{"id":134827,"date":"2018-06-06T17:33:52","date_gmt":"2018-06-06T15:33:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=134827"},"modified":"2018-06-13T07:59:21","modified_gmt":"2018-06-13T05:59:21","slug":"amarsi-per-sempre-di-guido-giampietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/amarsi-per-sempre-di-guido-giampietro\/","title":{"rendered":"Amarsi per sempre\u2026? Di Guido Giampietro"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 vero che amarsi per sempre \u2013 si chiedeva Honor\u00e9 de Balzac \u2013 \u00e8 la pi\u00f9 temeraria delle imprese? Certamente s\u00ec se osserviamo ci\u00f2 che la realt\u00e0 di tutti i giorni ci offre. Uno spettacolo fatto di separazioni di fatto o legali, seguite o no da divorzi, divorzi brevi, divorzi senza avvocati, divorzi facilitati, divorzi all\u2019estero con assistenza in italiano\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutti felici, allora? Macch\u00e9. Tutti, ma proprio tutti, pi\u00f9 infelici, tanto da generare, negli ultimi anni, la categoria dei nuovi poveri. Soprattutto mariti e padri ridotti, dopo la separazione, all\u2019indigenza a causa dell\u2019obbligo degli assegni di mantenimento e del forzato abbandono dell\u2019abitazione. Oltre alla perdita dei figli che le norme del diritto di famiglia assegnano quasi sempre alle madri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E la drammaticit\u00e0 di tale situazione \u00e8 sotto gli occhi di tutti perch\u00e9 costoro, se impossibilitati a rientrare nelle famiglie di origine, sono costretti a dormire nelle auto e a consumare i pasti alle mense della Caritas. Che poi non \u00e8 nemmeno questo l\u2019aspetto pi\u00f9 grottesco della vicenda, quanto la perdita, a quaranta-cinquant\u2019anni, della dignit\u00e0 personale. Una triste realt\u00e0 che li pone sullo stesso piano dei barboni con la differenza che, per la maggioranza di questi ultimi, volontariamente in lotta contro le regole del vivere civile, la perdita della dignit\u00e0 costituisce l\u2019inizio della liberazione.<br \/>\nSi calcola che solo in Lombardia le famiglie che vivono in regime di separazione o divorzio siano quasi un milione e che il sessanta per cento di queste abbia almeno un figlio. E a Milano si stima che siano quasi 50 mila i padri separati che vivono in situazioni di difficolt\u00e0 economica. Da qui la possibilit\u00e0 offerta dalla Regione di uno sconto del trenta per cento sugli affitti per i genitori separati con Isee inferiore a 20 mila euro o, in alternativa, di un contributo a fondo perduto pari all\u201985 per cento della spesa per recuperare il patrimonio immobiliare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo avviene nella regione pi\u00f9 ricca d\u2019Italia. E altrove? Certamente la realt\u00e0 \u00e8 anche peggiore. D\u2019altro canto \u00e8 evidente che per il sostegno dei genitori separati siano necessarie misure strutturali e non gli spiccioli messi a disposizione secondo il \u201ccolore\u201d delle amministrazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora non \u00e8 che voglia fare il \u201claudator temporis acti\u201d, ma ritengo che in un passato non tanto remoto le cose andassero meglio. Con un divorzio ancora ignoto alle masse, le incompatibilit\u00e0 di carattere si risolvevano con grandi litigate accompagnate dalla classica rottura di piatti e dai lanci (volutamente fuori mira) di stoviglie e libroni. Nei casi pi\u00f9 gravi si ricorreva al metodo Lisistrata, vale a dire allo sciopero del sesso da parte delle mogli. Quello stesso che Aristofane, fin dal 411 a.C., aveva messo in scena con successo ad Atene. Alla fine tutto, o quasi tutto, si ripianava. Se non altro per amore verso i figli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi invece, mentre le parti in causa fanno lavare i loro panni sporchi dagli avvocati o, senza vergogna, li espongono nei talk show, i sociologi si affannano a discettare sulle cause che hanno portato la famiglia \u2013 l\u2019unico baluardo che fin qui ha protetto il nostro Paese dal naufragio toccato agli altri \u2013 a queste estreme conseguenze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se nel passato \u2013 dicono \u2013 \u00e8 stata l\u2019occupazione femminile ad assestare un colpo all\u2019istituzione matrimoniale, in quanto una donna che guadagna \u00e8 pi\u00f9 libera di andarsene, oggigiorno sembra siano la mancanza di occupazione e la precariet\u00e0 a mettere in ginocchio le famiglie. Infatti quando nella coppia uno dei due perde il lavoro non sempre quello sulle cui spalle finisce per gravare l\u2019intero bilancio familiare, \u00e8 capace di tirare avanti. Cos\u00ec pu\u00f2 capitare che uno dei due coniugi trovi altrove qualcuno che lo rassicuri di pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 anche una casistica che fa astrazione dal problema lavoro. Si parla allora d\u2019incompatibilit\u00e0 di carattere, d\u2019incomprensioni, di fine dell\u2019amore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Direi piuttosto che in questi casi l\u2019amore non sia mai nemmeno principiato o che, anche se in buona fede, sia stato scambiato per qualcos\u2019altro. O che la durata eterna del matrimonio \u2013 quella che tradizionalmente si giura in chiesa &#8211; nella mutevolezza del mondo moderno abbia perso il suo originale significato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma sul tema dell\u2019amore eterno rischiamo di perderci come il naufrago che intorno a s\u00e9 non vede pi\u00f9 punti di riferimento. Cos\u00ec Goethe, ne Le affinit\u00e0 elettive, faceva dire a un personaggio che il matrimonio dovrebbe essere contratto solo per cinque anni. Di questi, i primi due-tre passerebbero piacevolmente. Poi a una delle parti starebbe a cuore di vedere durare oltre la relazione, e pi\u00f9 ci si avvicinerebbe al termine di scadenza, pi\u00f9 crescerebbe la piacevolezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La \u00abparte indifferente, addirittura scontenta, verrebbe rabbonita e riconquistata da un simile comportamento. Si dimenticherebbe che il tempo passa, come si dimenticano le ore in buona compagnia, e ci si troverebbe deliziosamente stupiti accorgendosi, dopo lo scadere del termine, di averlo tacitamente prolungato\u00bb.<br \/>\nE una tale teoria, dalla finzione narrativa, \u00e8 passata nella pratica e spinta alle pi\u00f9 inimmaginabili conseguenze. I matrimoni che cessano dopo pochi mesi o addirittura pochi giorni non si contano pi\u00f9. Pur di comparire nei Guinness dei primati si rimane sposati anche solo per qualche ora, dissacrando l\u2019istituto religioso o ridicolizzando il contratto civile che sono alla base del matrimonio stesso.<br \/>\nUna vera e propria rivoluzione iniziata con lo scimmiottamento dei comportamenti hollywoodiani di star e vip e che, nel tempo, si \u00e8 consolidata perch\u00e9 l\u2019assenza di veri moralisti ha permesso il dilagare dei moralizzatori privi di una visione etica, nel senso laico del termine, della vita.<\/p>\n<p>Perfino la Chiesa potrebbe avere ingenerato qualche dubbio quando nell\u2019Antico testamento (Siracide, libro 25, 26-27) si legge: \u00abSe la donna non cammina al cenno della tua mano, \/ separala dalla tua carne\u00bb\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Naturalmente esistono le eccezioni. Che non sono solo quelle codificate dalla Chiesa nei confronti dei battezzati, vale a dire gl\u2019impedimenti dirimenti, i vizi di consenso e il difetto di forma canonica. E nemmeno quelle dell\u2019ordinamento civile.<br \/>\nMa anche quelle che si rifanno a rapporti malati contrassegnati dalla violenza e che prima o poi possono concludersi con un femminicidio. Rapporti che con l\u2019unione amorosa non hanno nulla a vedere. Tanto per intendersi, sono lontani dal pensiero che dell\u2019amore aveva il Tasso: \u00abO dolce congiungimento de\u2019 cuori, o soave unione degli animi nostri, o legittimo nodo, o castissimo giogo, che sei pi\u00f9 d\u2019alloggiamento che di peso a portare, pi\u00f9 di conforto che di fatica a sostenere\u2026\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Naturalmente non rientrano tra le eccezioni le separazioni fittizie suggerite da motivi\u2026 fiscali. Quelle cio\u00e8 che, sfidando la legge, vengono poste in essere per godere di aliquote pi\u00f9 leggere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dunque, facendo astrazione da tutte le eccezioni, l\u2019unica spiegazione al dilagare della rottura delle unioni matrimoniali rimane quella della mancanza di amore. Amore verso se stessi, verso il coniuge, verso i figli. Una mancanza che, seppure mascherata dalla giovane et\u00e0 e dalle pulsazioni biologiche, c\u2019\u00e8 sempre stata. Fin dallo scoccare della scintilla dell\u2019innamoramento e, via via, fino al momento del fatidico \u201cs\u00ec\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Insomma bisogna convincersi che \u00e8 l\u2019amore il collante che tiene in vita il matrimonio facendolo passare indenne attraverso le tempeste della vita. Ed \u00e8 solo l\u2019amore in grado di sconfiggere l\u2019egoismo che sta alla base delle incomprensioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il senso e il profumo dell\u2019amore che ci hanno lasciato in eredit\u00e0 i nostri nonni prima che il divorzio provocasse le prime crepe all\u2019edificio del matrimonio e la convivenza le ampliasse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si potr\u00e0 non essere d\u2019accordo con questa amara conclusione, ma credo che se si vuole evitare la scomparsa dell\u2019istituto del matrimonio \u2013 e con essa il degrado della nostra civilt\u00e0 &#8211; si debba tornare a considerarlo come una cosa seria, molto seria. Al limite della sacralit\u00e0.<br \/>\nE non si venga a dire \u201ca me questo non pu\u00f2 succedere\u201d perch\u00e9 quando non si tiene viva la fiamma dell\u2019amore \u00e8 naturale che calino le tenebre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Guido Giampietro<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 vero che amarsi per sempre \u2013 si chiedeva Honor\u00e9 de Balzac \u2013 \u00e8 la pi\u00f9 temeraria delle imprese? Certamente s\u00ec se osserviamo ci\u00f2 che la realt\u00e0 di tutti i giorni ci offre. Uno spettacolo fatto di separazioni di fatto o legali, seguite o no da divorzi, divorzi brevi, divorzi senza avvocati, divorzi facilitati, divorzi all\u2019estero con assistenza in italiano\u2026 &nbsp; Tutti felici, allora? Macch\u00e9. Tutti, ma proprio tutti, pi\u00f9 infelici, tanto da generare, negli ultimi anni, la categoria dei nuovi poveri. Soprattutto mariti e padri ridotti, dopo la separazione, all\u2019indigenza a causa dell\u2019obbligo degli assegni di mantenimento e del forzato abbandono dell\u2019abitazione. Oltre alla perdita dei figli che le norme del diritto di famiglia assegnano quasi sempre alle madri. &nbsp; E la drammaticit\u00e0 di tale situazione \u00e8 sotto gli occhi di tutti perch\u00e9 costoro, se impossibilitati a rientrare nelle famiglie di origine, sono costretti a dormire nelle auto e a consumare i pasti alle mense della Caritas. 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