{"id":133163,"date":"2018-05-19T16:35:03","date_gmt":"2018-05-19T14:35:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=133163"},"modified":"2018-05-20T11:03:05","modified_gmt":"2018-05-20T09:03:05","slug":"san-pietro-vernotico-citta-nuova-di-gigi-molfetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/san-pietro-vernotico-citta-nuova-di-gigi-molfetta\/","title":{"rendered":"San Pietro Vernotico: citt\u00e0 nuova. Di Gigi Molfetta"},"content":{"rendered":"<p>Poco avvezzo ai social, resto sorpreso da un articolo capitato per caso alla mia osservazione e apparso su Brundisium.net a firma di Ernesto Musio. E\u2019 invitante per una riflessione che non \u00e8 una risposta e non la desidera.<\/p>\n<p>Chi vi scrive \u00e8 nato a S.Pietro Vernotico, direi nel secondo dopoguerra, negli anni 50, figlio di un fabbro, cresciuto nella citt\u00e0dina pi\u00f9 importante del comprensorio, allora percepita come citt\u00e0 pi\u00f9 che come paese: l\u2019Ospedale di prestigio con medici di alto profilo, la Pretura, la Stazione Ferroviaria, le fiorenti parrocchie, una fervente attivit\u00e0 artigianale e commerciale, l\u2019agricoltura amata e vissuta, gli stabilimenti vinicoli che davano un profumo alla citt\u00e0 per tutto l\u2019anno, le feste patronali, la Befana del Vigile, le sagre religiose etc.<\/p>\n<p>Un grande senso di appartenenza alla \u201cnostra\u201d S. Pietro, all\u2019ombra di grandi educatori e maestri di vita, di religione, di scuola. Noi giovani ci aggregavano nell\u2019Azione Cattolica e ci sentivano i protagonisti della vita cittadina: volontariato, attivit\u00e0 sportive, gite, celebrazioni, attivit\u00e0 teatrale, uniti da un filo invisibile ma presente di senso civico rispettoso e duraturo, cristiano ma anche laico.<\/p>\n<p>Siamo cresciuti e la diaspora di necessit\u00e0 ci ha allontanati da San Pietro dove sono rimasti gli stanziali, i lavoratori autoctoni, coloro che \u2013 anche per politica \u2013 avevano necessit\u00e0 di restare.<\/p>\n<p>Si \u00e8 compiuta negli anni una mutazione storica della nostra citt\u00e0, dove gli amministratori sono stati colti di sorpresa, dimostrando di essere incapaci di reagire. Una presa d\u2019atto inesorabile. Pur vivendo fuori, ho sempre frequentato la mia S.Pietro; ho custodito, assistito e sepolto i miei genitori, umili artigiani cristiani, ho svolto la mia attivit\u00e0 professionale anche se occasionale, ho dedicato momenti di scambio culturale con i miei concittadini. Ho vissuto quindi gli eventi di questi 30 anni; non ho vissuto per\u00f2 le diatribe politiche se non da lontano ed epidermicamente. La crisi \u201cculturale, civile, morale\u201d, affermata nell\u2019articolo letto, sin dagli anni \u201980 ha avuto dei protagonisti; essa non si \u00e8 determinata per volont\u00e0 sconosciute; ogni atto pubblico \u2013 come si dice \u2013 \u00e8 una scelta di interesse personal-politico, presentata per\u00f2 nelle tornate elettorali come interesse di popolo. Le nostre parrocchie sono state in questi anni gli unici baluardi di difesa del decadimento, a testimonianza di quel filo invisibile di senso civico e religioso che ha animato la storia della nostra citt\u00e0 dalla sua origine.<\/p>\n<p>Ed in queste brevi e sia pur imprecise righe io ritrovo una sciagurata somiglianza con la realt\u00e0 nazionale di questo inizio del 3 millennio, intrisa di pauperismo, di confusione, di ateismo, di deriva morale, di minimalismo, di sconfinamento per citare la definizione del filosofo Marcello Veneziani o di relativismo etico per citare Papa Benedetto XVI, custode della nostra Fede Cristiana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi San Pietro \u00e8 una citt\u00e0 \u201cabbandonata\u201d, al pari della nostra cara Patria, preda dell\u2019erba alta ad ogni angolo, con le aiuole traboccanti di gramigna, nell\u2019indifferenza generale di chi guarda e ritiene tutto ci\u00f2 appartenere ad altre realt\u00e0, ad altri cittadini, le strade con l\u2019asfalto divelto, l\u2019anarchia del traffico nei punti nevralgici, l\u2019assalto di chi vuol vendere e si appropria di spazi pubblici come fosse una citt\u00e0 di fantasmi, la scomparsa di attivit\u00e0 commerciali, il buio di alcune strade importanti per la vita cittadina, etc.etc.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una citt\u00e0 senza NORME, anormale.<\/p>\n<p>Con un solo quinquennio di sana e retta amministrazione, tre decenni di scelte politiche dettati dai sindaci citati in sequenza nell\u2019articolo. Per tutte, due citazioni.<\/p>\n<p>La corsa alla centrale elettrica di Cerano \u00e8 stata una sciagurata scelta che \u2013 a fronte di qualche posto di lavoro \u2013 ha snaturato, avvilito, ammorbato il territorio e la nostra citt\u00e0; tutti sordi ovviamente all\u2019allarme degli esperti, tutti pronti a sventolare i carteggi delle cose fatte in regola. Benefici per la nostra Citt\u00e0? Nessuno e a nessun cittadino. Chi erano coloro che a suo tempo sottoscrivevano il si a tale \u201cstrategica\u201d ma scellerata scelta?<br \/>\nLa morte del nostro Ospedale, quale esempio di lungimirante politica del \u201cnon fare\u201d? Lenta, ma inesorabile, accompagnata nel de profundis da decisioni che noi cittadini non potevamo comprendere e coloro che celebravano il rito funebre non le hanno spiegate a suo tempo. Nella provincia di Brindisi era il faro della medicina e qualcuno nelle sedi regionali lo ha spento, consegnandoci ad una progressiva povert\u00e0 assistenziale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ad ogni tornata elettorale tutti propongono, analizzano, tentano di convincere noi cittadini circa la bont\u00e0 del loro programma cosiddetto politico, anche quando la Nazione si \u00e8 espressa in modo chiaro verso alcuni di questi partiti. Noi cittadini abbiamo un\u2019ultima libert\u00e0: dubitare!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi cittadini, di fronte alle esortazioni che ci vengono proposte, dobbiamo ora fare uno sforzo di memoria per ricordare il passato recente, i protagonisti delle scelte disarmoniche che hanno condannato la nostra cara S.Pietro all\u2019oblio di oggi; per ricordare poi un passato meno recente, laddove erano poste le nostre radici \u201cculturali, storiche, civili\u201d, ossia nel senso civico, nel rispetto istituzionale, nel fervore delle attivit\u00e0 sociali, nella presenza di maestri ed educatori, nel rispetto dei valori religiosi, nell\u2019appartenenza ai nostri campanili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I cittadini di San Pietro ora stanno riflettendo se fare passi indietro, dei quali conoscono per\u00f2 la cadenza e la portata; se fare passi in penombra non distinguendo il profilo verso chi si propone quale indimostrata alternativa oppure riordinare le idee e cominciare a credere per il prossimo lustro in una ricostruzione, in una ricrescita senza urla, falsi proclami, giudizi temerari o calunniosi, bugie, ma affidandosi a chi \u201csenza fobie\u201d ha gi\u00e0 dimostrato competenza professionale e attaccamento a quei valori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno slancio umano, religioso e civile per una CITTA\u2019 NUOVA.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un abbraccio a tutti i concittadini.<br \/>\nLuigi Molfetta<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poco avvezzo ai social, resto sorpreso da un articolo capitato per caso alla mia osservazione e apparso su Brundisium.net a firma di Ernesto Musio. E\u2019 invitante per una riflessione che non \u00e8 una risposta e non la desidera. Chi vi scrive \u00e8 nato a S.Pietro Vernotico, direi nel secondo dopoguerra, negli anni 50, figlio di un fabbro, cresciuto nella citt\u00e0dina pi\u00f9 importante del comprensorio, allora percepita come citt\u00e0 pi\u00f9 che come paese: l\u2019Ospedale di prestigio con medici di alto profilo, la Pretura, la Stazione Ferroviaria, le fiorenti parrocchie, una fervente attivit\u00e0 artigianale e commerciale, l\u2019agricoltura amata e vissuta, gli stabilimenti vinicoli che davano un profumo alla citt\u00e0 per tutto l\u2019anno, le feste patronali, la Befana del Vigile, le sagre religiose etc. Un grande senso di appartenenza alla \u201cnostra\u201d S. Pietro, all\u2019ombra di grandi educatori e maestri di vita, di religione, di scuola. 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