rifiuti, stabilisce i codici di identificazione per classificare i rifiuti secondo la fonte e il tipo di materiale. 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