{"id":133709,"date":"2018-05-25T08:04:10","date_gmt":"2018-05-25T06:04:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=133709"},"modified":"2018-05-26T15:48:03","modified_gmt":"2018-05-26T13:48:03","slug":"per-il-futuro-economico-di-brindisi-e-vitale-ridare-alla-terra-il-ruolo-perso-o-abbandonato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/per-il-futuro-economico-di-brindisi-e-vitale-ridare-alla-terra-il-ruolo-perso-o-abbandonato\/","title":{"rendered":"&#8220;Per il futuro economico di Brindisi \u00e8 vitale ridare alla terra il ruolo perso o abbandonato&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>A Brindisi, dopo gli anni della industrializzazione forzata e calata dall&#8217;alto e che, per un certo periodo, ha prodotto sviluppo, reddito e lavoro,\u00e8 necessaria una svolta o quantomeno una riflessione economica e culturale non condizionata ne&#8217; da approssimazioni e ne&#8217; da fondamentalismi.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 di Brindisi continua ad avere una spiccata caratterizzazione industriale legata alla presenza di numerosi siti produttivi medi e grandi, nazionali e internazionali. Rimuoverne l\u2019importanza o sottovalutarne il ruolo, \u00e8 da incoscienti, cos\u00ec come affidare solo ad essa le sorti e il futuro dello sviluppo \u00e8 da colpevoli \u201cignoranti\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 arrivato, per\u00f2, il momento per un ripensamento sul futuro economico e produttivo della citt\u00e0. Alla sua definizione pu\u00f2 e deve contribuire un altro tipo di industria, meno pesante e non inquinante, ma lo pu\u00f2 fare anche l&#8217;agricoltura del territorio. In un momento, tra l&#8217;altro, in cui l&#8217;agricoltura, in Italia e soprattutto nel sud, sta dimostrando segni di vitalit\u00e0 e di sviluppo ben superiori a tutti gli altri settori ( +7%) come dimostrano i recenti dati della Svimez e dell&#8217;Istat.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La citt\u00e0 di Brindisi per superficie agraria e&#8217; la citt\u00e0 pugliese, dopo Foggia, con l&#8217;agro pi\u00f9 esteso arrivando fino ai confini di Mesagne, Sandonaci, San Pancrazio, San Pietro, Cellino, Carovigno, San Vito.<\/p>\n<p>In provincia di Brindisi il peso dell\u2019agricoltura sul valore aggiunto \u00e8 passato dal 3,9% del 2005 al 6,5% del 2015 mentre l\u2019industria, nello stesso periodo, dal 19% al 17%. Gli addetti nell\u2019industria sono 20.000, in agricoltura sono 13.000. In citt\u00e0, in proporzione, i rapporti sono pi\u00f9 o meno gli stessi. Ma il settore agricolo rimane privo di considerazioni e di attenzione. In questa campagna elettorale amministrativa l\u2019agricoltura continua ad essere assente. Nei confronti tra i candidati e anche nelle stesse sollecitazioni mediatiche e settoriali manca sempre il riferimento a questo importante settore.<br \/>\nEppure e&#8217; l&#8217;unica citt\u00e0 capoluogo che ha, a suo nome, una DOC e che fece del vino una delle sue principali ragioni e condizioni di sviluppo produttivo e urbanistico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le fornaci per la costruzione in epoca romana di anfore vinarie, i tantissimi stabilimenti vinicoli, tutti distrutti o dati alla rendita e alla speculazione edilizia, l&#8217;utilizzo, in varie epoche, del porto per il trasporto del vino che si produceva nel territorio, sono, forse la testimonianza pi\u00f9 significativa della storia vitivinicola della citt\u00e0. La superficie agraria destinata alla viticoltura fino agli anni ottanta, prima degli svellimenti incentivati dei vigneti era a Brindisi, quasi quattro volte superiore a quella attuale. Altre realt\u00e0 con le vigne hanno fatto le loro fortune, a Brindisi sono prevalsi, invece, prematuramente sfiducia e abbandono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi attraverso i suoi carciofeti si \u00e8 fatta apprezzare per il cultivar del carciofo, oggi IGP. Era famosa per la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 della produzione di angurie e melloni gialli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Attorno a queste produzioni non si \u00e8 riusciti, per\u00f2, a costruire filiere, a determinare una rottura nel percorso della intermediazione tra prodotti agricoli e loro trasformati e consumatori. Una intermediazione fatta di troppi passaggi e che tanto nuoce alla redditivit\u00e0 dell&#8217;agricoltura brindisina e che avvantaggia e fa arricchire solo l&#8217;industria di trasformazione e la catena commerciale.<\/p>\n<p>Non si \u00e8 stati capaci di valorizzare il saper fare dei nostri contadini, la qualit\u00e0 dei nostri terreni, introducendo le innovazioni necessarie. Anzi molte delle nostre produzioni sono state valorizzate, trasformate e utilizzate in altri contesti anche vicini,in un rapporto positivo tra produzioni agricole, cibo, territorio, cultura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si possono valorizzare e utilizzare a Brindisi le sue tradizionali produzioni, il suo saper fare agricolo, i suoi terreni,la sua pianura, il paesaggio delle campagne, per ripensare anche cos\u00ec il suo futuro?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ne ho parlato a Riccardo Rossi e ho trovato in lui interesse, consapevolezza e una interessante disponibilit\u00e0 a recepire le potenzialit\u00e0 del settore nel suo programma.<br \/>\nNuovi giovani imprenditori brindisini oltre che grandi imprese del nord, ci stanno provando ed anche con successo. Nuove coltivazioni crescono, nuovi e pi\u00f9 moderni impianti viticoli, per esempio, si stanno di nuovo diffondendo. Ma l&#8217;impegno deve andare oltre e deve coinvolgere il sapere e l&#8217;innovazione. L\u2019agricoltura ne ha tanto bisogno. La drammatica vicenda della Xylella lo impone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il vecchio saper fare non basta pi\u00f9. Gli elementi che non possono mancare sono oggi anche il saper raccontare(comunicazione, marketing, brand), il saper vendere(internazionalizzazione, e-commerce, cercare e creare nuovi mercati),il saper innovare(tecnologie di conduzione e di buona e sana coltivazione dei processi produttivi),il saper ricavare nuovi prodotti dalle vecchie produzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che sia cultura o storia, biologia o chimica, e&#8217; il sapere l&#8217;elemento di maggiore valore anche per l&#8217;agricoltura.<br \/>\nE poi tutto e&#8217; collegato. Una sana agricoltura fondata sui saperi fa bene alla salute. Una buona agricoltura tutela il territorio e il paesaggio. Un paesaggio e un territorio ben tutelato attira il turismo, soprattutto quello di qualit\u00e0. Il turismo di qualit\u00e0 va alla ricerca di benessere e di cibo sano, crea nuova occupazione, incentiva l&#8217;artigianato di territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche questo \u00e8 un messaggio utile per il nostro futuro, per il futuro di questo territorio che pu\u00f2 riscoprire tutte le sue potenzialit\u00e0, ridando alla terra e alla agricoltura il ruolo perso o abbandonato. E non \u00e8 anche questo un patrimonio da far conoscere e far apprezzare agli stessi brindisini, ai turisti, compresi quelli delle crociere?<\/p>\n<p>\u00c8 giusto pensare da qui in avanti al settore primario anche attraverso una visione pi\u00f9 ampia dove gli aspetti innovativi offrono spunti interessanti di reale cambiamento.<br \/>\nSi pu\u00f2 dare cos\u00ec una prospettiva alle nuove generazioni interessate e attratte dalla campagna e dalla agricoltura. E si darebbe anche un po&#8217; di fiducia e di considerazione ai nostri agricoltori ancora disperati, per i costi di produzione o per le varie crisi agricole e di mercato che subiscono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sarebbe gi\u00e0 un ottimo segnale per la citt\u00e0 e per l&#8217;agricoltura brindisina se l&#8217;amministrazione comunale ( per anni disinteressata a questa parte importante del suo ricco agro),facendo il censimento delle proprie propriet\u00e0 agricole (relitti stradali, terreni agricoli, donazioni, ecc.) le mettesse a disposizione di giovani e di anziani per coltivare e per imparare a coltivare e a produrre prodotti tipici della nostra terra, introducendo anche da noi la buona pratica degli orti urbani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un patrimonio di terreni, di associazioni, di cooperative, di nuovi e vecchi imprenditori che in agricoltura possono dare e fare tanto. E&#8217; anche questo un modo per ripensare allo sviluppo della citt\u00e0 e se si vuole guardare al futuro dei nostri territori senza rimanere impigliati ancora nelle polemiche sulla vecchia industrializzazione, una parte della quale ha ormai fatto il suo tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Insomma \u00e8 maturo il tempo che anche a Brindisi l&#8217;agricoltura ritorni ad essere considerata in maniera diversa per farla diventare una componente forte dello sviluppo del territorio. Brindisi non \u00e8 solo industria, porto, zona industriale. Partecipare alla definizione degli strumenti a sostegno dello sviluppo rurale e costiero quale \u00e8 il nuovo GAL (Gruppo di azione locale) previsto dalla programmazione agricola regionale dei fondi europei, oggi \u00e8 possibile anche per la citt\u00e0.<br \/>\nSarebbe necessario \u201cun patto verde&#8221; per una buona agricoltura e per cibi sani, contro l&#8217;abbandono dei terreni, recuperando quelli incolti per far crescere cos\u00ec, attraverso incentivi, associazionismo, formazione, una nuova passione e una imprenditorialit\u00e0 giovanile radicata nel territorio e del territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;agricoltura \u00e8 un settore pieno di opportunit\u00e0 e pu\u00f2 avere un elevato valore aggiunto a condizione che si sappia generare quel circolo virtuoso del sapere fatto di tradizione, qualit\u00e0, innovazione e capacit\u00e0 di racconto. E Brindisi dai tempi dei messapi e dei romani, per la fertilit\u00e0 del suo agro, per la bont\u00e0 delle sue produzioni agricole, pu\u00f2 fare e raccontare tanto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Brindisi, dopo gli anni della industrializzazione forzata e calata dall&#8217;alto e che, per un certo periodo, ha prodotto sviluppo, reddito e lavoro,\u00e8 necessaria una svolta o quantomeno una riflessione economica e culturale non condizionata ne&#8217; da approssimazioni e ne&#8217; da fondamentalismi. La citt\u00e0 di Brindisi continua ad avere una spiccata caratterizzazione industriale legata alla presenza di numerosi siti produttivi medi e grandi, nazionali e internazionali. Rimuoverne l\u2019importanza o sottovalutarne il ruolo, \u00e8 da incoscienti, cos\u00ec come affidare solo ad essa le sorti e il futuro dello sviluppo \u00e8 da colpevoli \u201cignoranti\u201d. \u00c8 arrivato, per\u00f2, il momento per un ripensamento sul futuro economico e produttivo della citt\u00e0. Alla sua definizione pu\u00f2 e deve contribuire un altro tipo di industria, meno pesante e non inquinante, ma lo pu\u00f2 fare anche l&#8217;agricoltura del territorio. In un momento, tra l&#8217;altro, in cui l&#8217;agricoltura, in Italia e soprattutto nel sud, sta dimostrando segni di vitalit\u00e0 e di sviluppo ben superiori a tutti gli altri settori ( +7%) come dimostrano i recenti dati della Svimez&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":108774,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[286,5496],"class_list":["post-133709","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","tag-agricoltura","tag-leu"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/133709","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=133709"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/133709\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":133710,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/133709\/revisions\/133710"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/108774"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=133709"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=133709"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=133709"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}