{"id":132690,"date":"2018-05-15T11:34:59","date_gmt":"2018-05-15T09:34:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=132690"},"modified":"2018-05-17T08:32:50","modified_gmt":"2018-05-17T06:32:50","slug":"operazione-oltre-le-mura-tutti-i-dettagli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/operazione-oltre-le-mura-tutti-i-dettagli\/","title":{"rendered":"Operazione &#8220;Oltre le mura&#8221;: tutti i dettagli"},"content":{"rendered":"<p>Nelle prime ore della mattina, la Polizia di Stato ha arrestato 12 persone, tra cui fiancheggiatori, affilati ed esponenti di spicco appartenenti ad una frangia della Sacra Corona Unita, operante nel territorio di Brindisi, Tuturano e Mesagne. Le indagini sono state svolte dalla Squadra Mobile di Brindisi e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le indagini hanno permesso di accertare come due detenuti, noti appartenenti all\u2019associazione mafiosa della S.C.U. (Raffaele MARTENA ed Antonio CAMPANA), attraverso l\u2019invio di alcuni \u201cpizzini1\u201d e di contatti telefonici mantenuti con un cellulare fraudolentemente introdotto in carcere, siano riusciti a ricostituire e compattare un agguerrito gruppo criminale, fornendo agli appartenenti all\u2019associazione specifiche disposizioni ed impartendo ordini da adottare sul territorio provinciale brindisino.<\/p>\n<p>Le indagini, svolte nel periodo compreso tra luglio e dicembre 2017, su impulso della Polizia Penitenziaria di Terni, hanno, di fatto, smantellato la linea di comando di una cellula criminale che fa riferimento ad una frangia storica della S.C.U.<\/p>\n<p>I due detenuti, inoltre, mantenevano contatti con numerosi altri soggetti ristretti in vari Istituti Penitenziari italiani, attribuendogli l\u2019investitura mafiosa e, in alcuni casi, sancendone l\u2019affiliazione.<\/p>\n<p>Dei 12 arrestati per associazione per delinquere di tipo mafioso, 9 sono stati catturati e condotti presso l\u2019Istituto Penitenziario. Agli altri 3, gi\u00e0 detenuti, \u00e8 stato notificato il provvedimento coercitivo direttamente presso il luogo di detenzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli arrestati, tutti originari di Brindisi e Provincia, sono:<br \/>\n1. MARTENA Raffaele, classe 1986, gi\u00e0 detenuto;<br \/>\n2. CAMPANA Antonio, classe 1979, gi\u00e0 detenuto;<br \/>\n3. ROSAFIO Jury, classe 1977;<br \/>\n4. CAMPANA Igino, classe 1955;<br \/>\n5. DE NITTO Ronzino, classe 1975;<br \/>\n6. ARIGLIANO Fabio, classe 1971;<br \/>\n7. EPIFANI Mario, classe 1981;<br \/>\n8. MARTENA Andrea, classe 1986;<br \/>\n9. POLITO Andrea, classe 1989;<br \/>\n10. POLITO Vincenzo, classe 1985;<br \/>\n11. SICILIA Enzo, classe 1985;<br \/>\n12. MAGLI Nicola, classe 1981, gi\u00e0 detenuto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MARTENA Raffaele e CAMPANA Antonio sono chiamati a rispondere in qualit\u00e0 di promotori ed organizzatori dell\u2019associazione mafiosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROSAFIO Jury, gi\u00e0 affiliato, \u00e8 ritenuto l\u2019attuale referente di MARTENA Raffaele e, quindi, il dirigente per suo conto della frangia dell\u2019associazione mafiosa operante nella citt\u00e0 di Brindisi e nella frazione di Tuturano, nonch\u00e9 incaricato del mantenimento dei rapporti con i clan attivi nella Provincia di Lecce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>DE NITTO Ronzino, componente della frangia mesagnese dell\u2019associazione, viene individuato quale referente del detenuto Antonio CAMPANA e, per conto di quest\u2019ultimo, promotore, organizzatore e dirigente della cellula criminale mafiosa di Mesagne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ARIGLIANO Fabio, SICILIA Enzo, MARTENA Andrea, MAGLI Nicola, POLITO Andrea, POLITO Vincenzo, tutti alle dipendenze di MARTENA Raffaele, per il tramite di ROSAFIO Jury, ed operanti nella citt\u00e0 di Brindisi e nella frazione cittadina di Tuturano.<\/p>\n<p>EPIFANI Mario, affiliato di ROSAFIO, suo autista e uomo di fiducia, autorizzato a ricevere le comunicazioni di<\/p>\n<p>MARTENA Raffaele dall\u2019interno del carcere, per poi diffonderle agli altri associati.<\/p>\n<p>CAMPANA Igino, alle dipendenze del nipote Antonio CAMPANA e suo tramite con l\u2019esterno del carcere, quale contatto con gli associati in libert\u00e0 e le istruzioni da veicolare loro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per tutti \u00e8 stata contestata anche l\u2019aggravante di appartenere ad un\u2019associazione armata.<br \/>\nSono stati accertati anche numerosi contatti epistolari intrattenuti con diversi individui detenuti in altre carceri italiane. I poliziotti della Squadra Mobile brindisina e la Polizia Penitenziaria, hanno, quindi, sottoposto a perquisizione tutti quei soggetti che avevano mantenuto una qualche forma di corrispondenza con MARTENA Raffaele e CAMPANA Antonio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le perquisizioni, si sono rese necessarie anche perch\u00e9 uno dei promotori dell\u2019organizzazione criminale aveva manifestato l\u2019intenzione di evadere dal carcere, ed anche perch\u00e9 aveva espresso una chiara minaccia nei confronti del P.M. che, in passato, lo aveva indagato e fatto condannare all\u2019ergastolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Peraltro, per riuscire nel progetto di fuga, il recluso era entrato a far parte di una compagnia teatrale formata da detenuti. In occasione di una rappresentazione teatrale, poi, avrebbe fatto in modo di reperire un particolare filo, cd. capello d\u2019angelo, che gli avrebbe permesso di segare le sbarre e tentare, cos\u00ec, l\u2019evasione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019introduzione di questo filo diamantato, sarebbe avvenuta attraverso una cintura, indossata da un familiare del detenuto, autorizzato all\u2019ingresso per un colloquio in carcere. Al passaggio presso il metal detector, il complice avrebbe dapprima tolto la cintura per superare il controllo, per poi indossarla nuovamente e sfilare da questa il filo, da consegnare al recluso durante il loro colloquio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tali circostanze, portate all\u2019attenzione dell\u2019A.G. inquirente, hanno determinato quest\u2019ultima nell\u2019attuare, in concomitanza con l\u2019esecuzione delle misure cautelari emesse, un\u2019ampia attivit\u00e0 di controllo sia sui destinatari del provvedimento gi\u00e0 detenuti sia su altri reclusi che hanno avuto contatti con i capi e\/o promotori dell\u2019associazione mafiosa di cui si \u00e8 detto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle prime ore della mattina, la Polizia di Stato ha arrestato 12 persone, tra cui fiancheggiatori, affilati ed esponenti di spicco appartenenti ad una frangia della Sacra Corona Unita, operante nel territorio di Brindisi, Tuturano e Mesagne. Le indagini sono state svolte dalla Squadra Mobile di Brindisi e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce. &nbsp; Le indagini hanno permesso di accertare come due detenuti, noti appartenenti all\u2019associazione mafiosa della S.C.U. (Raffaele MARTENA ed Antonio CAMPANA), attraverso l\u2019invio di alcuni \u201cpizzini1\u201d e di contatti telefonici mantenuti con un cellulare fraudolentemente introdotto in carcere, siano riusciti a ricostituire e compattare un agguerrito gruppo criminale, fornendo agli appartenenti all\u2019associazione specifiche disposizioni ed impartendo ordini da adottare sul territorio provinciale brindisino. Le indagini, svolte nel periodo compreso tra luglio e dicembre 2017, su impulso della Polizia Penitenziaria di Terni, hanno, di fatto, smantellato la linea di comando di una cellula criminale che fa riferimento ad una frangia storica della S.C.U. 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