{"id":13393,"date":"2014-05-16T10:19:31","date_gmt":"2014-05-16T08:19:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=13393"},"modified":"2014-05-15T20:22:02","modified_gmt":"2014-05-15T18:22:02","slug":"lo-sguardo-nel-tempo-alessandro-tofanelli-in-mostra-alla-galleria-orizzonti-di-ostuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/lo-sguardo-nel-tempo-alessandro-tofanelli-in-mostra-alla-galleria-orizzonti-di-ostuni\/","title":{"rendered":"Lo sguardo nel tempo: Alessandro Tofanelli in mostra alla galleria Orizzonti di Ostuni"},"content":{"rendered":"<p>Il secondo appuntamento inserito nel calendario delle mostre e degli eventi per questa estate 2014 della galleria Orizzonti Arte Contemporanea \u00e8 affidato alla mostra dal titolo LO SGUARDO NEL TEMPO dell\u2019artista Alessandro Tofanelli che fa del paesaggio il protagonista assoluto dei suoi dipinti.<br \/>\nDiversi i critici che hanno scritto sul suo lavoro; infatti usando le parole di Antonella Serafini: \u201cAlessandro Tofanelli, pittore ma anche uomo di cinema e di televisione, cammina nel paesaggio sin dalla nascita. Il grande parco di Migliarino \u00e8 stato il luogo della sua infanzia, quello dove ha scelto di porre la sua dimora e, prima ancora che soggetto della sua pittura, \u00e8 stato ed \u00e8 tuttora, oggetto dei suoi documentari, nonch\u00e9 protagonista principale dei suoi film\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oppure prestando attenzione alle righe scritte per lui da Silvano Ambrogi:<br \/>\n\u201cL\u2019indeterminatezza dello spazio e del tempo \u00e8 propria quindi sia dei quadri nei quali sono stati rappresentati solo elementi naturali o di paesaggio, sia dei quadri in cui compare una figura umana, e dice a noi che guardiamo che quello spazio e quel tempo che stiamo osservando sono di esclusiva propriet\u00e0 di chi il quadro lo ha dipinto. \u00c8 questo un altro modo per rappresentare il legame assoluto che lega il pittore Alessandro Tofanelli ai luoghi che dipinge, un modo che non passa semplicemente per la loro riproduzione naturalistica, ma passa attraverso la capacit\u00e0 di rendere quei luoghi estranei alle vicende del quotidiano\u201d.<br \/>\nMa forse quello che pi\u00f9 emoziona ed avvicina al mondo ed al mistero della pittura di Tofanelli \u00e8 quello che traspare da un racconto di Antonio Tabucchi ispirato proprio ad una sua opera, in cui la \u201clettura\u201d del quadro diviene una realt\u00e0 sospesa, ignota, forse mai esistita, a met\u00e0 fra il sogno e la musica.<br \/>\nDa \u201cRacconti con figure\u201d di Antonio Tabucchi, Sellerio Editore, Palermo, 2011<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prefazione:<br \/>\n\u201cSpesso la pittura ha mosso la mia penna. Se in un lontano pomeriggio del 1970 non fossi entrato al Prado e non fossi rimasto \u201cprigioniero\u201d davanti a Las Meninas di Velazques, incapace di uscire dalla sala fino alla chiusura del museo, non avrei mai scritto Il gioco del rovescio. Lo stesso vale per l\u2019enorme suggestione provata da bambino davanti agli affreschi del Convento di San Marco, rivisitati spesso da adulto, che un bel giorno ritorn\u00f2 con prepotenza sbucando nelle pagine de I volatili del Beato Angelico\u201d.<br \/>\nDalla suggestione di un\u2019immagine, soprattutto dalla pittura, nascono questi racconti di Tabucchi. Ma a sua volta il racconto sembra catturare in un\u2019altra dimensione le figure che lo provocano: \u00e8 quella contea fantastica dove, come scrisse Leopardi, \u201cl\u2019amina immagina quello che non vede\u201d. Cos\u00ec le figure sembrano risvegliarsi dalla loro immobilit\u00e0, acquistano vita, da immagini diventano personaggi e interpreti delle loro storie\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una finestra sull\u2019ignoto<br \/>\n(scritto per l\u2019opera \u201cPresto o tardi\u201d di Alessandro Tofanelli)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 era andato ad abitare l\u00ec? Non lo sapeva. O meglio, lo sapeva. A causa di un paesaggio che gli avrebbe fatto abbandonare l\u2019inquietudine: grandi spazi, campagne, silenzi, le case di una volta, quando le case erano case e dentro, con le persone, c\u2019erano gli arnesi, gli attrezzi, tutto quello che serviva alla vita di ogni giorno e che si svolgeva intorno, vicino alle case dove si stava.<br \/>\nPer\u00f2 un giorno era venuto l\u2019architetto, un suo amico, bravo architetto nelle grandi citt\u00e0 dove si costruiscono grandi edifici di vetro e di acciaio, bellissimi a vedersi, e gli aveva detto: \u201c Questa \u00e8 una parete che ti nasconde il paesaggio, devi aprirci una finestra, sar\u00e0 come un quadro dentro la tua casa, ma un quadro naturale nella cui cornice accogli la natura, perch\u00e9 la natura devi lasciarla entrare dalle finestre, non puoi vietarla con un muro\u201d. E disegnando con il gesto delle braccia un\u2019immaginaria finestra in quella parete di cucina dove c\u2019erano le mensole con il sale e il pepe e l\u2019olio e le pentole appese a un chiodo, aveva continuato: \u201cVia tutto questo vecchiume, lo sposti nella madia o nella credenza: sotto la finestra ti ci faccio una mensola di travertino, ci posi una ciotola, due mele o due arance, come se fosse un piccolo altare di campagna, un\u2019umile natura morta che accompagna la maestosa umilt\u00e0 del paesaggio\u201d.<br \/>\nE lui aveva osato replicare: \u201cNo, di travertino no, ti prego, non voglio del travertino in casa mia\u201d.<br \/>\n\u201cD\u2019accordo\u201d aveva risposto l\u2019architetto, \u201cte lo faccio in gesso, e te lo dipingo in falso travertino, in modo che si veda bene che \u00e8 un modesto gesso da contadini che vorrebbe essere travertino. E a questa finestra non ti ci metter\u00f2 n\u00e9 ante n\u00e9 persiane, tanto \u00e8 a nord e il sole, che qui \u00e8 feroce, non ti batter\u00e0 sul tavolo in maniera troppo violenta, ma potrai vedere il crepuscolo, perch\u00e9 d\u2019estate, quando la notte scende e la calura si smorza, qui il cielo diventa cobalto, le chiome degli alberi si accendono di un verde insolito, hai notato che strano tipo di verde assumo questi alberi? Il verde \u00e8 un colore composto, per farlo ci vogliono il giallo e l\u2019azzurro, le foglie perdono l\u2019azzurro e gli resta un giallo che le prime ombre notturne punteggiano di scuro, come se fossero mappe di ignote geografie. L\u2019ideale sarebbe lasciarla, questa finestra, aperta all\u2019aria e ai venti, come se il suo interno senza soluzione di continuit\u00e0 arrivasse nell\u2019esterno e l\u2019accogliesse. E tu bevendo un bicchiere e preparando la tua cenetta mentre ascolti musica, perch\u00e9 so che mentre ti prepari la cena, ascolti musica, non hai pi\u00f9 una parete davanti a te, ma l\u2019apertura su ci\u00f2 che ti circonda.<br \/>\nQuesto sarebbe l\u2019ideale, ma anche i pi\u00f9 alti desideri dell\u2019architettura hanno un limite, anche qui arriver\u00e0 l\u2019inverno, ti entrerebbe la pioggia e il vento, e dunque, per ovviare, ci metterei un foglio di plexiglas, neppure due centimetri, ma cos\u00ec impercettibile, come lo fanno ora che sembra aria, e ti assicuro che a volte sarai tentato addirittura di mettere la mano fuori per sentire il fresco della sera.<br \/>\nA proposito, cosa ti piacerebbe ascoltare, mentre bevi un bicchiere di vino e ti prepari uno spaghetto, prima di affrontare la notte e i tuoi pensieri che sul foglio bianco si trasformano in parole?\u201d.<br \/>\n\u201cDipende\u201d, aveva risposto lui, \u201cdi solito Mozart, ma anche Chet Baker, soprattutto quando canta con quella sua voce roca e sussurrata, mi calma l\u2019inquietudine, mi fa da ninnananna e mi tranquillizza, anche perch\u00e9 strascica talmente le parole che non le capisco, sembra una nenia antica, poi attacca con la tromba in sordina e ti porta via\u201d.<br \/>\nStava calando la sera, il cielo si era fatto di cobalto, gli alberi si stavano tingendo di giallo, come se il verde delle foglie fosse caduto all\u2019improvviso. Lui si stava preparando uno spaghettino con dei pioppini che aveva raccolto nel tronco di un albero, con un pizzico di caprifoglio e pecorino locale, mise il disco di Chet Becker, alz\u00f2 gli occhi e vide la casa dietro la sua. E\u2019 una casa abbandonata, gli aveva detto il proprietario, una volta ci abitava una famiglia di contadini venuta ai tempi delle alluvioni del Polesine, ma erano morti tutti da anni.<br \/>\nLe finestre al piano superiore erano accese, una pi\u00f9 grande e d una pi\u00f9 piccola che doveva essere la finestra della soffitta. E sulla facciata una luce triangolare disegnava un\u2019illuminazione di esatta geometria, come se vi fosse proiettata, perch\u00e9 lampioni non se ne vedevano. E sull\u2019angolo della casa c\u2019era una ruota appoggiata alla parete che sembrava la ruota posteriore di una bicicletta. E poi gli parve di vedere un\u2019ombra che svicolava dietro l\u2019angolo della casa e entrava nel buio, ma di questo non fu sicuro, forse era stata la sua immaginazione. Allora si avvicin\u00f2 alla finestra, e d\u2019istinto tent\u00f2 di mettere la mano fuori, come per fare un cenno a qualcuno che non c\u2019era o toccare semplicemente l\u2019aria dall\u2019esterno. Ma la sua mano urt\u00f2 contro il plexiglas. Vi appoggi\u00f2 il palmo e subito lo ritir\u00f2. Sul plexiglas rest\u00f2 per un attimo l\u2019impronta del suo sudore. Spense la musica e si mise in ascolto. Pens\u00f2 a com\u2019era strano guardare la realt\u00e0 che ci circonda come se sessa fosse a portata di mano e pens\u00f2 che niente \u00e8 a portata di mano, soprattutto quello che vedi, e che a volte ci\u00f2 che \u00e8 accanto \u00e8 pi\u00f9 lontano di quello che pensi. Pens\u00f2 anche di telefonare al suo amico architetto, ma forse certe cose non si possono dire per telefono, \u00e8 meglio scriverle, altrimenti sembrano insensate. Meglio un biglietto. Mi hai aperto una finestra sull\u2019ignoto, gli avrebbe scritto. Ma lo avrebbe scritto domani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ALESSANDRO TOFANELLI<\/strong><br \/>\nNato a Viareggio nel 1959, si diploma nel 1977 presso l\u2019Istituto d\u2019Arte di Lucca ed in seguito frequenta l\u2019Accademia d\u2019Arte di Brera a Milano.<br \/>\nTofanelli nasce come pittore ed ha esposto ed espone tuttora in importanti gallerie italiane ed estere.<br \/>\nPremi vinti: nel 1975 vince il premio \u201cLa resistenza in Lucchesia\u201d (il dipinto si trova nella Galleria di Arte Moderna di Lucca) e il primo premio \u201cConcorso INATouring\u201d a Palazzo Strozzi di Firenze. Nel 1984 vince il premio \u201cGiotto d\u2019Oro\u201d, nel 1987 vince il premio \u201cOnda Verde\u201da Firenze e il premio internazionale \u201c Ibla<br \/>\nMediterraneo\u201d.<br \/>\nAlessandro Tofanelli \u00e8 per\u00f2 anche uomo di cinema e di televisione.<br \/>\nIn ambito cinematografico \u00e8 del 2012 il suo ultimo lavoro, il film : &#8220;Il segreto degli alberi&#8221;, da lui scritto e diretto. Il film \u00e8 stato presentato a Viareggio all\u2019Europa Cinema e a Tofanelli in quell\u2019occasione \u00e8 stato consegnato il Premio Monicelli.<br \/>\nMentre \u00e8 del 2006 il premio speciale della giuria al festival Europacinema e la vittoria del Festival Nice, di New York e San Francisco per Il film, da lui scritto e diretto, intitolato \u201cContronatura\u201d. In ambito televisivo, a partire dal 1983, Tofanelli ha collaborato con le trasmissioni televisive della Rai: \u201cGeo\u201d \u2013 Rai Tre, \u201cLinea verde\u201d- Rai Uno, \u201cQuark\u201d- Rai Uno, \u201cGiorno di festa\u201d- Rai Due.<br \/>\nHa collaborato anche con la BBC per il \u201cNatural history unit\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>LO SGUARDO NEL TEMPO<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> OPERE di ALESSANDRO TOFANELLI<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> DAL 24 MAGGIO \u2013 08 GIUGNO 2014<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> VERNISSAGE SABATO 24 MAGGIO 2014, ORE 19:00<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> Piazzetta Cattedrale (Centro Storico) 72017 Ostuni (Br)<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> ORARIO: tutti i giorni 10.00-22.00<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> T. 0831\/335373<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> Cell. 348.8032506<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> Web: www.orizzontiarte.it<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> E-mail: info@orizzontiarte.it<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> f: orizzontiartecontemporanea<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>MEDIAPARTNER: ilsitodell&#8217;arte<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il secondo appuntamento inserito nel calendario delle mostre e degli eventi per questa estate 2014 della galleria Orizzonti Arte Contemporanea \u00e8 affidato alla mostra dal titolo LO SGUARDO NEL TEMPO dell\u2019artista Alessandro Tofanelli che fa del paesaggio il protagonista assoluto dei suoi dipinti. 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