{"id":135644,"date":"2018-06-18T16:22:53","date_gmt":"2018-06-18T14:22:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=135644"},"modified":"2018-06-29T08:01:20","modified_gmt":"2018-06-29T06:01:20","slug":"non-si-interrompe-una-emozione-di-guido-giampietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/non-si-interrompe-una-emozione-di-guido-giampietro\/","title":{"rendered":"Non si interrompe una emozione. Di Guido Giampietro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/referendum-scheda1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-88495\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/referendum-scheda1-300x191.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"191\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/referendum-scheda1-300x191.png 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/referendum-scheda1-112x70.png 112w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/referendum-scheda1.png 585w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Non si interrompe una emozione<\/p>\n<p>E invece l\u2019emozione s\u2019interruppe la domenica dell\u201911 giugno 1995 allorquando, tra i dodici referendum proposti dal Partito Radicale veniva posto agli Italiani il seguente quesito: \u00ab<em>Volete voi che sia abrogato l\u2019art. 8, comma 3, secondo periodo limitatamente alle parole \u201cPer le opere di durata programmata superiore a quarantacinque minuti \u00e8 consentita una ulteriore interruzione per ogni atto o tempo. \u00c8 consentita una ulteriore interruzione se la durata programmata dell\u2019opera supera di almeno venti minuti due o pi\u00f9 atti o tempi di quarantacinque minuti ciascuno\u201d della legge 6 agosto 1990, n. 185 S.O. recante il titolo \u201cDisciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato\u201d?<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Un quesito che, tradotto dal burocratese in italiano, chiedeva al popolo: \u00ab<em>Vi sta bene che i film programmati in televisione siano interrotti dagli spot pubblicitari?<\/em>\u00bb. E il popolo sovrano (ma quando\u2026?), col 55,7% dei \u201cno\u201d contro il 44,3% dei \u201cs\u00ec\u201d, rispose favorevolmente agli spot. E fu la fine della buona televisione e l\u2019inizio del rimbambimento davanti a schermi da scompariva, oltre alla cultura, anche il piacere del semplice intrattenimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fellini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-135646 alignright\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fellini-300x165.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"165\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fellini-300x165.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fellini.jpg 670w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00a0A ideare il fortunato slogan contro la pubblicit\u00e0 era stato nientemeno che Federico Fellini, il Maestro che per\u00f2, in questa circostanza, si comport\u00f2 in maniera ondivaga, se non proprio contraddittoria. Infatti, dopo avere demonizzato gli spot, non disdegn\u00f2 di farne parte egli stesso, insieme a tanti altri nomi altisonanti del cinema quali Age &amp; Scarpelli, Gillo Pontecorvo, Ermanno Olmi, Sergio Leone, Tot\u00f2, Macario, Vittorio Gassman, Dario Fo, Eduardo\u2026<br \/>\nChe poi Fellini (deceduto nel 1993) non fu nemmeno presente alla vittoria referendaria dei \u201cno\u201d. E, conseguentemente, a quella di Silvio Berlusconi, l\u2019uomo della televisione commerciale, quello che aveva tutto l\u2019interesse a che la battaglia degli spot andasse avanti e, alla fine, fosse vinta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 il popolo trad\u00ec il cinema, dando il via a quel nefasto spezzettamento della visione che ha decretato, se non la morte, la quasi-fine di una cinematografia fino a quel momento tra le migliori del mondo?<br \/>\nEd io, s\u00ec proprio io, come mi comportai in quella circostanza? Cio\u00e8 nel momento storico in cui Pannella sfornava pi\u00f9 referendum dei biscotti del Mulino Bianco, e i quesiti posti avevano tutta l\u2019aria di trabocchetti con quel \u201cno\u201d che significava \u201cs\u00ec\u201d e il \u201cs\u00ec\u201d che aveva valore di \u201cno\u201d. Francamente non lo ricordo.<br \/>\n\u00c8 probabile che a farmi propendere per il \u201cno\u201d sia stata l\u2019egoistica considerazione che, con qualche piccola interruzione, oltre a quella naturale tra primo e secondo tempo, avrei potuto sciropparmi tanti film che, programmati sulle tv private, mi avrebbero tolto il fastidio e\u2026 l\u2019onere di andarli a visionare nelle sale cinematografiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A farmi sbilanciare per gli spot dovette essere anche il ricordo dei film che, in occasione della settembrina Fiera del Levante, dalla Rai venivano programmati agratis per la zona della Puglia. Gustarsi, alla fine degli anni Sessanta, delle pellicole comodamente acciambellati sulle poltrone di casa era, a quei tempi, un piacere povero e ricco al tempo stesso.<br \/>\nE poi, e poi ad assestare il colpo definitivo dovette essere Carosello, con quei trenta-secondi-trenta di show, pi\u00f9 che di pubblicit\u00e0. Altro che bambini! Erano i grandi a godersi quegli spettacoli scritti da autori di grido (ivi compreso il nostro Maestro che firmava \u201cemozioni\u201d per Campari, Barilla, Banca di Roma\u2026) e interpretati dai grandi attori dello schermo e del teatro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/55fae9062f26d-future-gazing-advertising-160915_55fae9062f178-633x350.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-135647\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/55fae9062f26d-future-gazing-advertising-160915_55fae9062f178-633x350-300x166.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/55fae9062f26d-future-gazing-advertising-160915_55fae9062f178-633x350-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/55fae9062f26d-future-gazing-advertising-160915_55fae9062f178-633x350.jpg 633w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><br \/>\n<\/a>E allora dovetti dirmi: favoriamo questi mini spot che, se vanno contro il piacere di uno spettacolo privo di interruzioni, offrono in compenso la possibilit\u00e0, in quel breve lasso di tempo, di fare una capatina in bagno o in cucina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chi avrebbe mai potuto immaginare che i vituperati stacchetti \u2013 oltre a tagliuzzare con le lucide cesoie di una moderna \u00c0tropo i fili di tante storie \u2013 si sarebbero impossessati, grazie ad intervalli ripetitivi e sempre pi\u00f9 lunghi, del nostro tempo? Ecco quello che avevamo fatto. Avevamo barattato con una pubblicit\u00e0 sempre pi\u00f9 lontana da quella intelligente di Carosello, la nostra capacit\u00e0 di libero arbitrio e aperta la prima breccia nella corazza di quella che, molti anni dopo, si sarebbe chiamata privacy!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La vittoria di Berlusconi e degli altri padroni delle tv commerciali aveva altres\u00ec inferto un colpo mortale anche alla tv pubblica che, per non soccombere, si vot\u00f2 anch\u2019essa agli spot pubblicitari. Ma se la pubblicit\u00e0 aveva una giustificazione per le televisioni private che grazie ad essa potevano sostenersi, per quale motivo la tv di Stato, beneficiaria di un canone (ora perfino in bolletta), doveva attingere anche a questa fonte? All\u2019ingordigia dei partiti politici, non tanto occulti padroni del Servizio pubblico, non c\u2019\u00e8 mai stato un limite.<br \/>\nAlmeno gli introiti della pubblicit\u00e0 servissero a migliorare i palinsesti. E invece vanno a incrementare una pletora di funzionari nullafacenti, un esercito di giornalisti per lo pi\u00f9 asserviti ai padroni e le tasche di conduttori e conduttrici di \u201cospitate\u201d vergognose.<br \/>\nSenza tale anomalia le cose sarebbero andate sicuramente meglio. Nel senso che la Rai avrebbe continuato ad offrire servizi e prodotti privi dello strazio delle interruzioni, e le televisioni commerciali (nomen omen) avrebbero avuto il loro pubblico di bocca buona.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Aveva ragione lo scrittore Norman Douglas quando, in Vento del Sud, diceva che \u00ab<em>si possono capire gli ideali di una nazione dalla sua pubblicit\u00e0\u00bb<\/em>!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non rimane che ammettere che ci meritiamo i tormentoni come quello delle poltrone&#8230; Anche se non capisco \u2013 non essendo un pubblicitario \u2013 se l\u2019ossessiva ripetizione di certi spot giovino veramente ai committenti, visto che, per quanto mi riguarda, pi\u00f9 mi viene sbattuto sul muso un \u201cconsiglio per gli acquisti\u201d e con maggiore determinazione cancello dalla mente quel prodotto. O forse \u201ccredo\u201d di cancellare perch\u00e9 a spingermi ad acquistarlo sembra non sia la mia volont\u00e0, ma il messaggio subliminale nascosto in ciascuna offerta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fino a un certo punto, per\u00f2. Perch\u00e9 se ho in uggia un Paese, per esempio (solo per esempio) la Francia, non ci sono messaggi cos\u00ec forti da fare passare in secondo piano l\u2019ipocrita buonismo o, peggio, le offese gratuite. Cos\u00ec come, sul piano nazionale, per il sottoscritto ha sempre la meglio il prodotto a chilometro zero. Ma, mi rendo conto che si tratta pur sempre di rivalse statisticamente ininfluenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Purtroppo la realt\u00e0 \u00e8 un\u2019altra. La pubblicit\u00e0 che prima si limitava alle pause delle partite in tv, ai manifesti in occasione dei saldi stagionali e alle pagine interne dei giornali, \u00e8 ora diventata ossessiva con quella distribuzione ad personam effettuata per le strade, con l\u2019oscuramento dei parabrezza delle auto e l\u2019intasamento delle cassette postali quando quelle ad hoc si dimostrano insufficienti. E tutto ci\u00f2 avviene a scapito della verit\u00e0 e a vantaggio della finzione.<br \/>\nE non \u00e8 da pensare che possa esserci un\u2019inversione di tendenza, se anche i telefonini stanno diventano un ottimo veicolo di propaganda. Allora, cosa ci rimane da fare?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Escludendo che si possa riproporre un altro referendum abrogativo visti i problemi pi\u00f9 seri che ci sono sul tappeto, non rimane che adottare l\u2019espediente cui \u00e8 ricorso un mio amico. Quello di registrare le trasmissioni d\u2019interesse per poi vedersele comodamente e purgate delle decine e decine di interruzioni. D\u2019altro canto, siamo o non un popolo di furbi?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Guido Giampietro<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non si interrompe una emozione E invece l\u2019emozione s\u2019interruppe la domenica dell\u201911 giugno 1995 allorquando, tra i dodici referendum proposti dal Partito Radicale veniva posto agli Italiani il seguente quesito: \u00abVolete voi che sia abrogato l\u2019art. 8, comma 3, secondo periodo limitatamente alle parole \u201cPer le opere di durata programmata superiore a quarantacinque minuti \u00e8 consentita una ulteriore interruzione per ogni atto o tempo. \u00c8 consentita una ulteriore interruzione se la durata programmata dell\u2019opera supera di almeno venti minuti due o pi\u00f9 atti o tempi di quarantacinque minuti ciascuno\u201d della legge 6 agosto 1990, n. 185 S.O. recante il titolo \u201cDisciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato\u201d?\u00bb. Un quesito che, tradotto dal burocratese in italiano, chiedeva al popolo: \u00abVi sta bene che i film programmati in televisione siano interrotti dagli spot pubblicitari?\u00bb. E il popolo sovrano (ma quando\u2026?), col 55,7% dei \u201cno\u201d contro il 44,3% dei \u201cs\u00ec\u201d, rispose favorevolmente agli spot. 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